I 100 anni di Franca Valeri - La donna che rise sul sesso (on Novella2000)

La signorina più snob d’Italia il 31 luglio spenge 100 candeline!

Di strada ne è stata fatta da quando per la prima volta Franca Valeri ha debuttato in teatro, finita la Seconda guerra mondiale. Di origini ebree, ha dovuto attraversare non poche difficoltà, eppure, nonostante tutto, è riuscita a dare alla vita un accento assolutamente ironico, significativo, gentile, impertinente e al tempo stesso intelligente.

La sua ironia penetra fin nelle viscere, ha la capacità di cogliere il senso denso di significato in ogni esperienza, dalla più allegra alla più intensa e triste.




Chi non ricorda il necrologio fatto per l’amico Alberto Sordi?

Solo lei è stata capace di dare un significato ulteriore a un momento tristissimo facendo scrivere nel Corriere della Sera il suo saluto al collega-amico di tanti set: Ciao, Cretinetti”.

Una citazione tratta dal film Il vedovo interpretato con Alberto Sordi nel 1959 che le ha fatto guadagnare un posto nell’antologia dei caratteristi italiani.

Franca Valeri è un’artista dalle mille facce, dai mille personaggi femminili che hanno una storia particolare da raccontare. È un’interprete assolutamente sopra alle righe che ha saputo dare al suo mestiere di attrice una valenza straordinariamente unica. Ha affrontato in anni precoci il difficile tema del sesso, portando una ventata di novità e cercando di togliere il velo del perbenismo che cozzava con una società che cercava di emanciparsi.

Lei ha la recitazione nel sangue. Ama Ettore Petrolini. Era piccola che già conosceva a memoria le sue battute. Il Maestro restò ammirato dalla sua capacità, dalla sua linfa eclettica e affascinate che da bambina, si dice, la prese in braccio dopo uno spettacolo.

La sua carriera è sin da subito avvolta dalla fortuna, anche se deve aspettare il 1955 con Il segno di Venere, di Dino Risi, per far brillare il suo genio artistico. Franca Valeri interpreta Cesira. È un cast importante che vede Sophia Loren, Peppino De Filippo, Tina Pica, Vittorio De Sica, Raf Vallone e Alberto Sordi.

La sceneggiatura porta la firma di Franca Valeri, con la rivisitazione di Edoardo Anton ed Ennio Flaiano. Un lavoro, dove il suo estro artistico, la sua intuitiva intelligenza, la sua capacità arguta di cogliere le sfaccettature della vita si dipanano in un racconto assolutamente autentico.

La popolarità arriva con la radio e poi la tv, dove divenne una delle attrazioni dei varietà firmati da Antonello Falqui. La romana Sora Cecioni, pigra e di cattivo gusto nella sua irruenza, lanciata da Studio uno e diventata un piccolo classico, assieme alla più sofisticata e milanese Signorina Snob.

Da qui altri successi hanno costellato la vita di questa straordinaria interprete. Ogni suo lavoro narra la storia di donne particolari che sono portavoce di un’esperienza significativa.

Da ogni interpretazione femminile si evince la sua capacità sottile di cogliere l’animo umano e darne un’impronta incisiva allo spettatore.

Ha lavorato con i più importanti nomi del cinema e del teatro. È una donna dall’intelligenza moderna, carismatica, innovativa nel cinema, spiritosa e sagace negli show televisivi, bravissima a teatro, non si è mai piegata all’idea della femmina dedita solo al focolare domestico. Una femminista convinta che ha utilizzato con orgoglio la sua intelligenza per sdoganare pregiudizi cronici in una società che stava evolvendo rapidamente.

Franca Valeri, per nascita, educazione, gusti, non era propriamente un modello alla portata di tutti; ma ha insegnato una cosa importante: per essere belle non bisogna necessariamente essere tutte uguali. La bellezza non è omologazione, è personalità, è differenza, è quel limite fisico trasformato in risorsa. Si è assolutamente belle solo se si è capaci di far diventare una perla rara la propria imperfezione.

La sua intelligenza e il sense of humour che ha caratterizzato la sua vita, cose che ha ancora, sono state le risorse indelebili della sua grandezza e bellezza.

Infatti, la sua capacità è stata proprio nella raffinatezza del suo umorismo, della sua satira, tanto da sedurre gli intellettuali, di conquistare il pubblico più popolare, in un percorso intenso condiviso con Vittorio Caprioli (suo marito) e Valerio Bonucci.

Franca Valeri ha continuato a recitare in teatro sino a 94 anni, nonostante la lotta col male, il morbo di Parkinson, che già la affliggeva da alcuni anni.

Se qualcuno le chiede qual è il segreto della sua longevità non esita a rispondere: “Sono arrivata a 99 anni perché non ho mai messo l’amore al primo posto. Il teatro mi ha permesso di essere così longeva!”. Il che la dice lunga per una persona che si sta apprestando a spengere ben 100 candeline.  

Forse è l’aver messo il lavoro al primo posto nella sua vita che l’ha resa così lucida e longeva.

Il successo fino a tarda età è senza dubbio stato per lei una flebo di vita, un concentrato di stimoli positivi, un omogenizzato di motivazioni.

Nonostante negli ultimi due anni la sua vita sia essenzialmente una vita casalinga, contornata dall’amore dei suoi cari, non ha perso il carattere combattivo, sagace e vitale.

Come ha dichiarato in seguito ad una caduta nel 2017 che le ha procurato delle costole rotte: “Ora il mio spettro è la noia, la vita non è più divertente”.

Non stentiamo a comprenderlo per una donna che ha fatto della sua esistenza un meraviglioso cammino inciso in momenti assolutamente unici e indimenticabili.

Franca Valeri ha regalato al suo pubblico tante risate intelligenti, contenenti frammenti di verità che conducevano a riflettere sulla vita. Chissà se dal suo cilindro non riuscirà a tirare fuori una nuova figura femminile che s’inciderà profondamente nella nostra cultura. Da lei tutto possiamo ancora aspettarci.

La sua capacità ironica è stata ereditata dalla sua famiglia, da suo marito, dai colleghi, dalle persone che ha incontrato, con cui ha costruito un rapporto significativo.

Lei ci insegna che per essere grandi bisogna essere sempre e solo sé stessi.

Buon compleanno Valeria …

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