Confort zone: sicurezza o trappola?

Ognuno di noi ha la sua copertina di Linus, quella meravigliosa comfort zone, fisica ed emotiva, che fa sentire al sicuro. L’abbiamo costruita a forza di scivoloni nella vita e alla fine il risultato è senza dubbio molto soddisfacente. In questo periodo di rinnovata pandemia funge da base sicura, dove approdare e restare ancorati in attesa di tempi migliori per riprendere il cammino senza paura di contagiarsi.




La comfort zone è davvero rassicurante oppure sotto sotto è una trappola dove la persona resta impigliata?

Uscire dal guscio, affrontare le nuove sfide, superare i propri limiti, abbattere le barriere della timidezza, guardare in faccia la paura, sono comportamenti che non rientrano nella comfort zone, tuttavia questa è la vita. Una vita nutritiva e soddisfacente passa attraverso la sperimentazione di nuovi itinerari, ogni incontro è il viatico per accrescere l’autostima, per crescere, per confrontarsi, per mettersi in gioco.

Fuori dalla zona di comfort c’è il mondo, la vita, le relazioni con i loro aspetti rigidi, spigolosi, duri, difficili da sostenere. La vita e le esperienze sono fatte di queste cose che cementano l’esserci della persona in relazione a sé, al mondo, all’altro. La vita comincia, nell’esatto punto dove finisce la comfort zone, da lì si aprono infinite possibilità.

La comfort zone che cos’è? È il nostro quotidiano in tutte le sue declinazioni: amore, relazioni, famiglia, figli, lavoro.

Frequentare sempre le stesse persone, non cercare di progredire sul lavoro per paura di fallire, evitare di prendere decisioni importanti che comportino dei cambiamenti (come un trasferimento o l’inizio di una convivenza) sono solo alcuni dei tanti frammenti della nostra vita che delimitano la comfort zone.

È la nostra bolla protettiva, il nostro mondo protetto dove ci rifugiamo, spesso però diventa una trappola edulcorata, che blocca la vita, le esperienze, le possibilità. Tuttavia, restare legati a queste certezze è la cosa più sbagliata, poiché non diamo alla nostra esistenza la possibilità di scoprire nuovi itinerari, fare nuovi incontri, darsi nuove possibilità.

Perché questo accade? Semplicemente perché spesso non si è nemmeno partiti restando legati a un’idea intrappolante.

Quanto è importante uscire dalla comfort zone? È essenziale se vogliamo vivere una vita completa, libera e soprattutto svincolata dall’ansia e dalla bassa autostima.

È impossibile evolvere, imparare, apprendere, conoscere se costruiamo una vita legati alla comfort zone.

L’ansia, la bassa autostima, l’insoddisfazione, l’angoscia, si riesce a gestire, elaborare, sconfiggere solo se c’è la volontà di uscire fuori dal guscio, di entrare a pieno titolo nel mondo della vita senza restare inchiodati nella propria nicchia protettiva.

Come se ne esce? Tutto dipende dalla persona e dalla sua voglia di uscirne. Sta solo a noi decidere come e quando aprirci al cambiamento. La prima reazione nel momento in cui si prende la decisione di sperimentare il mondo della vita è quella di provare panico e inadeguatezza.

Ricordatevi che il primo passo è porsi degli obiettivi realizzabili sfidando così i propri limiti. Nella vita, in ogni decisione ci sono costi e benefici, la valutazione è importante, ma spesso il rischio può essere ancor più entusiasmante.

Anche se lo stress non gode di buona reputazione, un po’ di sforzo fa bene e motiva ad agire per uscire dalla zona comfort.

Quante volte abbiamo detto “non trovo la via d’uscita”?

Non si trova poiché abbandonarla vuol dire comprendere meglio chi siamo e ciò che vogliamo.

Confrontarsi con il nuovo, il diverso, lo sconosciuto al di là della bolla delle proprie convinzioni, idee, sentimenti, significa espandere i propri confini, le esperienze, la conoscenza di sé.

Questo può far paura ma è assolutamente necessario per non vivere in una bolla dorata.

Bisogna ricordarsi che di là dalla zona comfort c’è una zona ancor più di benessere poiché nutre e soddisfa i nostri bisogni più profondi. Spingere i propri limiti è un po’ come allungare sé stessi, fare stretching a livello psicologico per scoprire le proprie possibilità e risorse.

Senza bisogno di compiere nulla di straordinario, di estremo, possiamo stimolare esperienze, allontanarci da ciò che è familiare, appropriarci di idee originali.

Piano piano ci abituiamo a comprendere che non è poi così pericoloso, tanto da prenderci gusto.

Scopriamo cosa siamo in grado di fare e di essere. Allarghiamo il cerchio degli interessi, cresciamo un po’, ci apriamo al mondo, all’altro e incontriamo il nostro sé più nascosto.

Ogni viaggio di scoperta parte da noi per allargarsi alla conoscenza e alla sperimentazione dell’altro, del mondo e soprattutto di noi stessi.

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