Faccio nera la Kidman

Carnagione di porcellana, capelli corvini e ribelli, occhi azzurri color del cielo, un’anima da star, attualmente su Netflix con un film divertente «L’isola delle rose». Dall’8 gennaio 2021 la potremmo vedere su Sky e in streaming su NOW TV ne la serie evento «The Undoing» al fianco di Nicole Kidman e Hugh Grant, dove interpreta Elena Alves, una giovane artista madre di due figli che entra nella cerchia di amicizie di Grace mentre pianifica una raccolta fondi per la prestigiosa scuola frequentata dai loro figli. La serie in uscita è ambientata nell’esclusivo Upper East Side di Manhattan, è un appassionante family dramma con atmosfere da thriller psicologico che ha conquistato senza troppi indugi la critica internazionale.




Avete capito di chi si parla?

Matilde de Angelis una delle nuove promesse del cinema italiano, talentuosa e ironica. Nata l’11 settembre del 1995, un carattere determinato, forte, deciso, ha le idee molto chiare sul percorso che sta facendo e soprattutto su quello che vuole essere il progetto del suo futuro. Forse la data 11 settembre nasconde una forza di rinascita e nascita niente male!

Il suo talento fa molto parlare. Non ha mai nascosto il suo estro artistico e, dopo un periodo dedicato alla musica in giro per i festival di mezza Europa, il caso ha voluto che vestisse i difficili e al tempo stesso affascinanti panni di attrice.

Insomma, in brevissimo tempo sono arrivati colleghi illustri, film importanti, videoclip di gruppi musicali in testa alle classifiche italiane e riconoscimenti di primo livello per una giovanissima e talentuosa made in Bologna. Un personaggio così non può che destare curiosità, giovane e tanto talentuosa, sommersa dal lavoro e da molteplici nuovi progetti.

Ma chi è Matilda De Angelis che a tratti sembra assomigliare alla protagonista di «Matilda sei mitica»? Adesso ve lo raccontiamo.

Studia musica, adora il violino, all’età di 16 anni si presenta al casting per un film del regista Matteo Rovere «Veloce come il vento» tanto che viene scritturata come protagonista recitando al fianco di Stefano Accorsi. Niente male per essere la sua prima esperienza nel mondo del cinema!

Ma c’è di più, è stata così coinvolgente e brava nel suo primo lavoro ottenendo il premio come miglior rivelazione al Taormina Film Fest. Sembra che l’inizio sia costellato da buoni auspici, ma non finisce qui perché la sua carriera cresce con una velocità incredibile. Nello stesso periodo la vediamo nella clip dei Negramaro al fianco di Alessandro Borghi.

Vince il Premio Guglielmo Biraghi, ha una nomination ai David di Donatello 2017 e una nomination per la miglior canzone (Seventeen) tratta dal film «Veloce come il vento», ed è poco più che ventenne.

Prende parte al film «Una famiglia» con Micaela Ramazzotti e «Il premio», al fianco di Alessandro Gassman, adesso co-protagonista del film «L’isola delle rose».

Si è da poco lasciata con il suo Andrea Arcangeli con cui ha avuto una storia importante e duratura. Insomma, una vita costellata da successi, riconoscimenti, nuovi progetti, eppure ci sarà pure qualche ombra che la rende umana? Una fragilità? Un momento difficile?

La lotta contro l’anoressia, un disturbo che l’ha rapita portandola a vivere momenti densi di dolore rendendola smarrita a sé stessa.

È riuscita ad uscire dopo qualche anno da questo disturbo, anche se parlarne per lei è difficile e doloroso. L’anoressia è un disturbo che mangia l’anima, si radica come un ospite sgradito all’interno di sé rendendo la persona ostaggio del suo corpo, della sua immagine alla ricerca di un qualcosa che non c’è, non ci sarà mai. È una lotta intima tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, il cibo è l’oggetto misterioso che oscilla tra il vuoto e il pieno rendendo la vita un’altalena dove a giocare c’è solo l’immagine riflessa di sé. Tuttavia, chi riesce a vincere la battaglia contro l’anoressia si ritrova ad avere una forza e una capacità di rendere la vita qualcosa di unico che in pochi riescono a possedere.

Come dice Matilda in un’intervista: «non è ciò che fai a determinare chi sei».

Di certo essere un’attrice non è facile, nonostante un’apparenza fatta di privilegi e corsie preferenziali. È una professione che implica un percorso tortuoso, fatto di tante delusioni e qualche soddisfazione per tenere alto il morale. Matilda è una persona dalle mille risorse oltre che essere attrice, la sua identità e personalità si è costruita e cesellata all’interno delle sue passioni, dei suoi sogni, dei suoi desideri.

Ed è proprio «la consapevolezza di me stessa a dare una direzione alla mia crescita professionale» - racconta l’attrice in un’intervista. L’importante è «rimanere sempre fedele a me stessa» - non è difficile pensarlo anche perché lei ha un - «modo estremamente serio con cui affronto le cose».

Ha raggiunto l’indipendenza molto presto, questa è un’altra caratteristica che la contraddistingue, infatti Matilda è una persona piuttosto indipendente. «L’indipendenza per me è qualcosa che prescinde da una condizione materiale o economica: è una sensazione che provo nel momento in cui mi sento onesta nei confronti di me stessa e so che sto plasmando io il mio destino, senza dipendere da qualcun altro» - dice senza troppe censure con la schiettezza del suo essere nel mondo.

Quello che sorprende di lei è la coerenza con la sua essenza dove la professionalità e il mestiere di attrice sembra non averla, almeno per adesso, intaccata; cosa alquanto rara per una giovane talentuosa. La coerenza è il segreto per sentirsi realizzati nella vita, è quell’ingrediente in più che fa di una persona un individuo integro e integrato. Così anche di fronte ad una scelta difficile se la persona mantiene fede alla sua coerenza sa esattamente cosa è giusto scegliere e cosa è importante lasciar andare. È questa consapevolezza di sé che sorprende di Matilda, oggi siamo abituati a osservare Millennials che sono tutto meno che coerenti, tanto da affacciarsi nel mondo Social e non solo con mille maschere, una maschera per ogni momento da sorseggiare e vivere.

Matilda non ama neppure i compromessi, forse è questo che arricchisce ancor di più il suo essere persona. Gli obiettivi che ha raggiunto sono stati faticati ma mai coinvolti in scelte non trasparenti o come pura merce di scambio. Come dice: «a volte bisogna anche essere pronti a fare un passo indietro e trovare la propria felicità da qualche altra parte, non per forza nella realizzazione professionale».

Nella sua capacità di fermarsi, tornare indietro per poi continuare il viaggio c’è tramata la sua scelta di vivere affidandosi agli altri e mettendosi in gioco. La necessità di essere trattata in maniera autentica è fonte di stimolo e motivazione, di certo per una persona che ha attraversato le lande desolate del disturbo alimentare sono virtù essenziali per potersi sentire nella giusta dimensione esistenziale. Anche lei, come tutti, ha un sogno nel cassetto: interpretare un supereroe. Novella2000 le augura di realizzarlo e le promette che seguirà la sua carriera con interesse.



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