Chiara Voliani: la scultrice delle emozioni

Aggiornamento: 11 gen

Cambiano i cieli sopra di noi ma non cambiano le emozioni, quelle le abbiamo sempre con noi, le custodiamo gelosamente nello scrigno della nostra anima. Accade, poi, che sono proprio quelle emozioni così intense e radicata a dar forma a un’idea, un progetto, un viatico magico che plasma manualmente una forma, un concetto, un’emozione. I gioielli scultura di Chiara Voliani sono un dialogo intimo e intimistico di emozioni rapite all’anima affinché possa incontrare l’altro nella magica atmosfera di incontro. La vita è sì “grazia e mistero” ma cosa sarebbe se non ci fosse l’incontro a forgiale la parola, il calore, l’esserci l’un per l’altro? Chiara ben sa quanto sia importante la narrazione scolpita nei suoi gioielli che possono accedere al mondo interiore dell’altro accarezzando il cuore intimo del Sé.





Un ricordo di quando eri bambina?

Non c’entra niente con i gioielli. Mi ricordo che da bambina in sella alla mia “Graziella” andavo in giro con un cordino in mano “a caccia” di cagnolini randagi da salvare e sfamare. Tornavo quasi sempre con qualche cane, vero o presunto randagio, e mi veniva sempre intimato di portarlo dove lo avevo trovato, dopo averlo sfamato ovviamente.

Come nasce il tuo amore per i gioielli?

In realtà non ho mai amato i gioielli tradizionali. Tutto nasce da un magico incontro. Ho conosciuto Giuliana Michelotti, la mia vita da quel momento ha iniziato a trasformarsi. Giuliana è un’artista, una creativa senza tempo, una visionaria nel mondo del gioiello. Quando ho visto i suoi gioielli me ne sono innamorata all’istante, lei mi ha trasmesso il suo know-how, mi ha avviato a quest’arte raffinata e gentile che trasforma le emozioni in un racconto prezioso. Per alcuni anni mi sono occupata del commerciale del suo prodotto, mai avrei immaginato che mi sarei messa a crearli con le mie mani e dare vita al mio marchio. Se è vero che il caso non esiste ma è l’alibi dello sciocco, ecco il nostro incontro non è certo un “caso”, ma una destinazione precisa in un momento specifico della mia vita.

Perché hai fondato il brand Chiara Voliani?

Come dicevo mi occupavo del commerciale di questi gioielli particolarissimi. Mi sono licenziata, dopo quasi 30 anni di carriera all’interno di due importanti Boutique di lusso e ricercatezza. I casi della vita mi hanno portato a misurarmi, prima con la capacità di commercializzarli in una modalità particolare: direi “itinerante”. Poi, dopo qualche anno, una nuova sfida si fa avanti: quella di mettermi alla prova seguendo la mia natura creativa, la mia idea di gioiello, così nasce il mio marchio.





Un gioiello scultura di fatto che cosa è?

È un’opera d’arte interamente realizzata manualmente, con una particolare tecnica di scultura che utilizza la resina modellata a mano, con l’inclusione talvolta, di pietre preziose o semipreziose, e poi fatta ricoprire di argento puro con un procedimento galvanico. Sono gioielli che creano emozioni, pezzi unici, che spesso chiamano con la loro energia chi li desidera e se ne innamora.Ci si innamora di me e dei miei gioielli. È un colpo di fulmine … come tale o avviene o non avviene … non ci sono vie di mezzo.

Manualità e fantasia compagne di viaggio in questo itinerario d’amore e passione?

Ecco soprattutto passione e amore. Sono una donna passionale, istintiva e credo nella forza motrice dell’amore in senso assoluto. Questa è la natura della mia creatività.

Il gioiello che più ami?

Amo molto gli anelli, li indosso sempre, quasi fossero una fioritura di boccioli sulle mie mani. Li chiamo bouquet di anelli, e non è un caso! Attendo, come una bambina, tutti i miei gioielli in rientro dalla Galvanica, e appena li vedo me li provo immaginando già come e quando indossarli con i miei adorati vestiti.





Ti vediamo in compagnia dei tuoi gioielli, li hai sempre amati e indossati?

Indosso sempre tanti anelli. Il mio anello con quarzo ialino, personale amuleto, e tanti altri che variano di volta in volta. Le mie mani sono una vera fioritura di anelli.

Hai uno stile ricercato e al tempo stesso minimale, un po’ francese o mi sbaglio? L’abbigliamento è il mio primo amore. Fin da bambina compravo Vogue con la mia paghetta, lo collezionavo e consultavo con devozione. Credo di avere uno stile molto personale. Non mi riconosco in nessun cliché. Amo molto i contrasti e le contaminazioni, mi lascio sedurre dai capi che mi emozionano e quando li indosso mi sembra di averli avuti da sempre, tale è il piacere e la disinvoltura con cui li vivo e li abbino.

Ti senti più Iris Apfel o Ines de La Fréssange?

Pur avendo grande stima e ammirazione per ognuna di queste due splendide donne dal grande fascino, personalità e stile, non mi identifico con nessuna delle due. Sono me stessa, Chiara. Credimi lo dico con grande umiltà e rispetto.

Quello che non avresti mai voluto fare nella vita.

Pur rispettando la categoria, credo proprio di non essere nata per lavorare in un ufficio o una pubblica amministrazione.





Hai mai pensato di fare una mostra itinerante dei tuoi gioielli scultura?

Ho improntato il mio commerciale proprio in questo modo. Mi sono “inventata” questa modalità di esposizioni itineranti, in tutta Italia e, piano piano, anche in Europa, appoggiandomi e collaborando con gli spazi espositivi più vari. Sono una “zingara cantastorie” che racconta la sua narrazione di vita e quella dei suoi gioielli.

Sei sempre in giro per l’Italia è non solo, come coniughi essere una donna in carriera con la famiglia?

Io e mio marito abbiamo fatto molti anni fa la scelta consapevole di non avere figli. E sempre insieme e di comune accordo, ci siamo sostenuti a vicenda nei nostri rispettivi lavori. Direi che questa è la risposta. Collaborazione. Parola che ricorre come un mantra nel mio lavoro. Sei più stilista o scultrice?

Mah devo dire che quando mi chiamano artista, scultrice, designer … mi suona sempre un po’ strano. Creo i miei gioielli con solo con un istinto puro e intimo. Non ho fatto assolutamente scuole d’arte o design. Ho imparato “a bottega” come il discepolo fa con il maestro.

Cosa racconti nei tuoi gioielli?

Me stessa, la mia personalità, le mie emozioni, le mie passioni.

E nei gioielli c’è un tema come fil rouge?

Sicuramente la matericità, l’imperfezione, l’unicità.

Oggi in questa epoca Social quanto la rete è importante per il tuo brand?

Oramai non si può più prescindere dalla comunicazione attraverso i social. Devo dire però che per me i social sono uno strumento molto efficace ed una vetrina da usare sempre senza mai snaturare l’immagine e il messaggio che cerco di comunicare. Non omologazione, niente vendita on line. Non mi nascondo dietro al virtuale anzi, lo considero uno strumento per conoscere le persone in carne ed ossa.

I tempi corrono e “tu adesso dove sei”?

Sono qui ed ora. Con uno sguardo rivolto al passato da cui non si prescinde ma decisamente rivolta con curiosità e passione al futuro e a tutto quello che mi aspetta.

Cogli l’attimo è una frase che ti appartiene?

Decisamente si! Molte volte nel mio lavoro ci sono improvvisi cambi di programma e imprevisti. Dico spesso che non tutti i mali vengono per nuocere perchè le opportunità sono dietro l’angolo. Basta saperle coglierle.

Progetti?

Tanti! Ma ve li svelerò a tempo debito!!




Dove possiamo vedere e acquistare le tue creazioni?

Attraverso le occasioni di vendita che creo itinerando in Italia (e non solo). Ci sono poi alcune realtà che ospitano una selezione più o meno ampia dei miei gioielli. Se volete essere informati sulla programmazione delle mie esposizioni potete visitare il mio sito www.chiaravoliani.it oppure seguitemi sui Social a @chiaravoliani (Instagram o FB). Hai mai pensato di dar vita a una linea di abbigliamento?

Come ho già detto l’abbigliamento è il mio primo amore ma non ho mai pensato di creare una mia linea. Ho fatto qualche collaborazione nel senso che dei professionisti del settore hanno creato una capsule collection basandosi su un capo che avevano realizzato per me e che io ho aiutato a commercializzare forte della mia esperienza di vendita trentennale. Meglio che continui a fare gioielli!

Cosa farai da grande?

Chissà … magari un nuovo importante cambiamento. Ho capito che cambiare e mettermi alla prova mi piace molto!



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