Così diversi, così simili

Chi sarà il Presidente degli USA 2020? Resterà Trump oppure lascerà il passo a Joe Biden?

Allan Lichtman, che quattro anni fa aveva previsto la vittoria di Donald Trump, ed è famoso per azzeccare tutte le previsioni sul futuro Presidente, rivela che: «Donald Trump sarà il primo Presidente degli Stati Uniti in carica – da quando Bill Clinton ha battuto George W. Bush nel 1992 – a non essere rieletto. E non ha nessuno da biasimare se non sé stesso» - prosegue inoltre - «il risultato potrebbe essere ribaltato da fattori esterni che non hanno nulla a che vedere con un sistema di previsioni».

Sarà così oppure assisteremmo a un colpo di scena inaspettato?



È fuor di dubbio che le elezioni americane si presentano bollenti. I due candidati hanno personalità completamente opposte anche se alla base sembra esserci la stessa spinta motivazionale dettata da interessi personali, soprattutto bisogno di esserci. Che si voglia o no quel pizzico di struttura narcisistica abita ogni candidato alla Casa Bianca, non potrebbe essere che così, considerando l’importante investitura e il potere che viene acquisito con l’elezione a Presidente, non è certo cosa da poco.

Joe Biden è un uomo abbastanza intelligente da condurre una campagna elettorale giusta, equilibrata, senza tante sbavature, con nessun attacco, considerando il difficile momento che il suo Paese sta attraversando, poiché gli errori e gli scandali parlano da soli.

Allan Lichtman, su Twitter, ha criticato pesantemente Donald Trump per essersi sottoposto a cure mediche «Rolls Royce» per guarire dal Covid-19 e, in parallelo, privando 20 milioni di americani del loro diritto all’assicurazione sanitaria nonostante la pandemia. Di certo questo evento imprevisto arrivato all’inizio del 2020 non ha giocato a favore dell’attuale Presidente.

Cerchiamo di capire che tipo di personalità hanno i due sfidanti al «Trono Americano»!

La personalità di Donald Trump ha giocato un ruolo importante, quattro anni fa, contribuendo a farlo diventare presidente degli Stati Uniti d’America.

Perché Donald è un uomo interessante?

I fattori che lo rendono particolarmente accattivante sono molti: i contrasti caratteriali, il suo stile comunicativo, il senso patriottico tanto amato dagli americani. In lui abbiamo un mix interessante di comportamenti che derivano dalla sua forte personalità, caratterizzata dal bisogno di puntare sempre in alto (ciò lo ha dimostrato anche nel suo lavoro) ma in politica è un valore aggiunto importante.

Così abbiamo un uomo dalla doppia valenza, una sorta di «Dr Jekyll e Mr Hyde», da una parte compiace dall’altra tira fuori le unghie e i denti pur di giungere al suo obbiettivo al fine di accarezzare e nutrire il suo bisogno. È un perfetto Narcisista, in lui si ritrovano tratti che riconducono a personalità così organizzate (anche se in questa sede ipotizziamo e non diamo nulla di certo).

Ritroviamo in lui alcune caratteristiche significative come: non si lascia intimorire anche se sotto pressione, ha un’altissima autostima, ha un ego spropositato, è ossessionato dal successo e molto ambizioso, ama intrattenere e stare al centro dell’attenzione, ha una comunicazione diretta, non segue le regole e si sofferma poco sui dettagli, è curioso, ha un sacco di idee ed una grande immaginazione, è sicuro di sé, mostra sentimenti di grandiosità e pensa che le cose gli spettino di diritto, adora essere ammirato, è malizioso, arrogante e audace. La lista sarebbe ancora molto lunga ma questo dà bene l’idea di che personalità stiamo parlando

Che dire un uomo che è nato con in mano la chiave del successo da raggiungere a ogni costo, succeda quello che succeda. Di fatto è un po’ il suo stile, il suo motto sembra essere: «vado avanti per la mia strada senza curarmi del resto!».

Come controcanto all’attuale Presidente c’è Joe Biden, considerato il candidato perfetto per battere Donald.

Perché? Che cosa ha di così interessante che può trascinare gli elettori americani a cambiare radicalmente scelta?

Senza dubbio è un uomo tutto da scoprire. I sondaggi lo indicano in testa rispetto a Trump. La sua vita è stata segnata da varie vicende tra cui un gravissimo lutto familiare, con la moglie e la figlia che nel 1972 morirono in un incidente stradale, con gli altri due figli della coppia che rimasero feriti. Il primogenito Beau, scampato al sinistro, è poi morto a soli 46 a causa di un male incurabile. Insomma, una vicenda senza dubbio intensa che si è cementata in lui profondamente. La sua capacità di andare avanti nonostante le avversità lo rende una persona molto affidabile, su cui investire.

Conduce da sempre una vita dedicata alla politica, il suo impegno è costante e molto coinvolto come se fossero confinate lì tutte le sue risorse. Una sorta di esorcizzazione dei gravi lutti vissuti. La sua resilienza è diventata un punto di forza, un ancoraggio alla vita, un esempio da seguire, tanto che lui ha coniato una frase che rende ben chiara la sua filosofia di vita: «La realtà ha un modo di intromettersi».

Il New York Times pubblicò una notizia sgradevole parlando di quattro donne che avrebbero subito dei comportamenti non appropriati da parte di Biden, accuse che poi sono rientrate. La sua compagna lo segue con attenzione, lo sostiene, lo incita e partecipa alla sua vita sia pubblica sia privata con intenso coinvolgimento.

«Ho avuto l’incredibile fortuna di una famiglia allargata, fondata nell’amore e nella lealtà, intrisa di un senso di obbligo impartito a ciascuno di noi. Non solo ho avuto aiuto, ma concentrandomi sui miei figli, ho trovato la mia redenzione», continua Biden. Lui e la compagna sono la classica coppia per insediarsi alla Casa Bianca!

Di lui non sappiamo molto altro, quello che si può estrapolare dai suoi interventi pubblici è la capacità comunicativa coinvolgente, la solidità familiare nonostante i gravi lutti crede nella famiglia e nell’amore, un patriottismo radicato e solido, la capacità di toccare temi importanti per gli Americani.

Nel loro primo confronto televisivo è emerso si da subito la differente personalità dei due candidati. Da una parte un maestro dell’improvvisazione, dall’altra uno che usa le parole giuste, che propone il noi e il voi nel momento più incisivo e significativo. Un incontro, il loro, descritto dai media americani come un momento di caos, con attacchi e interruzioni continue. Ma la politica è comunicazione oltre che sottile strategia.

Joe Biden utilizza un metodo preciso, il suo linguaggio non verbale è studiato nei minimi particolari.

Trump ha la sua indiscussa personalità da mattatore, attacca l’avversario, scarseggia di empatia cosa che in Biden è molto spiccata.

Biden è più performante, manca a sua volta della capacità d’improvvisazione di cui Trump è un maestro. Insomma, due uomini, due esistenze, due personalità così all’opposto che non ci resta che attendere il prossimo 3 novembre per comprendere chi ha avuto la meglio!