Il fascino dell'antipatica (on Novella2000)

Un tempo le “cattive” erano protagoniste indiscusse delle fiabe.

Il fascino dell’oscuro, caratteristico delle Regine cattive, delle Streghe malvagie, crea personaggi straordinariamente carismatici e interessanti. Lo stesso interesse si presenta anche nel mondo della vita.




La donna “cattiva” ha un fascino particolarmente intrigante che cattura l’immaginario maschile e non solo. C’è una spiegazione interessante che potrebbe aiutare a comprendere il motivo per cui questo genere femminile ha un potere forte verso alcuni individui.

Bisogna scomodare la psicologia che mette in evidenza un aspetto significativo.

I bambini dividono la figura materna in due distinte immagini: una è la matrigna (la Fata cattiva), che mette le regole, ti impone dei comportamenti, si arrabbia se le cose non sono fatte secondo quello che insegna, l’altra (la Fata Turchina) è la buona nutrice, protegge, crea una situazione di sicurezza, accoglie ogni bisogno. L’antagonismo femminile è un passaggio essenziale per la conquista di una vera e propria parità. È solo in questa dualità che il bianco e il nero trovano un connubio, un equilibrio tra gli opposti, forgiando la persona. Solo attraverso la sperimentazione di entrambe le situazioni è possibile scegliere.

Sì, avete capito bene … essere affascinati dalla donna cattiva, arriva direttamente dal mondo della nostra infanzia. Indignatevi pure, fate gli scettici, non credeteci, ma ogni scelta della persona è strettamente correlata con la sua primordiale esperienza di vita! Ogni essere umano è il risultato delle sue esperienze di vita.

Fatto sta, “le stronze hanno una vita sentimentale meno frustrante, vivace, un buon successo con gli uomini, sprigionano fascino e catturano nella loro trama affettiva molti maschietti. Loro, ignari, ci cadono come pere mature, finendo per fare i Cavalier Serventi pronti a tutti pur di soddisfare la loro Dama. Un copione ormai cementato che costringe in una ritualità scandita da ruoli precisi e definiti.

Così facendo pare che gli uomini, in fatto di cuore, se fatti soffrire creano un legame ancora più intenso con la donna di loro interesse. Così “le cattive” hanno la meglio su tutte quelle donne che cercano di comprendere, nutrire, accogliere. La disponibilità non paga, viene a noia, l’uomo è stimolato dal comportamento da stronza, quello vince su tutte.

Non solo in fatto di cuore ma anche per quanto riguarda l’aspetto lavorativo appare evidente che le donne con il “pelo” sullo stomaco ottengono risultati interessanti.

Vi ricordate la stronzissima Miranda ne “Il diavolo veste Prada”. Nonostante il suo carattere impossibile, la sua acutezza al veleno nel dare giudizi, la sua glaciale modalità di rapportarsi agli altri, il suo sorprendente intuito per la moda capace di affossare chiunque senza un briciolo di cuore, è una donna di enorme successo, carismatica e piena di fascino, strategica e assolutamente vincente. Nulla e nessuno riesce a farla fuori, lei sa trovare la strada per rimanere sempre nell’Olimpo.

In questo periodo a Courmayeur c’è il set del film “Diabolik”. Miriam Leone veste i panni di Eva Kant, sensuale e sexy come non mai, interpreta il ruolo della donna cattiva, ladra professionista e compagna del genio del male Diabolik.

Eva Kant è un altro modo di essere donna, non si arrende di fronte a nulla, si riprende sempre, capace di utilizzare ogni mezzo pur di non soccombere e ottenere ciò che reputa le sia stato tolto. È una donna di spessore, sangue freddo, spregiudicata, autonoma, criminale, individualista e bella da lasciare senza fiato.

Ma cosa hanno di così speciale queste donne che spesso si incontrano nella vita reale?

Sono misteriose, non rivelano tutto, dicono quanto basta. Si fanno desiderare. Spariscono per un po' di tempo e, poi, tornano lasciandosi cercare dal lui che hanno individuato. Non mostrano mai le loro fragilità, si pongono sempre come donne forti, sicure, determinate, vincenti. Comunicano in maniera diretta. Sono astute e scaltre al tempo stesso cortesi ma non troppo.

Agli uomini, si sa, non piacciono le donne chiacchierone, quelle troppo emotive, le figure femminili dal sapore di “mamma” le evitano a meno che non abbiano bisogno di sopperire a una figura del passato che incombe ancora nel presente.

Le stronze ben sanno come far capitolare questo genere di maschietti, riescono sempre a ottenere ciò che vogliono. Ogni desiderio, prima o poi, arriva a essere realtà. Riescono a intrappolarli in una rete tramata per loro, dove restano appiccicati come le api con il miele.

Molte dive hanno un caratterino che possono tranquillamente rientrare nella categoria delle “cattive”.

Sharon Stone si dice, negli ambienti hollywoodiani, che abbia mandato ai pazzi la sua assistente personale, con ordini a voce grossa, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Lo stesso vale per Naomi Campbell, straordinaria modella, dal carattere decisamente non facile, astuta e determinata, stronza quanto basta per tenere tutti sotto di lei, servitù compresa.

La donna stronza è molto centrata su sé stessa, si vuole bene, prima delle nevrosi dell’altro viene il suo benessere mentale e fisico. Egoista, generalmente single, risoluta, egocentrica, ascoltatrice quanto basta per avere le informazioni che servono a tenerti in pugno. Beh si perché la donna stronza è molto astuta e sa bene che una forza è data dal conoscere le parti più intime dell’altro così da avere sempre il coltello dalla parte del manico. Mai farsi trovare impreparata, sempre pronta a sferzare la mossa vincente. È lei che mette al tappeto l’altro.

Possiamo fare anche una lista di come riconoscere la donna stronza o cattiva che dir si voglia:

· Mantiene sempre la sua totale indipendenza economica.

· Con un uomo si limita all’essenziale fintantoché non l’ha messo ben in trappola.

· È centrata nei propri bisogni.

· Ironica, sdrammatizza i problemi e le situazioni difficili.

· Si appassiona a più cose.

· Il proprio corpo e la propria vita sono il centro di tutto.

Che dire della bella Angiolina Jolie nei panni di Malefica. Zigomi accentuati, occhi gialli tendenti al verde smeraldo, ali, corna, tacchi e vestiti esagerati. Lei è l’essenza della cattiveria in veste femminile, eppure attira interesse e curiosità.

Malefica è una buona che diventa cattiva ma per una ragione ben precisa che non può non essere giustificata. Quindi, non solo si nasce cattive ma la vita può portare a tirare fuori un lato oscuro come meccanismo di difesa verso le esperienze dolorose. Così la cattiveria oltre che essere il risultato di un’evoluzione e crescita è il frutto anche delle esperienze intense vissute da adulti.

C’è solo un grande problema: prima o poi la vita presenta il conto … il prezzo da pagare può essere molto alto.

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