Che ridere vi farò piangere

Dopo il successo del film «Sotto il sole di Riccione» con più di «50 milioni visualizzazioni», il Red Carpet a Venezia, una serie di impegni in set cinematografici in Italia e all’estero, incontriamo ancora una volta Andrea Roncato. Amore e lavoro sono le sue colonne portanti. Una vita, la sua, dedicata al cinema e allo spettacolo. A 70 anni riscuote un successo dietro l’altro: il talento premia sempre!



Caro Andrea, questo è per te un periodo molto florido?

Si! Anche se in questo momento ci sono difficoltà a girare a causa del Covid-19.

Ti abbiamo visto alla Mostra del Cinema di Venezia?

Sono stato a Venezia per il film «#Selfiemania». È un bel progetto di Elisabetta Pellini. A Venezia è stato presentato il promo del film, nell’ambito dell’evento «Ricordo di Federico Fellini», curato da Ugo Di Tullio e Orazio Anania.

Di cosa si tratta?

Il progetto «#Selfiemania» propone storie vere, contemporanee, cronache di personaggi intensi, di psicologie complesse. Sono 5 episodi, diretti da 5 registi differenti. È un progetto internazionale che racconta storie legate alla mania dei selfie vissute in paesi differenti oltre che in Italia. Ogni produzione ha il suo cast.

Non è l’unica cosa che hai fatto in questo periodo?

Ho girato parecchie cose, alcune sono uscite, altre sono in attesa uscire.

Su quali film hai recitato?

Ho fatto il film di Virzì «Notti magiche», poi due film con Pupi Avati, uno per il cinema, l’altro per la televisione. Con Francesca Inaudi siamo stati protagonisti del film «Stato di ebbrezza» di Luca Biglione. Narra la vicenda di una donna, attrice, che dai successi del palco sprofonda negli abissi dell’alcolismo e della solitudine. Racconta l’esperienza drammatica, di vita vera, vissuta in prima persona dalla cabarettista Maria Rossi. Rossi ha infatti realizzato il soggetto del film, tradotto poi in sceneggiatura da Maddalena De Panfilis e Luca Biglione.

Questa estate hai avuto un gran successo con un film di Enrico Vanzina?

Si! «Sotto il sole di Riccione» una commedia estiva che ha avuto 50 milioni di visualizzazioni, con Isabella Ferrari e Luca Ward. Il film è diretto da YouNuts!

Di cosa parla?

«Sotto il sole di Riccione» ci riporta a quei film vacanzieri che nei decenni passati sono riusciti a raccontare la vita delle persone, i loro drammi, la voglia di divertirsi. La storia è quella tipica dei ragazzi che in estate vogliono innamorarsi e divertirsi, esattamente come i protagonisti di «Sapore di mare».

Tu quale personaggio interpreti?

Sono un bagnino con una storia particolare.

Da poco hai terminato di girare un altro film, si dice che sia molto divertente?

Ho fatto un cameo nel film «Vecchie canaglie» per la regia di Chiara Sani, è una commedia degli equivoci. Che cosa racconta la pellicola?

Racconta le vicende di sei anziani ospiti di Villa Matura, una piccola casa di riposo che rischia la chiusura a causa dell’avida proprietaria che la mette all’asta. Da qui la reazione degli anziani degenti, che si difenderanno con esilaranti stratagemmi, rafforzando il loro sodalizio e la loro amicizia.

Chi c’è nel cast?

Tra i protagonisti Lino Banfi, Greg, Andrea Roncato, Andy Luotto e Pippo Santonastaso.

Il Covid-19 non ha interrotto il tuo lavoro?

A ottobre dovevo fare un film con Lazzerini che è stato spostato a marzo. Era un gran problema, dovevamo fare continuamente i tamponi e sierologici. Nonostante la negatività al tampone o al sierologico c’è sempre la paura di contagiarsi, così la cosa più semplice è stata quello di spostarlo. Ormai tutti quelli che sento hanno tutti il Covid!

Adesso sei a casa?

Si, ma sai io sono fortunato. Abito sulla Cassia leggermente fuori Roma, ho un bel giardino con tanti pini marittimi, degli ulivi, sto in mezzo al verde con i miei animali.

Come coniughi lavoro e amore?

Sai io ho fatto 10 anni di dura gavetta, ho studiato molto prima di fare l’attore sia in Italia sia in America. Oggi è tutto più semplice, fai un GF o partecipi a Uomini e donne, e ti ritrovi attore.

Parlo correttamente tre lingue, tanto che l’anno scorso ho fatto un provino telefonico, una videochiamata con la regista francese parlando in francese. Con lei ho fatto due serie televisive una è già su Netflix l’altra arriverà a gennaio-febbraio.

Com’è l’amore a 70 anni?

L’amore è sempre uguale, a 70 anni è più consapevole. Mia moglie è una donna bellissima e sono felice di stare con lei.

Tu sei stato un Don Giovanni?

Ho lavorato molto, sono stato circondato da bellissime donne. Ero un po' il vitellone Romagnolo che se avesse voluto avrebbe potuto conquistare questa o quell'altra. Non sono mai stato uno sciupafemmine, anche se avendo incontrato tantissime attrici qualcuna è stata più che una collega. Adesso sono molto più tranquillo, quando sei più giovane è tutto diverso.

Con le tue ex sei rimasto amico?

Io sono amico di tutti anche dei miei colleghi di lavoro. Con alcune sono rimasto amico con altre invece non è stato possibile.

Tieni molto all’amicizia?

Tantissimo, non sono un tipo invidioso anzi mi piace condividere il successo dei miei amici-colleghi. Sono capace di mandare un sms alle 2 di notte a un amico(a) se vedo un suo lavoro in televisione o al cinema e mi piace. Al tempo stesso non godo dell’insuccesso dell’altro anzi mi dispiace. Se un film è andato male non vuol dire che non sei bravo, tu resti quello che sei, è il film che non ha incontrato il favore del pubblico. Lo stesso se uno è più bravo di me, ne sono felice, mi aiuta a crescere, così cercherò pian piano di migliorare. Invece ci sono persone che basano il proprio successo sull’insuccesso dell’altro. Io non conosco l’invidia.

L’ultimo collega a cui hai fatto i complimenti?

Elena Sofia Ricci, siamo amici da tantissimi anni. L’ho vista nelle vesti di Rita Levi Montalcini, un’interpretazione favolosa, ho dovuto dirglielo subito. L’ho chiamata in piena notte, ero così felice come se quell’interpretazione l’avessi fatta io. Lei è un’attrice di grande talento.

Hai mai pensato di scrivere un libro?

Ne ho scritto uno 10 anni fa! Un libro che ha venduto 30mila copie s’intitola «Ti avrei voluto». Attualmente è esaurito, stavo pensando di farne una seconda edizione. Sono in tanti che me lo chiedono. A volte capita che in televisione recito una poesia di questo libro, allora via Social mi chiedono dove possono trovarla o se gliela mando.

Di cosa parla il libro?

Oltre alle poesie ci sono i racconti della mia vita, le persone che ho conosciuto. Amavo scrivere poesie.

Nel libro c’è qualcosa a cui tieni di più?

Nel libro c’è una poesia dedicata a un bambino mai nato, insieme alla madre avevamo deciso di abortire, poi con il tempo mi sono accorto che è stata una grande stronzata. L’errore più grande della mia vita. Ora sono un anti-abortista e il libro «Ti avrei voluto» è per questo bambino mai nato in cui gli dedico una poesia che si conclude con “t’avrei voluto volere quella volta che non ti ho voluto”. Non mi sono mai perdonato per questo, credo che i figli siano l’unica vera ricchezza che un uomo possa lasciare al mondo.


Cosa farai a Natale?

Nulla. Io sto molto bene con mia moglie e i miei animali. Ci faremmo un ottimo spaghetto a casa, non ho bisogno di andare a cena, insieme noi due stiamo davvero bene. Non ho altre necessità.

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