E' Giunta l'ora di pensare all'amore

Nuotatrice, personaggio televisivo, cinque partecipazioni olimpiche: Federica Pellegrini, la Divina creatura che con il suo stile libero accarezza le acque facendo sognare. Settimo posto nella finale dei 200 metri stile libero a Tokyo.





L’Italia si è emozionata nel vederla percorrere la piscina olimpica per l’ultima volta. Una carriera, la sua, cucita addosso come un perfetto abito sartoriale, dove ogni centimetro narra i suoi successi, traccia la sua brillante carriera agonistica.

Sorride prima di entrare in acqua, mentre fa il cuore con le mani. Si tuffa da lì in poi ogni metro della corsia olimpica la porterà a raggiungere un doppio traguardo: la conclusione della carriera agonistica e la svolta verso la sua vita privata.

Tra le lacrime, il volto teso per lo sforzo, il desiderio di concludere una tappa significativa della sua esistenza, Federica dice: «Voi non mi vedevate ma ho sorriso anche mentre ero in acqua. Quando ho toccato ho detto: bene, e quindi?».

Quindi il viaggio non finisce, la vita è lì in attesa che Federica inizi un nuovo percorso. Una cosa è certa rimarrà nel mondo del nuoto.

La vita da atleta è costruita con attenzione, è fatta di rinunce, sacrifici, sforzi, determinazione. Gli anni più belli della prima giovinezza sono quelli dell’impegno. La vita, con tutte le sue avventure, è tagliata fuori perché c’è solo un obiettivo: raggiungere il podio.

Adesso è “giunta” a imboccare un nuovo viatico fatto di amore e progetti, di matrimonio e chissà forse di un bebè. Il libro della sua vita sarà corredato di nuovi capitoli che la vedranno alle prese con altre sfide, nel podio questa volta ci sarà il suo progetto familiare.

A chi le chiede sul suo futuro lei risponde senza troppi indugi: «Il futuro? Ho tantissime cose da fare con Giunta…». La notizia che tutti da tempo conoscevano è confermata, Matteo è il suo amore, il suo futuro, colui che le ha dato la grinta e la determinazione per raggiungere anche questa olimpiade. Come racconta ai microfoni di chi l’ha intervistata dopo la gara, Matteo è: «una persona speciale, lo sarà anche in futuro. Se non ci fosse stato avrei smesso qualche anno fa. Matteo è un grandissimo allenatore, un compagno di vita speciale, spero che lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l’immagine dell’allenatore e dell’atleta separati, siamo stati molto bravi in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano, sia sportivo».


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