Chi lo salva dalle donne?

Se dopo il film arriva la serie televisiva un motivo ci sarà?

La spiegazione è molto semplice e la si trova facilmente guardando la pellicola di Paolo Genovese del 2014. Il film si basa su un racconto semplice, concentrato su un’esperienza di vita che può capitare a molti, dove i sentimenti genuini si mettono in evidenza senza censure, dove i problemi quotidiani vengono affrontati con partecipazione senza dare nulla di scontato, così come gli amori infranti e i sogni diventano nostalgici ricordi attraversati, a volte, da una strana amarezza, a volte, da un alone di tristezza. Tutto è parte delle alchimie impreviste della vita.




La serie, uscita il 26 febbraio su Amazon Prime Video, è composta da otto episodi ed è una co-produzione Rti e Lotus Production con la collaborazione di Amazon Prime Video. La supervisione artistica è di Paolo Genovese.

La serie è diretta da Rolando Ravello che è riuscito a dirigere gli otto episodi con grande ritmo e delicatezza. Il regista ha spiegato il suo rapporto con la psicoanalisi dicendo in conferenza stampa da remoto: «In analisi ci sono stato tanto, ma su questo credo che la cosa più bella l’abbia detta un mio amico: qualcuno si è mai chiesto perché nessun psicanalista viene da un paese tropicale? (fonte Ansa)».

Domanda interessante che apre certamente un punto di riflessione altrettanto significativo. Ma l’analisi è un percorso all’interno di sé che lentamente conduce a incontrare quella parte celata che stenta a emergere. È l’incontro assoluto tra essenza e conoscenza di sé affinché ci sia la possibilità di un viatico senza ombre e dolori nella piena consapevolezza che mai nulla accade per caso. Il caso in fondo non esiste ma è l’alibi dello sciocco che non vuole vedere oltre il suo naso, che ha paura di scendere negli inferi del suo mondo sommerso per cercare di incontrare la sua più ancestrale essenza.

Genovese nella conferenza stampa da remoto ha detto: «L’idea è sempre di scrivere un prodotto assoluto, esportabile. E il tema di Freud sicuramente aiuta in questo senso. Abbiamo cercato così di non fare un prodotto totalmente italiano grazie all'opportunità che ci ha dato Amazon. Certo - aggiunge - questa serie nasce anche dal fatto che la sceneggiatura originale era lunghissima. E poi - conclude - dirò una cosa ovvia: si fa una serie tv quando c'è un lavoro che piace al pubblico. Una cosa che vale anche per una possibile parte due, se il pubblico si affeziona siamo pronti a continuare (fonte Ansa)».

Senza dubbio è un prodotto importante per la produzione italiana che si cementa in un percorso diverso dalla pellicola cinematografica, anche se non è certo la prima volta che accade che un film dia lo spunto per una serie televisiva. Per citare i casi più famosi, è avvenuta la stessa cosa con un altro film di Genovese «Immaturi» così come con «Suburra», «Romanzo Criminale» e in un certo senso con «Gomorra».

Le vicende che si intrecciano e tramano sin dalla prima puntata portano lo spettatore a tuffarsi in una sorta di maratona da Freud.

La trama della serie televisiva «Tutta colpa di Freud» è una storia di vita come possono essercene tante.

Francesco, psicanalista cinquantenne, da anni separato dalla moglie, padre di tre figlie ormai adulte si apre a eventi imprevisti. Quando anche l’ultima figlia sta spiccando il volo, una serie di situazioni le riporta tutte e tre al nido. Con il ritorno delle ragazze a casa sopraggiungono anche gli attacchi di panico, e lo psicanalista è costretto ad assumere ansiolitici e andare a sua volta in terapia. Insomma, uno spaccato di vita che può appartenere a molti, dove lo spettatore può proiettare il suo vissuto, le sue attese, le sue incertezze e chissà forse trovare una risposta al quesito che abita la sua mente.

Chi non ha mai sofferto di un attacco di panico? Chi non si sente smarrito difronte ai problemi dei figli tanto più se è un padre da solo ad affrontare tutto poiché la moglie anni addietro ha deciso di inseguire i suoi sogni? Chi non ha attraversato il tormento della vita sotto la lente d’ingrandimento del tempo che inesorabilmente passa? Chi non ha desiderato ricominciare da sé ma la pressione delle responsabilità non glielo hanno concesso? Insomma, tutta una serie di spunti che appartengono a molti. Cosa questa che non può assolutamente passare inosservata.

Le differenze con il film del 2014 saranno visibili a mano a mano che gli episodi della serie si susseguiranno, infatti la pellicola è un’opera derivata che prende spunto dalla principale per raccontare storie parallele e personaggi secondari.

Tra gli interpreti troviamo Claudio Bisio, Caterina Shulha, Marta Gastini, Demetra Bellina, Luca Bizzarri, ci sarà la partecipazione di Claudia Pandolfi, Stefania Rocca e Max Tortora. Non ci resta che tuffarci in questa maratona di «Tutta colpa di Freud» facendoci coinvolgere dalle vicende dei suoi protagonisti. Chissà forse arriverà anche una seconda stagione!


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