Dimagrire. E' tutta una questione di testa

Medico, nutrizionista, crede che il benessere e lo stare bene con sé stessi sia molto importante. Monica Germani si racconta.

Come è nata la sua passione per la nutrizione?

Sin da bambina sono stata appassionata di benessere. La nutrizione e lo sport sono stati il punto centrale della mia vita. Così è nato il desiderio di trasmettere il mio modo di vivere agli altri.




Com’ è il paziente?

È un paziente ha provato un’infinità di diete spesso restrittive. Ha un conflitto con il cibo, crede che la restrizione sia la soluzione definitiva al mantenimento del peso forma.

Cosa le chiedono principalmente?

All’inizio solo di dimagrire, sono convinti che la loro forma corporea dipenda solo dal cibo tanto da considerare il corpo come un contenitore calorico. Successivamente iniziamo a lavorare sul nucleo del problema. Il cibo spesso colma un vuoto emotivo, un malessere psicologico.

Perché si decide di dimagrire?

Perché non si sta bene più con sé stessi. Ci si guarda allo specchio e l’immagine riflessa non è più quella che la persona vuole. Le forme corporee non sono altro che qualcosa di più complesso. Lo stile di vita, le emozioni, i pensieri, se in equilibrio, sono un connubio perfetto per rinascere.

C’è un momento X per prendersi cura di sé?

Lo stress, il trascurarsi, i problemi della vita portano spesso a toccare il fondo, dà lì arriva la spinta a cambiare.

Quanto la mente è determinante?

La mente entra in gioco in un 70/80%, il percorso e la voglia di prendersi cura di sé è motivato quasi tutto dalla testa. Il rapporto con il cibo passa dall’autogestire le emozioni. Lavoro in team con gli psicologi in modo tale che la testa si trasforma insieme al corpo. Così i momenti di crisi durante la dieta sono sempre meno.

E prima, durante la costruzione della corazza corporea?

La mente ci porta su due piani diversi: uno è la perdita di equilibrio tra la parte razionale e quella emotiva. Quando la parte emotiva prende il sopravvento si mangia per colmare qualcosa, si tende a riempirsi finché non ci si sente quasi scoppiare. Il cibo è qualcosa di atavico che nutre e ristora. La corazza si crea nei momenti difficili attraverso nuove forme corporee per non affrontare il vissuto così da mettere un confine tra sé e il dolore.

Il metodo Meta Expetience come si approccia al paziente?

È il primo metodo in Italia che cura la forma fisica e mentale nel segno della body positivity, una vera e propria METAmofosi che si spinge fino alla cura del look e dello stile! La META Experience è un percorso rieducativo di dimagrimento che non impone risultati conformi alle mode.

In cosa si differenzia dagli altri approcci nutrizionali?

Il protocollo META Experience mette sul “piatto della bilancia” tutte le componenti cliniche, diagnostiche e di contesto per trovare una soluzione al problema.

Per cambiare il corpo (e la mente) basta questo metodo?

Spero di si, spero di dare un mio contributo.

Con la META Experience l’effetto jojo può essere solo un lontano ricordo?

Se il percorso viene portato a termine e il paziente segue anche la fase del mantenimento che è fondamentale per consolidare i traguardi raggiunti, ovvero l’equilibrio, l’effetto jojo potrebbe essere un ricordo lontano.

C’è differenza nell’approccio alla cura tra un personaggio pubblico e una persona normale?

Assolutamente no, anche il personaggio pubblico è una persona, quindi per quello che riguarda il percorso va trattata come tale.

Ci può dire qualcosa sul cambiamento di Noemi?

Noemi è stata determinata, ha voluto cambiare radicalmente la sua vita. È ripartita da sé, l’ha fatto sia nella sua sfera privata sia nella sua sfera professionale, di conseguenza, anche nel suo aspetto corporeo.

Durante il percorso ci possono essere momenti di smarrimento?

Assolutamente si, bisogna sempre ricordarsi che siamo degli esseri umani. Il nostro team serve a supportare il paziente, è normale ci siano delle piccole cadute in corso d’opera, a questo serve il nostro contributo professionale fatto da più figure esperte.

Un consiglio per trovare la giusta motivazione.

Non ricorrete alle diete, ai trattamenti estetici prima dovete prendervi cura delle emozioni. Cercate nella complessità. La giusta motivazione non è una dieta drastica o percorsi estetici, ma la cura del sé.

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