Dolce magia dell'autunno

Lentamente cadono le foglie ondeggiando accarezzate dal vento. I colori cambiano gradazione diventano più caldi e intensi con qualche sfumatura di rosso mattone e giallo ocra. L’aria è più fresca. Le piogge tornane a ripulire dal caldo dell’estate. L’imbrunire ricorda che i ritmi stanno cambiando. È la magia dell’autunno, una stagione fatta di cambiamenti e progetti, di atmosfere più intense e voglia di sentire l’abbraccio di una coperta calda gustando una tazza di tisana mentre ci si incammina verso l’inverno accompagnati da un vero e proprio spettacolo di profumi e di colori tipico di questo periodo.






Le giornate grigie sono memoria e passaggio, trasformazione e inizio di un nuovo viatico, apprezzarle porta a fare contatto con la nostra parte più profonda dove i colori sono più scuri e grigi, le emozioni attraversano la fluttuazione dell’essere nel mondo ma ci ricordano che è da lì che si parte per costruire e progettare, per trovare nuovi stimoli e motivazioni, per nutrire i bisogni.

L’equinozio d’autunno è un periodo dell’anno significativo per il raccolto. Settembre è il mese in cui finisce il raccolto e si procede alla semina, dalla quale dipende la prosperità dell’anno a seguire. Le piante, la terra danno i loro frutti per poi riposarsi nell’attesa che i nuovi semi sboccino con l’arrivo della primavera. Intanto, i semi restano abbracciati dalla terra che li culla affinché possano crescere vigorosi e forti al ritorno della stagione primaverile.

La vita è un ciclo, ha le sue stagioni e il susseguirsi dei mesi nel ventaglio variegato della natura riporta la memoria al ricordo di quanto sia fondamentale scandire il tempo dei vari cambiamenti. L’autunno non solo è periodo di raccolta ma anche di bilanci, di riflessioni e progetti, per capire se i propositi fatti a inizio anno stiano dando i loro frutti. Non solo la terra offre il suo nutrimento anche i bilanci fanno comprendere quanti frutti è possibile avere a disposizione da investire nella propria vita.

L’autunno con la sua luce che svanisce che ha ispirato agli antichi l’immagine della discesa agli Inferi, ossia il viaggio dell’uomo nella profondità più oscura del suo essere, dove trova quel materiale psichico che sboccia e fiorisce in creatività spirituale quando la luce solare torna più potente del freddo e del buio.

La cultura esoterica riconosce la forza, la bellezza e la saggezza della terra celebrando il solstizio d’inverno, l’equinozio di primavera, il solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno. Fasi di un viaggio spirituale interiore che riflette quello naturale. Tanto che per la massoneria i lavori di Loggia riprendono alla fine del mese di settembre, l’equinozio d’autunno celebra un momento importante. Dopo il raccolto si inizia a seminare la conoscenza, la trasformazione, passaggi necessari affinché la spiritualità evolva; si semina il germe del cambiamento così che la persona possa nutrirsi durante l’inverno sbocciando con la nuova primavera. L’autunno è il periodo dell’anno in cui dobbiamo creare in noi lo spazio per quello che verrà dopo, terreno fertile per far crescere i nostri sogni, è il periodo dell’anno in cui attiviamo il nostro nuovo ciclo di crescita. Quando diventiamo silenziosi e riposiamo, stiamo lasciando emergere la nostra visione più ampia.

Il silenzio è il primo passo se una persona decide di fare un cammino esoterico, è un periodo lungo alcuni mesi dove l’incontro è incontro con il proprio sé. È una conoscenza intima delle proprie emozioni, della propria anima, dei pensieri che abitano il dialogo interno, spesso, difficile da comunicare. Mentre le giornate si accorciano e le notti si allungano, affrontiamo l’oscurità dell’anima per preparare la nascita della luce interiore, celebrata in occasione del solstizio d’inverno.L’Equinozio autunnale ci aiuta a comprendere che esiste un legame fra il ritrarsi dell’energia fecondatrice primaverile, ovvero l’apparente sofferenza e “morte del sole” fisico durante la stagione fredda, e il rivolgersi all’interno della psiche come in cerca di una luce, di un sole interiore.

Quando cade l’equinozio?

Ogni anno il giorno dell’equinozio cambia poiché è il momento astronomico preciso in cui il Sole si trova nel punto Zenit dell’Equatore della terra. In quel dato momento, un ipotetico osservatore che si posizioni in un punto specifico dell’equatore si troverà con il Sole perfettamente sulla testa.

Per gli antichi, il levarsi del Sole ogni giorno rappresentava la vita stessa, la paura che non sorgesse veniva esorcizzata con riti appositi, si pensi solo al terrore che scatenavano le eclissi.

Perfino all’entrata del Duomo di Milano c’è ancora una meridiana. Se guardiamo a terra all’ora del mezzogiorno solare ecco che un fascio luce proveniente dal soffitto della cattedrale indica l’ingresso del sole nei vari segni.

L’equinozio di settembre segna il primo giorno del Mehr o della Bilancia nel calendario iraniano, infatti cade nel segno della Bilancia, della misura dell’equilibrio tra le 12 ore si luce e di notte, un simbolo di equilibrio assoluto tra evoluzione ed innovazione: l’armonia universale. in Bilancia, punto dell’equinozio autunnale lo spirito comincia il suo ritiro nella materia.

L’inverno è stagione meditativa, che spinge più verso l’interiorità che verso il mondo, quindi in astrologia, per risonanza, il segno dell’Ariete viene descritto come quello della veemente impulsività, mentre la Bilancia inclina i suoi nativi più verso la ponderazione.

Elèmire Zolla nella sua introduzione all’alchimia narra: “Cadevano ora le feste del solco dritto, la gran prova dell’equilibrio. Si arano sotto la Bilancia i campi, perpendicolarmente ai solchi primaverili, come tracciando la trama sull’ordito, per arieggiare le glebe. Si dà inizio al taglio dei boschi, adesso che il legno si indurisce. È ora di schivare i flutti: si appendono i timoni ad affumicare sotto la cappa del camino. Infine, con il tramontare delle Pleiadi si spreme il miele dai favi. Le attività umane nella loro ciclicità sono lo specchio perfetto di quelle atmosfere, accarezzano con garbo la conoscenza alchemica e astrologica diventando, per alcuni, un discorso unico di virtù e conoscenza, in quella indissolubilità di cui abbiamo perso coscienza.

Quest’anno l’equinozio d’autunno sarà mercoledì 22 settembre (emisfero boreale 21:20).

Sono numerose le tradizioni e i riti che accompagnano questo misterioso momento dell’anno tanto che in molti si recano a Machu Picchu, in Perù, per osservare lo spettacolo dell’equinozio d’autunno. Lì si trova una pietra particolare la cui parte superiore assomiglia a un palo inclinato, che proietta l’ombra del sole, cosa che non accade durante l’equinozio. Gli Inca credono che in quel momento il dio Sole è per un attimo come “legato” alla roccia.

Nei Paesi Anglosassoni vengono organizzati diversi festival per celebrare la tradizione dell’ultimo raccolto. Per tradizione vengono fatte delle bambole di granoturco o con le spighe del grano. Cosa diversa in Galles dove viene celebrato il dio Malbon bruciando un uomo di paglia, simbolo del dio del raccolto e della vegetazione.

Ogni terra ha la sua tradizione fortemente legata alla terra, al raccolto e ai cicli vitali delle stagioni.



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