L'omertà: un silenzio assordante

Attore a tutto tondo, padre di una meravigliosa bambina, marito innamorato. La sua carriera è stata un susseguirsi di successo incastonato uno dietro all’altro, ancora oggi ci sorprende non solo per la sua densa capacità di attore ma anche di regista. Massimo Bonetti non solo un attore, un padre, un marito ma un uomo completo con un’interiorità profonda e intensa.

Dall’ 8 marzo lo possiamo vedere in streaming su CHILI protagonista di un film importante che tratta il difficile tema della violenza sulle donne. La pellicola è l’opera prima di Luca Guardabascio: “Credo in un solo Padre”. Il film è tratto da fatti realmente accaduti ispirato al romanzo “Senza far rumore” di Michele Ferruccio Tuozzo.




Massimo, ci racconti qualcosa di questo film?

Quando lessi la sceneggiatura restai sorpreso per la densità e la profondità degli argomenti. Un tema difficile, pungente, doloroso, così non ho esitato a dire di si al regista Luca Guardabascio.

Così ti ha convinto di questo regista alla sua prima opera?

Io credo nelle facce, Luca ha uno sguardo da cucciolone che nasconde invece una grande intensità. Così decisi. Sul set, poi, ho avuto molte conferme.

Cosa intendi?

Ho recitato con attori bravi, preparati come Giordano Petri, un attore giovane molto interessante, poi Anna Marcello, la protagonista. Poi, Flavio Bucci, un’esperienza straordinaria, di lì a breve lui è mancato (il 18 febbraio del 2020). Avevamo già lavorato insieme ne “La Piovra”. Questo film mi ha dato la possibilità di far crescere ancor di più l’amicizia con Francesco Baccini, lui ha fatto le musiche e una piccola parte.

Di cosa parla il film?

È un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone vittime di violenza, il film si muove all’interno del territorio minato di un sistema patriarcale difficile da sradicare anche per la collocazione geografica.

Dove è ambientato?

Lo abbiamo girato tra Campania e Basilicata. La vita di questa famiglia è punteggiata e sconvolta da crudi rituali di violenza domestica quotidiana.

Tu interpreti Giuseppe un padre padrone?

Giuseppe è violento, dispotico, feroce. Nel paese nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla anche se, poi, alla fine tutti ben sanno. Il paese è complice di un qualcosa che è così immenso da non essere più fronteggiato. La schiavitù imposta alle vittime degli abusi è stata così aspra e violenta che spesso si resta senza parole, disarmati. L’indifferenza è più forte della loro coscienza. Questo film vuole così essere quel grido di aiuto contro la violenza alle donne.

Quanto è stato difficile interpretare Giuseppe?

A me piace molto giocare, in alcuni ruoli senti più il peso dell’interpretazione e del mondo del personaggio da interpretare. Con Giuseppe abbiamo voluto dare un messaggio importante. È un film che ho particolarmente sentito. Sul set amo la semplicità credo sia la strada migliore per far comprendere al pubblico il messaggio, soprattutto con questa pellicola era importante trasmettere il significato ulteriore evidente ma celato.

Come ti sei preparato a sentirti Giuseppe?

Non mi sono preparato mi è bastato leggere la sceneggiatura, immergermi in questa torbida storia poi il resto è venuto da sé.

In questo periodo di pandemia cosa hai fatto?

Ho lavorato. Ho partecipato alla trasmissione di Piero Angela, cosa che mi fa estremamente piacere. Ho interpretato vari personaggi tra cui il Bernini. Poi, ho letto, ho continuato a lavorare alla sceneggiatura del mio prossimo film dove farò la regia, ho seguito le vicende politiche. Devo dirti che prima di adesso non mi ero mai avvicinato così tanto alla politica.

Come hai vissuto il lockdown?

Per me c’è sempre stato, sono un tipo molto casalingo, amo stare in casa. Anche adesso il lockdown me lo impongo da solo.

Il primo ciak del tuo film come regista?

Torniamo alla pandemia, dobbiamo girare in Friuli, a Trieste e quindi siamo bloccati. Speriamo di girare prima dell’estate. Vediamo come andranno le cose.

Chi ci sarà nel film?

Enrico Lo Verso farà il mio antagonista, Sofia Milos farà Nadia la mia compagna, ci sarà Andrea Roncato, poi tre attrici giovani emergenti: tra queste Sara Adriani e Giulia Ramirez. Su Camilla, il terzo personaggio giovane, ho ancora qualche dubbio per cui per il nome dobbiamo attendere. Francesco Baccini farà le musiche.

Progetti futuri a parte il film?

Prenderò parte a una puntata di “Nero a metà” con Claudio Amendola, abbiamo lavorato spesso insieme ed è anche un amico. Oltre a “Credi in un solo padre” sta uscendo un film che s’intitola “Alle tre di notte”. È un film che ho fatto una quindicina di anni fa.

Perché esce solo adesso?

È un film che abbiamo fatto per “gioco”, insieme a me hanno “giocato” molti professionisti. L’abbiamo fatto con manciate di euro in tasca. Nelle sale era difficile farlo uscire, adesso che ci sono le piattaforme è stato più facile.

Dove possiamo vederlo?

Esce su Prime Video l’11 marzo.

Di cosa parla?

È la storia di due attori cinquantenni che sognano il successo con varie situazioni che vanno dal grottesco alla malinconia alla comicità. Sono due sognatori. L’ho scritto insieme a Gianni Leacche, che è anche il regista. Tra l’altro c’è un cameo di Maurizio Costanzo con un nutrito cast.

Tua figlia Lucia farà una parte nel film che girerai in Friuli?

Lucia farà la parte di Serena, mia figlia da bambina. Il film è la storia di un padre e una figlia. Una storia intensa, appassionata, un dono che voglio regalare a mia figlia.




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