Grazie a lei il mondo è delle donne

Il Vicepresidente americano è donna! Kamala Harris, la prima afroamericana di origini indiane che è riuscita con grinta e tenacia a salire alla Casa Bianca come Vicepresidente. Non ha figli naturali seppur ha saputo costruire uno splendido rapporto con i figli del marito, l’avvocato Douglas Emhoff, avuti da un precedente matrimonio.




A lei piace ricordare con orgoglio che Ella e Cole la chiamano affettuosamente «piccola mamma», al tempo stesso per lei - come ha dichiarato in più interviste - i due giovani sono «la mia fonte infinita di amore e pura gioia».

Non dobbiamo stupirci poiché proprio Kamala, in molte interviste, ha fatto accenno a sua madre dichiarando: «Mia madre mi ha insegnato a mettere la famiglia al primo posto: quella in cui sei nata e quella che hai scelto». Senza dubbio l’insegnamento della madre ha fatto centro ed è efficace nel mantenere salda la sua appartenenza alla famiglia sia di origine sia quella dove ha scelto di vivere e progettare il suo futuro.

Tutto questo da bene l’idea di quale sia il rapporto che la Harris è riuscita a creare, non solo nel suo passato ma anche nel suo presente; una capacità assolutamente innata che ha travolto anche il popolo americano quando l’ha seguita durante tutto il percorso fino alla sua elezione.

Kamala Harris si laurea con il massimo dei voti in legge alla Howard University, eletta procuratrice generale della California, ruolo che ha ricoperto fino al 2016 e adesso è accanto a Joe Biden che l’ha scelto dopo un’attenta valutazione.

Lei e il marito si sono conosciuti grazie a Chrisette Hudlin, amica della Harris e collega di lavoro di Emhoff, che fu, per loro, un vero e proprio Cupido. Fu amore a prima vista, da lì il matrimonio fu un passo assolutamente naturale. Sette anni di matrimonio e un amore che non batte ciglio, va a gonfie vele come il primo giorno. Cosa questa assai rara nel XXI secolo dove tutto scorre alla velocità della luce e si consuma come un pasto veloce tra un appuntamento di lavoro e un salto in palestra. Eppure, Kamala e il marito sono così uniti che nulla e nessuno potrà incidere nella loro radicata vita.

Il percorso di vita di questa straordinaria donna è così avvincente che bisognerebbe già scrivere la sua prima autobiografia, a questo ci ha pensato lei, tanto che esce il Italia il 28 gennaio 2021 «Le nostre verità», edito da La nave di Teseo.

«Il mio nome si pronuncia “comma-la”. Significa “fiore di loto” che è un simbolo importante nella cultura indiana. Il loto cresce sott'acqua, e il suo fiore fuoriesce dalla superficie quando le radici sono ben piantate nel fondale del fiume» - racconta la Harris.

Nella sua campagna elettorale durante la corsa alla Casa Bianca il punto di forza da cui è partita è la famiglia. Gli americani, ben si sa, quanto siano così sensibili a questa dimensione esistenziale cosicché è stato facile coinvolgerli e condurli verso di lei.

«Mia madre ha cresciuto due figlie nere sapendo che la loro vita sarebbe stata diversa». Con questa frase parte il primo spot elettorale di Kamala Harris, e gli elettori sono stati inondati dalla sua capacità affabile, al tempo stesso forte. A ciò si aggiungono parole di riconoscimento e rispetto verso Martin Luther King cui si è ispirata senza troppi indugi promuovendolo a Maestro di vita e non solo durante tutto il suo percorso. «Il dottor King mi ha sempre ispirato perché era una figura gigante. Il suo modo di essere ha spronato ognuno di noi, e continua a farlo, a essere persone migliori proprio come lo fa il nostro Paese».

Come arriva la Casa Bianca?

Harris si candida per la nomination democratica nel gennaio del 2019, dopodiché decide di appoggiare Joe Biden, dichiarando senza troppi indugi e con una fermezza coinvolgente: «Abbiamo bisogno di un leader che abbia veramente a cuore le persone e sia in grado di unire il popolo».

Così tutto ha avuto avvio, nonostante il mondo sia avvolto dalla pandemia l’ascesa di Kamala non è stata assolutamente intrappolata dal Covid-19. Rimarrà incisa nella storia la sua telefonata a Joe Biden mentre, con orgoglio, gli dice: «Ce l’abbiamo fatta».

Ed è proprio così: ce l’hanno fatta nonostante le mille difficoltà, le insidie del Presidente uscente e il ritmo crudele di una pandemia che non molla la presa. Gli americani hanno votato e lei è arrivata alla Casa Bianca. Un trionfo, che non è solo un traguardo personale, è un traguardo della donna, dell’intelligenza, della capacità di non arrendersi, della voglia di farcela, dell’orgoglio di essere americana nonostante le origini calde dell’Africa con un tocco che arriva dall’India.

Che tipo di donna rappresenta Kamala Harris?

Una donna in prima linea, che non si arrende, che lotta per i diritti, che si mette in gioco sino all’ultima goccia di sudore. Con il suo discorso commovente, ha messo in risalto non solo la sua grande personalità, ma le battaglie di genere che ci sono dietro il suo arrivo alla Casa Bianca. Kamala Harris è la consapevolezza diventata possibilità. Da questo momento non ci saranno ostali per le donne verso posizioni di rilievo.

Lei rappresenta la volontà di ogni donna di fare qualcosa per il mondo intero, portando avanti i valori della propria intelligenza e integrità. Kamala Harris ha scritto e continuerà a scrivere una nuova pagina della storia insieme a tutte le donne che la seguiranno e la prenderanno a esempio.

Non a caso la rivista Time l’ha scelta insieme al Presidente Joe Biden come persone dell’anno. Anche se Kamala Harris era entrata nella classifica delle donne più potenti di Forbes. Davanti a lei solo la prima e imbattibile Angela Merkel e Christine Lagarde. Insomma, tre donne potentissime con una provenienza totalmente diversa l’una dall’altra, ma che hanno il potere di avere tra le mani il filo dell’andare del mondo.

Il vissuto di Kamala è una storia all’interno di un sogno divenuto realtà. Un sogno ambizioso realizzato e reso concreto. Kamala Harris ha dichiarato con orgoglio: «Dream with ambition». Questo insegna a tutte le donne a imparare a guardare a loro stesse, così che possano vedersi in un modo che mai nessuno è riuscito a intravedere in loro. È un viaggio lungo, tumultuoso, spesso impetuoso ma se come Kamala si ha il coraggio di camminare senza cedimenti verso l’obiettivo, allora alla fine del viaggio ci saranno gli applausi a consolare la fatica, a ripagare dei dolori. Nella sua carriera come nella sua elezione c’è inciso il cuore del sogno americano. Nulla è perduto se c’è voglia e desiderio di farcela. Tutto questo e molto ancora Kamala ce lo sta insegnando e comunicando con la sua capacità di creare una nuova realtà. In America si sa: realizzare i propri sogni è possibile. Grazie Kamala a nome di tutte le donne del pianeta!



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