Continuerò a volare sulle ali dell'arte, destinazione cinema

Ci incontriamo poco dopo che i microfoni della sua trasmissione radiofonica si sono spenti. Vincenzo Bocciarelli non solo attore di teatro e cinema, presentatore e conduttore, scrittore e pittore, è un uomo, un artista a tutto tondo dove l’arte, in tutte le sue molteplici declinazioni, si è accomodata in un dialogo intimo profondo. Le emozioni raccontano la sua vita intensa, il primo palcoscenico non ancora maggiorenne, calpestato come se fosse un prato fiorito in primavera, con il grande Maestro Strehler. Da lì un viaggio proficuo, ricco di avventure e conoscenza, non sempre fluido, ma certamente avvincente. Come Ulisse ha intrapreso il suo viatico di conoscenza dell’arte, senza di lei, lui non avrebbe mai incontrato la sua vita vera. Intervistarlo è una carezza per l’anima, un po' come immergersi nell’Itaca di Costantino Kavafis.





In fondo non dimentichiamoci mai che ogni vita vera è incontro.

Ciao Vincenzo …

Eccomi Barbara, ero qui ad aspettarti, ho finito da poco la diretta.

Cosa fai in radio?

Da un paio di settimane conduco “Let’s celebrate” un programma radiofonico, ogni giovedì su Rid96,8 dalle 15 alle 17.

Di cosa parla?

Raccontiamo le feste, gli eventi, i matrimoni più famosi. Con me c’è Giuseppe Alcini esperto di eventi nonché proprietario del “Castello di Montignano” e padrone di casa di Rocca dei Narni. Ci sono collegamenti con vari ospiti dal mondo degli eventi, celebrità, attori, attrici … e molto altro.

Quale messaggio cerchi di inviare ai tuoi ascoltatori?

È uno sguardo attento sulla nostra bella Italia, dove cultura, eventi, spettacoli non mancano mai, sono tutti di livello altissimo per il luogo, per la situazione, per ciò che offrono.

Come vivi l’esperienza del conduttore considerando che sei un attore famoso?

Mi definisco un “conduattore”, ormai da sette anni conduco la Festa del Cinema di Roma e una trasmissione televisiva di successo.

Perché?

Dopo tanti anni di teatro, di maschere teatrali, di maschere cinematografiche ho cercato il rapporto fresco e genuino con il mio pubblico. Recitando metti comunque una maschera nella conduzione sei tu, l’evento, il pubblico. È diverso, ti arricchisce da un altro punto di vista e ti completa come persona per lo spettacolo, per il pubblico, per chi ti segue.

Come nasce il “Bocciarelli Home Theatre”?

Durante il lockdown, non mi sono arreso all’idea di stare fermo in casa così ho creato questo spazio teatrale online. Avevo bisogno di trasmettere al mio pubblico l’amore e la gratitudine che nutro per loro. Amo profondamente l’humanitas in ogni sua declinazione e sfaccettatura, anche nella sua manifestazione meno accogliente, generosa, nella sua declinazione noir. Ogni individuo racconta qualcosa, insegna, aiuta a crescere.

Per te esiste la cattiveria?

Non credo esista, sono convinto che le persone vivono una sorta di disperazione che poi si traduce in cattiveria. Le frustrazioni rendono inclini alla critica, come se fosse il risultato di un meccanismo di difesa.

Il libro “Sulle ali dell’arte” come nasce?

L’editore mi ha chiesto di raccontare l’esperienza del “Bocciarelli Home Theatre”. Questo libro è la mia prima avventura letteraria, dove ho tradotto in parole la mia carriera trentennale. Una sorta di diario di vita, un itinerario alla conoscenza di me non solo come attore ma anche come artista, come persona di là dai mille personaggi cui ho dato vita e voce. Inoltre, nasco come Maestro d’arte, la pittura è stata un’ulteriore forma espressiva oltre il teatro, il cinema. Quando creo una cosa non mi dimentico mai là dove deve arrivare, il messaggio che deve portare, il territorio dove deve condurre.

Il tuo libro dove vuoi che arrivi?

È una carezza per l’anima delle persone, un anticovid dell’anima, una sorta di vaccino. Un manuale di sopravvivenza, un attraversamento all’interno di sé, un percorso di conoscenza e coscienza. L’arte ha un potere salvifico immenso. L’esperienza della pandemia ce l’ha insegnato, un ritorno alle origini.

E la T-Shirt Vincenzo Bocciarelli?

Una nuova avventura è la prima volta che parlo pubblicamente di questa nuova iniziativa che nasce da un imprenditore tessile siciliano. Ha visto i miei quadri, alcune sono anche nel libro, così mi ha proposto di creare una linea di t-shirt la “Bocciarelli collection”. È ancora in fase embrionale ma sarà lanciata questa estate. Un modo particolare di portare una seconda pelle di Bocciarelli su sé stessi.

Cosa farai da grande?

Eh, che bella questa domanda! Se mi devo immaginare il futuro è assolutamente cinema! Delle belle e intense storie di cinema.

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