E a te che sesso piace? (on Novella2000)

Ne abbiamo parlato più e più volte, i Social, si sa, hanno monopolizzato la vita di tutti, ancor più le App per incontri sono diventate uno spazio virtuale, dove tutto è possibile, dove l’immersione nella girandola della possibilità crea infiniti percorsi.

Di App per incontri ce ne sono di ogni tipo, per tutti i gusti, come se fossero una morbida caramella da gustarsi in solitaria compagnia per poi aprirsi all’ignoto. La gusti in breve tempo, sogni, fantastichi, immagini, e poi la consumi una dopo l’altra senza controllo. L’App che, da qualche anno, ha monopolizzato l’attenzione globale è sicuramente Tinder!




In America ha spopolano, se ne parla anche nelle serie TV, dove alcuni protagonisti cercano di iscriversi o sono iscritti come in Suits, dove nel cast troviamo la bella Megan Markle, nonché duchessa di Sussex e moglie del Principe Harry!

È una App, creata appositamente per smartphone, che permettere di mettere in contatto più persone. Sicuramente la maggior parte degli individui del pianeta, almeno una volta, hanno sbirciato in questa App che si perfeziona sempre di più. Quindi, sapete come funziona! Non sta certo a questo articolo spiegare come accedere.

Una cosa interessante si affaccerà in questa rovente estate per tutti gli affezionati di Tinder. Approdata in Italia la possibilità di accedere alla funzionalità: More Gender & Sexual Orientations (oltre oceano sta già spopolando e soddisfacendo gli utenti), ovvero aggiungere informazioni sulla propria identità di genere o orientamento sessuale.

Finalmente le persone potranno definirsi attraverso il disvelamento di sé stesse, nude e crude, esattamente per ciò che sono. Un favoloso cambiamento per non trincerarsi più dietro a maschere che provocano dolore su dolore.

So chi sono, mi riconosco, te lo dico senza paura senza censura”, sembrerebbe uno slogan adatto per questa novità assoluta in fatto di Chat d’incontri.

Gli utenti hanno la possibilità di scegliere tra 29 generi (non più solo donna, uomo, trans, si arricchisce di androgina, non binario, pangender, gender queer e così via) e 9 orientamenti ​(eterosessuale, omosessuale, bisessuale, asessuale, demisessuale, pansessuale, queer, incerto), oppure di identificarsi come meglio preferiscono, in piena libertà, impostando il proprio profilo sull’App come meglio la persona si riconosce.

Beh, una vera e propria innovazione in fatto di definizione della persona, sapersi riconoscere permette il riconoscimento da parte dell’altro, è questo, uno dei bisogni essenziali per vivere in maniera sana.

Niente male, tutto viene scremato e il risultato è trovare una sintesi che sia di gradimento. Così la ricerca si fa più raffinata, diventano maggiori le possibilità di trovare quello/a giusto o la situazione migliore per farsi coinvolgere.

L’intenzione è quella di rompere le convenzioni binarie comunicando un forte messaggio di accettazione e apertura alla comunità non binaria per supportare la diversità e l'inclusione.

È un passo assolutamente innovativo che si fa portavoce dei grandi cambiamenti sociali che stanno accadendo nella nostra organizzazione di vita.

L’Italia si è mostrata una delle nazioni più aperte, capace di rompere i pregiudizi e di andare oltre le etichette, insomma un popolo, il nostro, dove la possibilità di essere esattamente sé stessi è esempio per una società inclusiva.

C’è da chiedersi una cosa: in una società che cerca di emanciparsi il più possibile perché c’è la necessità di definirsi in etichette come sta accadendo in Tinder? Appiccicarsi addosso un’identità appartenendo a un gruppo di genere variegato, seppure è quella che immaginiamo di avere, non accentua ancora di più la diversità e la confusione? Non sarebbe meglio elaborare il proprio vissuto emotivo e comprendere cosa accade? C’è un sottofondo legato alla voglia di sorprendere l’altro attraverso un’immagine di sé ed un essere trasgressivo? Siamo sicuri che tutto questo soddisfi davvero l’individuo?

La possibilità di definire sé stessi in maniera fluida, non solo sessuale ma anche di razza, classe sociale e stile di vita è diventata di significativa importanza per la tolleranza e autenticità, pilastri di una società integrata. Così almeno si crede, ma certo la mancanza totale di regole sta sgretolando l’esserci della persona creando tanti individui alla ricerca di sé che si attaccano alla comunicazione della GenZ per trovare un ancoraggio alla vita.

La nostra Generazione Z, ovvero i giovani nati tra gli anni ’90 e il 2000, sono circa la metà degli iscritti all’App di dating. Il che la dice lunga in fatto di costruzione dei rapporti e dei rapporti stessi.

È assolutamente un dato di fatto che un giovane italiano su due attribuisce alla fluidità un valore profondo e la considera un modo per definire sé stesso e la propria identità. L’amore liquido che si fa compagno di viaggio con l’amore liquido denuncia solo la perdita affettiva significativa che si sperde in mille e più pezzetti di sé sparsi qua e là.

L’amore oggi è aperto, completamente disancorato dal significato che da sempre lo ha caratterizzato. C’è da chiedersi se tutto questo è emancipazione o un grido disperato di trovarsi e riconoscersi in qualcosa e qualcuno!

Nonostante le difficoltà del quotidiano la rete crea una facilitazione rispetto a questo, così l’attenzione di Tinder si è focalizzata su questa fluidità di genere offrendo uno spazio, dove riconoscersi di là dalla maschera che si mette nel quotidiano. In rete tutto diventa più facile. La fluidità di genere sembra essere un desiderio di molti, così che i social e le App di dating sono uno strumento per conoscere meglio se stessi e gli altri. Sarà davvero così?

L’intento di Tinder è far si che le persone possano definirsi in modo più personale e preciso possibile.

Ciò che si osserva in questa nuova GenZ che nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni i giovani amano “giocare” con il cambiamento di immagine e genere, tanto che il 42% ha nel proprio armadio abiti unisex. Un gioco che spesso diventa una confusione di genere che intrappola. Così se la persona non riuscisse a ritrovarsi in nessuna delle 29 caratteristiche (che in Italia sono state scelte da Tinder in partnership con Arcigay) è stata inserita anche una sorta di casellina “jolly”. La casellina jolly è uno spazio bianco in fondo alla categoria dei generi in cui chi lo desidera può scrivere la propria se non la trova fra le 29 elencate. Categorie nuove e compensatorie per il vuoto che questa GenZ porta in sé.

Negli Usa pare sia molto usata, chissà cosa accadrà in Italia, popolo di creativi e per alcuni aspetti aperti alle nuove frontiere.

Chissà come si orienterà la GenZ italiana. Non resta che attendere e osservare cosa produrrà questa nuova versione di Tinder.