La carica dei papà over (on Visto)

Non è mai troppo tardi per coronare il sogno di diventare papà! 

Il numero dei padri, over 50/60 e oltre, è cresciuto in maniera significativa negli ultimi anni. In giro, nei momenti di relax, si vedono uomini con i capelli brizzolati, ancora in ottima forma, che spingono carrozzine e passeggini andando fieri di mostrare la loro piccola creatura. 





È senza dubbio una nuova tendenza che aumenta anche grazie alle nuove coppie che si formano, dopo una prima o seconda esperienza di convivenza. Quale migliore occasione per sancire un nuovo, fresco, coinvolgente amore, nato inaspettatamente, dopo un periodo di buio e monotonia? 

Molti affermano che le paternità tardive sono le più felici, quelle che danno alla vita uno stimolo maggiore, insomma una vera e propria flebo vitale che inebria ogni giorno stimolando nuovi progetti e differenti percorsi. 

Da Alberto di Monaco a Picasso, da Bernie Ecclestone a Clooney, da Grant a Chris Noth l’indimenticabile “Big” di “Sex and the city”, da Montezemolo a Carlo Conti, che ci ha scritto pure un libro, da Flavio Briatore a Luca Barbareschi. 

Nel mondo dello spettacolo sono tanti i papà che hanno scelto di avere uno o più figli nella seconda parte della vita: Robert De Niro, Clint Eastwood e Rod Stewart, Donald Trump e Michael Douglas.

Un celebre papà over è l’attore Richard Gere, a 70 anni festeggia l’arrivo di un nuovo pargoletto. L’attore Hollywoodiano è diventato papà per la terza volta di un bel maschietto. La moglie Alejandra, 36 anni più giovane di lui, ha partorito nelle ultime ore un bebè nel loro ranch di Pound Rigde, dove la coppia sta trascorrendo il lockdown. Quale miglior modo per trascorrere il lockdown? Un figlio è sempre un’occasione speciale per la spinta verso nuovi progetti e orizzonti avvincenti. 

Richard Gere non è il solo Vip Hollywoodiano a essere diventato papà in tarda età. Il Premio Oscar Robert De Niro, già nonno di quattro nipotini, nel 2011 ha avuto una bambina di nome Helen Grace. Michael Douglas è diventato papà all’età di 60 anni. 

Il frontman dei Rolling Stones, Mick Jagger, all’età di 73 anni ha dato il benvenuto al suo ottavo figlio. Nel 2016 la sua ex fidanzata Melanie Hamrick ha dato alla luce un bambino di nome Deveraux. 

Luca Zingaretti è diventato padre per la prima volta a cinquant’anni e poi ha avuto la seconda figlia a 54, Michele Placido ha avuto il quarto figlio a 60, trent’anni dopo la primogenita Violante. Insomma, sembra che nessuno voglia arrendersi al tempo che inesorabilmente trascorre. 

La lista dei Vip che hanno deciso di diventare padri over 50 sarebbe ancora molto lunga, prima la carriera poi la gioia di convolare nella paternità che apre il cuore sprigionando un universo d’amore. Beh, si, come dice Carlo Conti l’amore verso un figlio non ha né età né confini, è amore allo stato puro! Chi può affermare il contrario?

Se Charlie Chaplin ha fatto figli fino a 73 anni la gioia di stringere un pargoletto tra le braccia, a breve, sarà superata dal maestro Bernie Ecclestone, l’ex patron della F1, 90 anni a ottobre, festeggerà la nascita di un nuovo figlio dalla compagna Fabiana Flosi. Il miliardario britannico e la sua compagna Fabiana Flosi, avvocato 44enne aspettano, infatti, un maschietto per l’estate 2020.  

Perché questo fenomeno sta coinvolgendo una larga fetta della popolazione? Non solo Vip ma persone comuni, decidono di avere figli a una certa età. Un’età, che poco tempo era quella dei nonni, si sta rivelando invece idonea a svolgere il ruolo di papà.  

Maggior tempo libero, una carriera ormai affermata che non ha più bisogno di essere seguita attimo dopo attimo, esperienza di vita importante che fa decidere con motivazioni più consapevoli al fine di non commettere errori. 

Di certo la procreazione assistita offre una possibilità maggiore per giungere a realizzare il sogno di diventare padri. 

Vi ricordate la bella intervista fatta a Massimo Bonetti anche lui padre over? Il racconto di Bonetti offre la possibilità di cogliere, in presa diretta, cosa promuove la decisione in questa fase della vita di avere un figlio. 

Lui racconta: “Lucia è la mia unica ragione di vita, è una cosa … è un regalo che Dio mi ha mandato in un’età inaspettata. Pensavo fosse finita lì, invece è arrivata. Pensavo di non vivere mai un’emozione del genere, invece, poi, è stato tutto devastante (…) Devastante dal punto di vista emotivo, l’emozione dalla nascita fino a un’ora fa quando sento che coniuga il congiuntivo perfettamente, quando dimostra questa evoluzione continua e costante secondo per secondo, questa crescita intellettuale, la ricchezza d’animo, di coscienza. Sai, la vedi crescere, ma non sono i centimetri, è la forza della sua personalità che cresce, quindi, è una cosa micidiale da questo punto di vista. Non ho mai pensato di misurarla al muro come fanno tutti”.

L’amore non ha età, così come non conta l’età in cui si diventa genitori, c’è sempre una possibilità ulteriore, una nuova via maestra da intraprendere, un orizzonte nuovo da scoprire, emozioni sopite che riprendono vita, scuotono e fanno sentire fremere ogni cellula del proprio corpo.  

Che tipo di rapporto si organizza tra un padre ormai adulto e una giovane vita? C’è la possibilità che il piano educativo e relazione sia inquinato da una maturità un po' troppo avanzata per essere padre? Oppure è grazie a questa maturità che il rapporto acquista un’importanza e un livello relazionale più nutritivo e soddisfacente?

Un figlio è una decisione importante, scegliere di percorrere questo viatico a un’età matura, offre la possibilità di viversi appieno ogni angolatura di questa avventura, di rinnovarsi e non lasciarsi andare alla vita che scorre. La maturità permette di accedere a questa decisione con la consapevolezza che serve una presenza attiva, partecipe e partecipante, nulla va lasciato al caso o delegato. Se un figlio in età matura è una sorta di terapia di vitalità, buonumore, preoccupazioni sane e costruttive che attivano risposte incredibili ravvivando una quotidianità scontata e monotona, al tempo stesso permette di spendere un tempo significativo nella costruzione del rapporto senza farsi attirare dal canto delle sirene che portano a sentire (da parte della figura genitoriale) il bisogno di ritagliarsi molto tempo per i propri interessi e passioni. Quel figlio avrà sicuramente una presenza adulta, genitoriale, relazionale molto più coinvolgente e parteci. Sarà una relazione fondata su basi sicure di viva condivisione. Un figlio, si sa, per crescere sano e integro, ha bisogno di una partecipazione nutritiva e soddisfacente da parte delle figure di accudimento, il padre è uno di queste. 

Tutto sommato non è male decidere che è il tempo di una nuova esperienza genitoriale anziché aspettare di diventare nonni! Chi ha avuto la fortuna di avere figli in un arco vario di età potrà senza dubbio osservare la differenza tra la prima e la seconda genitorialità. È qualcosa che a parole difficilmente si spiega, basta solo lasciar parlare il cuore e dare significato alla nuova relazione. 

C’è sempre un tempo importante da condividere di là dalla propria età anagrafica. La vita è una scoperta che si rinnova di giorno in giorno, mai dire mai. Tutto può accadere permettendo di fare scoperte nuove e avvincenti. 

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