Diana non voleva sposare Carlo

La quarta stagione di The Crown approda su Netflix.

La Regina Elisabeth II (Olivia Colman) ha monopolizzato la scena per le prime tre serie, nella quarta le rubano il primato due donne che hanno attraversato di netto la monarchia lasciando un segno indelebile: Lady Diana (Emma Corrin) e Margaret Thatcher (Gillian Anderson).

La prima sovverte il rigore di Buckingham Palace, sposa il Principe del Galles Carlo eternamente innamorato di Camilla (Emerald Fennell). L’altra Margaret Thatcher, il ministro di ferro.




La tensione tra la Regina e il primo ministro è ampiamente documentata nella serie e dalla storia. Elisabeth II e la Thatcher non si amavano sembra chiaro. Il motivo? Due personalità forti non potevano piegarsi l’una all’altra, pochi gli argomenti in cui erano d’accordo. Due caratteri opposti: la regina pungente, il primo ministro privo di senso dell’ironia, il tutto condito da una buona dose di gelosia.

Quindi nella quarta serie non c’è più la celebrazione indiscussa della Sovrana più longeva, ma la consapevolezza che altre figure femminili hanno segnato una traccia profonda nella storia dell’Inghilterra e della monarchia. I Windsor non sono gli indiscussi protagonisti della storia ma il tutto è rilegato e intrecciato a figure altrettanto significative.

Gli anni ’80 sono il teatro dove gli episodi sono ambientati, oltre alla narrazione delle avvincenti storie private (e non solo) dei Reali c’è la cruda realtà tracciata dalle bombe e dagli attentati dell’Ira, la guerra delle Falkland, il tutto cesellato dal matrimonio del secolo visto in mondovisione, gli scandali del Principe Andrea e l’incapacità della Sovrana di essere una buona madre. Per comprendere qualcosa dei figli, la Sovrana, si fa organizzare dei pranzi con ognuno di loro facendosi compilare dal suo segretario personale un’attenta nota sulle peculiarità, hobby e interessi degli stessi. Poi il triste epilogo che giunge alla morte della Principessa del popolo, dove la freddezza, l’insensibilità dei Reali si mostra in tutta la sua meraviglia. Nulla li piega, nemmeno un evento così importante.

Il suo geniale autore, Peter Morgan, ha dato vita a un nuovo miracolo di sceneggiatura che arricchisce le precedenti nel cucire la quarta serie di vero e di bello, di crudo e reale.

La storia narrata la conoscono tutti ma la ricchezza che sta dietro a questi episodi è il non sapere cosa sta per succedere pur conoscendone il finale.

È fuor di dubbio che Diana ruba la scena a tutti, come poteva essere diversamente? Nella serie c’è un concentrato di vita della Principessa del Popolo che cerca la sua dimensione esistenziale, il suo posto a palazzo e soprattutto nel cuore di Carlo, continuamente attratto dalle capacità seduttive di Camilla.

Diana sin dall’inizio è inseguita dai paparazzi, ma all’esordio della sua storia con Carlo, al momento del fidanzamento, lei con l’ingenuità di una bambina brinda al suo futuro da Principessa con le amiche con cui divide l’appartamento a Londra.

Poi i primi timidi passi all’interno della famiglia Reale dove riesce a sparigliare le carte ponendosi come la Dea della caccia: Diana a Balmoral. Un vero successo. Cosa assai strana perché l’etichetta è rigida, i pregiudizi abbondano, la prova è assai difficile. Eppure, lei con il suo candore, la sua anima pulita conquista tutta la famiglia. Il Principe Filippo è entusiasta, cosa che non esista a comunicarlo sia al figlio sia alla famiglia. Così il passo verso il matrimonio è breve, con lui arrivano le prime difficoltà. Diana è invitata a pranzo da Camilla, dove conosce un mondo sotterraneo così doloroso. Non le resta che riempire le sue insoddisfazioni con il cibo. Apre il frigo di notte, e poi si caccia due dita in gola chiusa in bagno mentre l’acqua del rubinetto scorre per non far sentire lo sforzo che fa nel liberarsi dal cibo, poi si lava i denti, le mani e mette un deodorante in tutto il bagno. Un rituale questo che non l’abbandonerà neppure con la nascita del primo figlio, sarà il suo triste compagno di viaggio che le permetterà di sedare il dolore dei tanti tradimenti di Carlo, delle insoddisfazioni, del bisogno di essere amata.

Carlo tradisce Diana, lei si rifà con il maggiore James Hewitt. La regina chiede al figlio e alla moglie di rinunciare ai loro amori extraconiugali, ma Diana torna tra le braccia del maggiore quando si rende conto che Carlo non può dire addio a Camilla. Lei è una donna raminga alla ricerca di un approdo.

Carlo (Josh O’Connor), con il suo portamento ricurvo, la sua testa sempre reclinata, il suo volto malinconico che s’illumina solo con Camilla, il suo atteggiamento freddo e distaccato evidenzia la sua assoluta incapacità di amare una donna come Diana, lui ha bisogno di una donna che sappia comandare non di un’anima delicata che ha bisogno di protezione. Eppure, il primo incontro con Diana è così romantico che fa accapponare la pelle, lei che le muore dietro, lui curioso e interessato, divertito e attratto, ma il tutto non è sufficiente a far si che qualcosa nel cuore del Principe del Galles cambi.

Carlo è alla ricerca disperata di riconoscimento da parte della famiglia, si ritrova a passare dall’ombra della madre a quella di una moglie così splendente da oscurare tutti: la cognata, il marito, perfino la Sovrana. Lui sembra un perfetto uomo incompiuto, ha l’animo del bambino alla ricerca della carezza riconoscitiva della madre e di tutte le figure affettive a lui vicine. Solo Camilla sembra dargli quello di cui ha maledettamente bisogno: riconoscimento, comprensione, sostegno, stimolo ma anche polso rigido e di comando.

I due continuano a frequentarsi nonostante i rispettivi matrimoni. È con Camilla che Carlo si sente a proprio agio. È con lei che conosce la felicità. Il Principe trascorre sempre più tempo a Highgrove, a Diana non piace è così vicino alla casa di Camilla, dista solo 15 miglia.

A quasi un quarto di secolo dalla morte di Lady D, i Windsor hanno trovato un loro equilibrio pur continuando a gestire i loro affari di famiglia tra strategie, freddezza e calcolo. Carlo è sposato con il suo eterno amore Camilla, con cui ha ripetutamente tradito la Principessa del Galles. William ha tre figli, una moglie meravigliosa mentre Harry è scappato oltreoceano con la sua amata Meghan da cui, pare, aspetti il secondo figlio. Andrea continua ad accumulare scandali su scandali, in fondo continua a nutrire la sua natura anche se Sarah è tornata a vivere con lui come ottima amica. Filippo quasi alla soglia dei cento anni continua a mantenere fede alla sua regina. Elisabeth II combatte la sua battaglia per mantenere in piedi un Regno che fa acqua da tutte le parte. Insomma, anche le famiglie Reali hanno i loro grattacapi.

La bellezza di questa serie è nel sapere dar vita comunque a una favola dove lo spettatore s’immerge quasi dimenticandosi di come andrà a finire, poiché è così avvincente e coinvolgente che non si pensa a quello che è stato ma si vive l’intensità dell’attimo.

Dieci episodi che lasciano un segno, un punto di vista che rischiano – così riporta la critica più attenta - di non essere graditi ai Reali. Chissà.