L'altra sfida

«Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna». Sembra una frase fatta da proporre in ogni situazione adeguata a costruire ancor più un’immagine vincente al marito influente.

Donne diventate famose perchè mogli di famosi ce ne sono tante. Basta dare uno sguardo alle First Lady americane, tutte con un potere nascosto da gestire come se fossero burattinaie pronte a mettere in scena la loro rappresentazione.




Da Michelle Obama a Hillary Clinton, da Jackie Kennedy a Nancy Reagan (solo per citarne alcune), hanno tutte avuto il loro ruolo determinante nell’essere First Lady. Ognuna con le proprie caratteristiche ma tutte con il carattere incisivo pronte a suggerire consigli e opinioni, a gestire banchetti o ricevimenti, a intrattenere le mogli dei capi di Stato di tutto il mondo.

Un savoir faire che non appartiene solo alle Lady francesi, o ancor più ai Reali Inglesi, poiché le americane sanno da tempo il fatto loro.

Hanno tutte caratteristiche peculiari che le rendono uniche, incisive, determinanti e molto coinvolgenti in affari politici.

L’ultima First Lady americana è la bella e statuaria Melania Trump. In questi 4 anni di «regno» del marito tanto si è detto, commentato, censurato, chiacchierato. Sta di fatto che lei è una donna che sa il fatto suo anche se deve dividersi la ribalta con la figlia tanto amata da Trump: Ivanka. Due donne di potere, entrambe nel cuore di Donald. Adesso che siamo prossimi alle elezioni Usa del nuovo Presidente la scena non è solo per Melania o Ivanka. Il candidato alle elezioni americane Joe Biden ha una moglie dal fascino delicato, gentile con un grande carisma: Jill Biden.

Tanto che la cronaca riporta come la First Lady sia perfetta nello stile, sempre vestita con Maison importanti, come nell’ultima uscita pubblica dove si è presentata con un tailleur firmato Dolce e Gabbana. La bella Melania si è presentata come una perfetta donna d’affari.

La sua scelta detta una nota significativa di contrasto con la scelta fatta da Jill, un verde, che, come da tradizione, è il simbolo della speranza. La moglie di Biden ha scelto un raffinato abito composto da una gonna. La spontaneità di Jill infonde fiducia, senso di libertà di pensiero e delle sue emozioni, come donna e come persona.

Così entrambe inviano un messaggio nascosto ai futuri elettori dei mariti. Da un lato Melania perfetta, bellissima, inavvicinabile dove tutto è studiato ad arte come se fosse una meravigliosa pièce teatrale. Insomma: «quest’oggi si recita a soggetto!».

Mentre Jill è la classica donna americana che sposa tout-cort la scelta del marito, lo accompagna, lo sostiene, lo stimola, tanto da impersonare la donna sottomessa, manipolabile, docile e che abbraccia in toto quanto gli viene chiesto. Una donna che gli americani amano vedere accanto ai loro Presidenti. Sarà così anche tra le lenzuola oppure la tigre che è nascosta in lei esce fuori e detta la sua legge?

Vi ricordate la determinata Hillary che nonostante lo scandalo che travolse il marito lo difese senza tentennamenti restando più salda che mai al suo fianco? Oppure la bella Jacky Kennedy che non ha avuto momenti facili accanto al marito, tanto da dover ricorrere a un sostegno farmacologico nel suo tour Europeo prima che il marito fosse assassinato? Eppure, nessuno avrebbe mai pensato che in quel periodo ci fosse aria di crisi. Jacky era bella, raggiante, affascinante tanto da destare una leggera invidia anche da parte della giovane Elisabeth II, con cui in seguito avrà uno scambio epistolare.

Ciò detto torniamo alle due donne del momento.

Il body language di Melania è, ormai di conoscenza comune, ben sappiamo quanto lei sia distaccata dagli affari del marito, dal suo pensiero politico e dalle sue scelte tanto da aver stimolato infiniti commenti.

Jill Biden è coinvolta da tutto ciò che il marito fa, dice, afferma. Pubblicamente lo abbraccia cercando il contatto del viso, cosa che Melania ha sempre schivato (vi ricordate quando allontanò la sua mano da quella del Presidente?).

Jill diversamente da Melania dimostra verso il marito intimità e libertà di dare e ricevere amore, apertura e accoglienza. Qualità queste molto amate dagli americani che in 4 anni di Trump non hanno mai visto. La stessa Melania è arrivata alla Casa Bianca con netto ritardo poiché si narra che il problema era solo della doccia del suo bagno che non era stata sostituita. Lei non voleva fare la doccia nella stessa che ha visto le nudità della bella Michelle. Capricci da First Lady!

Forse questa modalità così opposta di condividere un percorso di vita con il marito ha una storia lontana che appartiene alle origini delle due donne?

Melania tiene molto alla privacy del figlio, ancora minorenne, ma anche alla sua. Lei, ex modella slovena, First Lady da 4 anni è sempre elegante e chicIndiscussa protagonista delle copertine delle riviste patinate più importanti del mondo. Considerata la classica arrampicatrice sociale, è legata Donald dal 1997

È la prima donna della Casa Bianca dal 1825 a non essere nata negli Stati Uniti. Il New York Times l’ha definita: la «compagna silenziosa» per il suo ruolo passivo e sempre ai margini della storia. Che sia l’unico modo per sopravvivere al narcisista Trump?

Al contrario Jill Biden ama scherzare, adora insegnare. C’è chi la considera un mix perfetto fra Michelle Obama, Eleanor Roosevelt e Hillary Clinton. Beh, insomma parte alla grande!

Italo-americana, è una donna di carattere oltre che una consigliera preziosa per il candidato democratico alla Casa Bianca.

Jill vive insieme a Joe da 43 anni sostenendolo nella sua vita pubblica fatta di successi, sconfitte e perdite dolorose, come quella del figlio Beau. Cosa questa molto amata dal popolo americano che dal punto di vista familiare è di vecchio stile e vuole le donne particolarmente vicine agli uomini di potere soprattutto se politici.

Adora gli spaghetti, ama la Sicilia (i suoi nonni erano siciliani).

I ruoli pubblici del marito, inclusa la vicepresidenza, non hanno mai intaccato la carriera e la voglia di insegnare dell’aspirante inquilina della Casa Bianca. Quando era Second Lady ha continuato a fare la docente nonostante l’opposizione del Secret Service, portandosi dietro i compiti da correggere. Cosa che continuerà a fare se dovesse diventare First Lady.

Alla corte di Francia c’è già una First Lady ex insegnante, lei si è sposata il suo studente, che sia di buon auspicio?

Jill è in prima linea a fianco del marito pronta a difenderlo e proteggerlo a costa anche di mettersi in prima persona a bloccare l’aggressore. Il suo scatto e la presa per bloccare degli aggressori ha fatto il giro del mondo, sono il frutto di una costante attività fisica, fatta di 8 chilometri di corsa al giorno e di allenamento con i pesi. Il tutto senza mai rinunciare a uno stile impeccabile, classico e sempre elegante.

Che dire due donne dal carattere determinato, sicuro, solido con due passati completamente differenti ma altrettanto avvincenti. Unica cosa che le rende simili che entrambe provengono dal vecchio continente: l’Europa. Non solo si differenziano per stile, modalità di stare accanto al proprio marito ma anche nella scelta politica che i consorti portano avanti. Una lo difende e abbracci ala sua idea politica, l’altra quando può lo attacca e si mette in contrapposizione.

Tuttavia, emergono due personalità che non hanno nulla da temere in quanto carattere. C’è solo una domanda da farsi: il popolo americano come affronterà la nuova candidatura di Biden considerando anche la moglie con cui condivide la vita e non solo da 43 anni?

Per una nazione come quella Americana certe tradizioni sono un pilastro fondamentale.

Trump non solo ha portato una rivoluzione a livello politico-economico ma anche a livello relazionale proponendo una First Lady più incline alle proprie idee e opinioni piuttosto che alla forma come si conviene ai Presidenti. Vi ricordate la meravigliosa coppia uscente Michelle Obama e consorte? Beh, nulla da dire. Perfettamente centrata nell’American Polytic Style!

Adesso Joe e Jill sono il controcanto perfetto per una nuova era presidenziale. Che le danze abbiano inizio e attendiamo l’esito delle presidenziali per capire il destino della Casa Bianca.

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