La donna che può battere Lupin

Il ladro gentiluomo non teme rivali tanto che “non è ancora nata la donna che incastrerà Lupin!” – dice con la sua solita simpatia Lupin. Eppure, non è una certezza assoluta, una donna è stata capace di smascherare il Lupin delle false tele di Modigliani. Lei è: Livia Lombardi, capitano del Ris, svolge il suo incarico all’interno del Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri. Il suo è un ufficio dove le opere d’arte transitano, si fermano, sono valutate ad ampio raggio al fine di comprendere la loro autenticità oltre che a restituirle nel caso fossero state rubate.





Modigliani ha già fatto parlare di sé in passato quando nel 1984 tre ragazzi livornesi, con una messa in scena degna di Ovosodo alla Virzì, dettero vita all’avvenimento più dissacrante di tutto il Novecento fintantoché un’oasi di chiarezza non aprì lo scenario del falso. Fu così che nel Fosso Reale di Livorno furono rinvenute tre teste attribuite all’artista più famoso e più costoso di quella città: Modigliani. Il caso volle che proprio in quell’anno corresse il centenario della nascita dell’artista. Una vicenda senza dubbio curiosa. A smentire qualche mese dopo furono i veri autori della beffa, che si confessarono prima a Panorama e poi in diretta tv scolpendo di nuovo teste simili a quelle gettate nel canale. La motivazione fu che il loro non voleva essere uno scherzo ma un'operazione di tipo estetico culturale per mettere alla prova il sistema dei mass media. È proprio qui la chiave di lettura che si fa interessante, poiché si potrebbe pensare che con l’arte si possa farla sempre franca a meno che non s’incappi nel capitano Livia Lombardi. I mercanti d’arte di tutto il mondo spesso hanno a che fare con dei falsi che mettono a dura prova anche i più esperti studiosi. Queste tele false, svelate dal capitano del Ris, di chi saranno opera? Quale motivo, se non quello puramente economico, ha spinto l’artista falsario a dipingerle con grande fedeltà all’originale?

È pur vero che Modigliani non è l’unico a essere falsificato, basta pensare a cosa rivelò Alice Beckett, studiosa d’arte, quando negli anni Novanta parlava di numerosi falsi circolanti tra musei e gallerie. La cosa assai curiosa che De Chirico è stato capace di dare paternità anche a quadri non suoi se gli piacevano! L’artista, senza troppi indugi, firma il suo falso d’autore. Bisogna pur essere un bravo artista per fare un falso che si stenta a riconoscere. Un fatto è certo tanto che non deve stupirci più di tanto: tra l’essere e il sembrare c’è una linea di confine sottilissima che spesso si annulla, lo stesso accade tra l’arte e il falso, sono situazioni intimamente legate l’una all’altro dove il naufragar è dolce in questo mare di arte. Purtroppo, le oasi di chiarezza sono ben poche, raro è trovare una Livia Lombardi capace di smascherare anche l’artista falsario più talentuoso.



0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti