I figli sono di chi li ama

«L’ho scoperto dopo che mi sono separato da mia moglie. Un giorno ho avuto una discussione con mia figlia e mi ha detto “Tu non sei mio padre”». Sono le parole commosse di Paolo Mengoli a Storie Italiane che implodono come uno tsunami durante la trasmissione condotta da Eleonora Daniele.





È una cruda verità quella che ha travolto la vita di Mengoli, dopo aver cresciuto una figlia come se fosse sua, dopo aver nutrito un amore profondo verso una persona che poi ha scoperto non essere quello che credeva. Tutto si è sgretolato come un castello di sabbia portando non solo dolore ma tanta rabbia, rancore, aggressività da parte di quella creatura che ha amato incondizionatamente.

Nel 2018 Paolo Mengoli scopre, dopo un’accesa discussione con la figlia, di non essere il padre naturale, tanto che lui dice: «ho fatto il test del DNA ed è risultato assolutamente incompatibile».

Nel raccontare la sua storia è commosso, parla con un filo di voce, le sue parole risuonano dentro l’anima come se fossero delle lame taglienti per la dolorosità che portano. Eppure, è accaduto, si perché, che si voglia o no la vita accade, spesso è cruda e crudele, non si può cambiare.

L’inganno dove è stato intrappolato è durato 20 anni, le lacrime scendono seppur cerca di trattenerle, ripetendo che «i figli non sono di chi li cresce perché bisogna provare una situazione come questa per capire cosa provi dentro. I figli sono di chi li cresce se tu li adotti, se te li danno in affido».

È davvero così? I figli sono di chi li cresce? Oppure la genetica mantiene una valenza significativa che prima o poi salta fuori?

La domanda impone una risposta, pur nella vastità dell’argomentazione, poiché discriminare tra le due opzioni è assolutamente impossibile. Se da un lato l’aspetto genetico ha la sua valenza è vero anche che la crescita di un figlio passa attraverso tappe importanti del suo sviluppo che necessitano di una presenza, di un accudimento, di un accompagnamento importante della figura di riferimento. Sono proprio le figure di accudimento unite all’ambiente dove il bambino cresce che fanno si che quel piccolo cucciolo d’uomo organizzi la sua personalità, dia forma al suo essere nel mondo, entri in empatia con gli adulti vicini. È fuor di dubbio che nei bambini adottati il percorso è consapevole e voluto dalla coppia genitoriale, altra cosa è laddove uno dei due genitori (generalmente il padre) resta all’oscuro della reale paternità tanto da credersi il genitore biologico.

Quando scopre la nuda realtà è come ricevere un colpo di machete, all’improvviso tutto acquista una dimensione nuova, imprevista, difficile da gestire poiché le emozioni si scatenano in una intensa lotta, imbevute di dolore e amore. Così anche la psicologia stenta a dare risposte esaustive su questo tema così significativo, tanto che si aggrappa alla genetica cercando di orchestrare stralci di risposte che sostanzialmente alimentano la voragine di dolore.

In una coppia può accadere un inciampo, tuttavia sarebbe doveroso essere trasparenti e chiari senza celare la verità per anni poiché, una volta svelata la verità, la via della consapevolezza, della comprensione è difficile.

La genetica insegna che il richiamo alle origini biologiche è forte, anche nei bambini adottati c’è la spinta a conoscere la famiglia naturale come se mancasse qualcosa, come se il cerchio della vita fosse incompleto. Poi, è fuor di dubbio che ci sono anche i genitori di cuore che spesso sono migliori e più accoglienti di quelli biologici, ma il tutto deve accadere nella massima trasparenza, autenticità e onestà. Mai negare il dato reale, mai alterare la verità.

Tra i vip sono tanti i figli adottivi. Padri e madri single, coppie che non riescono ad avere un figlio naturalmente, desiderio di aiutare bambini in difficoltà: sono questi i principali motivi che spingono i genitori a fare delle adozioni. Da Lionel Richie ad Angelina Jolie, vera paladina delle adozioni, fino alle mamme single Sandra Bullock, Charlize Theron e Kristin Davis. A loro si aggiungono Luciana Littizzetto, Simona Ventura, Maurizio Costanzo e Maria de Filippi, Barbara Palombelli e Patrizia Pellegrino solo per citarne qualcuno. Tutti, più o meno, sono riusciti a costruire rapporti soddisfacenti, ma in questi casi è chiaro il ruolo genitoriale, la sua funzione e il suo intento. Non c’è inganno. Il problema accade quando l’inganno maschera la realtà. Qui la frattura può diventare inarginabile come nel caso citato, non c’è possibilità altra di interrompere il rapporto, di creare una frattura inarginabile.

Perché alcune donne preferiscono mentire piuttosto che dire la verità?

Le motivazioni possono essere varie e molteplici, ma senza dubbio la paura principale è quella di perdere uno status acquisito che, con una gravidanza estra coniugale, si potrebbe infrangere. Allora presto fatto, la menzogna appare la migliore soluzione.

Oggi, con il test del DNA, si moltiplicano i casi di genitori che scoprono di non essere «naturali». Il DNA è la prova delle prove, la pistola fumante di un tradimento che mette sotto inquisizione le certezze di una vita ponendo domande esistenziali.

Un test può cancellare l’amore? Si possono stracciare anni vissuti insieme condividendo il quotidiano, facendo scelte, decidendo aspetti della vita insieme?

Woody Allen ha invece aggirato il problema. L’ex moglie Mia Farrow sosteneva che il figlio Ronan non era suo, ma di Frank Sinatra. Papà Allen allargo le braccia dicendo con il suo fare generoso: «Può anche essere». Il test non è stato mai fatto.

Lo stesso per l’attore Fabio Camilli che scoprì all’età di 25 anni di non essere figlio della coreografa Maurizia Calì (nella foto, con lui bambino) e di Romano Camilli bensì del cantante Domenico Modugno. Il tribunale lo ha riconosciuto figlio dell’artista morto nel 1994.

Tuttavia, è importante che la rivelazione venga ben gestita altrimenti il rischio che un rapporto intrecciato in anni si sbricioli come se nulla fosse mai esistito. Sta alla capacità degli interessati non negare l’amore ricevuto anche se il concepimento biologico è da imputare a un altro individuo. L’amore non è a compartimenti stagni, l’amore si costruisce e si moltiplica. Solo chi davvero si è sentito amato, riconosce quell’amore di là dall’aspetto biologico.

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