Camila è il vero Oscar

Il nuovo film di Guy Ritchie ha un cast stellare: da Matthew McConaughey a Charlie Hunnam, da Henry Golding a Michelle Dockery, da Jeremy Strong a Eddie Marsan, da Colin Farrell fino allo straordinario Hugh Grant (qui in vesta molto particolare).

The Gentlemen è uno straordinario movie gangster in un concentrato londinese tutto da gustare come un buon whisky e per gli amanti del sigaro un cubano.




Racconta la storia di Mickey Pearson, un americano che ha costruito un impero economico vendendo marijuana a Londra. Quando si diffonde la voce che stia cercando di allontanarsi dagli affari per sempre iniziano una serie di piani, macchinazioni, inganni e ricatti pur di rubargli il lavoro.

L’intero film si regge sulla forza dei personaggi, collocati dentro a una scenografia e sceneggiatura vivace ad opera dello “storyteller” d’eccezione Hugh Grant con Charlie Hunnam.

Il carattere di The Gentlemen è costruito sull’alone che lo avvolge, c’è un rinnovato occhio stilistico tra contaminazioni mediali da videoclip ed inserti televisivi fino ad alcune non troppo velate autocitazioni. Il lungometraggio lascia quasi l’idea che questa formula Ritchie 2.0 apra un nuovo itinerario di presenza che dal grande schermo può raggiungere le piattaforme on demand con una serie che farà molto parlare di sé. Ciò rappresenta una boccata d’ossigeno in un periodo difficile e faticoso.

Matthew McConaughey è il gangster-non-gangster protagonista indiscusso della pellicola, al suo attivo una carriera di tutto rilievo, ma quest’ultima cosa è assai nota.

A Hollywood è considerato un uomo egoista, vanitoso, sempre pronto a modificare il suo percorso pur di raggiungere l’obiettivo desiderato. Non si fa molti scrupoli, in fondo, la vita è dalla sua parte, il successo così come la celebrità non gli mancano e i registi fanno a gara per averlo nei loro lungometraggi.

Cinquantuno anni, sposato con la modella brasiliana Camila Alves, padre di tre bambini (Levi, 9 anni, Vida, 7, e Livingston, 4), è a tutti gli effetti una Star di Hollywood: tutto convoglia verso l’Olimpo dove resterà per sempre. Nel 2014 ha vinto l’Oscar per Dallas Buyers Club, aggiudicandosi un posto tra le Star che non tramonteranno mai.

Lui si considera «un testardo» - ma come racconta in un’intervista - «forse non è nemmeno un difetto. Insomma, crediamo che le nostre caratteristiche siano negative, invece non è sempre così. Certe volte sono egoista, è vero, ma ogni tanto credo sia salutare esserlo. E anche la vanità, alla fine, mi ha portato risultati più positivi rispetto a una vita di falsa modestia. Dobbiamo finirla di giudicare debolezze le nostre risorse».

In fondo per essere un divo e mantenere viva la luce dei riflettori un po' di egoismo e vanità non guasta affatto. Matthew è un uomo che si è costruito con pazienza e tanta disciplina. «Nel 1990 ho scritto una lista di 10 obiettivi da raggiungere, poi l’ho dimenticata. Quando me la sono ritrovata tra le mani, ho scoperto che li avevo realizzati tutti. Compreso quello di visitare un posto che continuavo a vedere nei miei sogni. Era in Africa!» - dice con la sua vena ironica. Perché in fondo la vita è così una tappa dietro l’altra fatta di nuove sfide, avvincenti desideri da realizzare e in mano la forza di resistere nonostante le continue prove.

Di certo non tutto viene da sé e avere accanto una moglie che nutre e sostiene, regala una boccata d’ossigeno, facendo si che le esperienze della vita si percorrano e affrontino con più dedizione e partecipazione.

Con la bella Camila l’affascinante Matthew è un libro aperto, ha un dialogo continuo sui suoi progetti, sui nuovi lavori tanto che l’opinione della signora è determinante per decidere cosa scegliere. Se lei approva allora Matthew procede altrimenti cambia rotta.

Come si conviene a ogni artista anche lui debutta in campo letterario, a ottobre è uscito il suo primo libro, una sorta di memorie dove Matthew McConaughey racconta aspetti della sua vita privata. Il libro come ha spiegato in un post su Instagram, contiene brani scritti in tutto l'arco della sua vita. Una sorta di diario narrativo, dove la sua storia di vita viene narrata e messa a disposizione dei suoi lettori. Lo stesso Matthew nel video, dove promuove il libro, spiega: «così, fin da quando ho imparato a scrivere ho tenuto un diario, scrivendo tutto ciò che mi ha esaltato, che mi ha depresso, che mi ha fatto ridere, fatto piangere, mi ha posto delle domande o mi ha tenuto sveglio di notte» - continua dicendo - «due anni fa, ho trovato il coraggio di portare tutti questi diari in isolamento con me, solo per vedere cosa diavolo avessi. E sono tornato con un libro».

All’interno della sua opera c’è il racconto denso di significato e vita di quando a 15 anni, l’attore, ha subito una violenza nel retro di un Van.

Il suo libro racconta con profonda autenticità l’accaduto mettendo in evidenza il fatto, le emozioni e il retrogusto che, da lì in poi, si è costruito. Scrive Matthew: «Fui ricattato per fare sesso per la prima volta a 15 anni. Ero certo che sarei andato all'inferno per quel sesso prematrimoniale. Oggi, spero davvero che non sia così».

McConaughey non aveva mai confessato prima questa terribile esperienza, non è poi così facile mettere a nudo certi vissuti intensi e destabilizzanti. L’aspetto saliente è la capacità che Matthew ha avuto di rialzarsi dall’accaduto tant’è che scrive: «non mi sono sentito una vittima. Avevo tante prove intorno a me del fatto che il mondo stava cospirando per rendermi felice».

Questo può essere un insegnamento per tutti coloro che hanno la triste esperienza di essere vittime di un abuso, purtroppo può accadere ma la differenza passa sostanzialmente dalla capacità di elaborazione e di svolta. Ciò non significa sottovalutare il problema ma cercare di non essere travolti da un evento così terribile che può frantumare una vita. Soccombere non è la via migliore per uscire dal tunnel del dolore, l’importante è reagire, contrastare con la forza della risalita ciò che ha steso a terra.

Così nel libro Greenlights troviamo un Matthew a tutto tondo, dove racconta glia spetti più salienti della sua vita, dall'adolescenza alla famiglia, dai primi film all'Olimpo di Hollywood al suo matrimonio, dai figli alla sua vita. Lui assicura anche: «vi farete tante risate», cosa che non guasta mai anzi rende il tutto più colloquiale.



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