Le signore del Paradiso

Monica e Francesca: due compagne di viaggio all’interno di un viatico avvincente che le ha portate a scrive un romanzo da poco uscito per Rai Libri. Autrici televisive, sceneggiatrici, editor di diverse serie Tv, sono una firma indelebile in moltissime serie televisive. La loro penna delicata e incisiva si fa narrazione emozionante e intensa all’interno del romanzo: “L’estate delle Veneri” che racconta di Irene, Anna, Dora e Stefania, commesse milanesi del negozio di abbigliamento “Il Paradiso delle Signore”. La trama è intrigante. Ancora più coinvolgente ascoltare la narrazione che entrambe fanno di sé, della loro vita, del loro lavoro.





Chi è Monica?

È una persona che non legge più, sono fortemente in imbarazzo ad aver scritto un libro, mi approccio a questa esperienza narrativa con la sindrome dell’impostore. Eppure, scrivo per lavoro.

E Francesca chi è?

Una signora di quasi cinquant’anni, con due figli, che ha sempre voluto fare la sceneggiatrice fin da bambina.

È importante leggere?

(Monica) Per me il rapporto con la lettura è sedimentato, è un legame inscindibile con mia madre, lei era maestra e mi ha avvicinato al piacere di leggere. I libri sono il mio grande amore.

(Francesca) Il mio mondo è cesellato dalla scrittura, amo il mio lavoro profondamente.

Come nasce “L’estate delle Veneri”?

(Francesca) È abitudine fare dei libri sulle serie di successo. Ho pensato di dare qualcosa di inedito, portando all’attenzione del pubblico qualcosa che in onda non vedranno mai. Così nasce il progetto di narrare una storia inedita che non fosse in video, approfondendo i personaggi sia dal punto di vista psicologico sia di vissuto.

(Monica) Oh, che bella domanda! Fare la parte editoriale di una serie di grande successo è consuetudine. Così la brillante idea di Francesca Primavera apre un itinerario diverso che si scosta dalla edizione classica portando a volgere lo sguardo verso una declinazione che nella serie non viene narrata, ovvero l’estate. “Il paradiso delle signore” con tutte le sue vicende è narrato nel periodo autunno-inverno, l’estate è tagliata fuori. È qualcosa in più che vogliamo dare. Si lega pur restando indipendente alla narrazione della serie.

Perché gli anni ’60?

(Monica) È la parte bella di tutto il romanzo consente una grande libertà, ha in sé una forza vintage importante, ci si cala dentro perché è un periodo di grande ottimismo, energia, progetti, attese, fiducia. È un’epoca aspirazionale. A questo si aggiunge l’emancipazione culturale, infatti una delle protagoniste nasce commessa per poi diventare giornalista.

(Francesca) Mia madre è stata figlia di quegli anni, li ha vissuti, è stato un po' come incontrarla da giovane all’interno del suo mondo, ho vissuto quelle atmosfere. La nostalgia è uno strumento potente che ci consola e stimola, in questo ci siamo riconosciuti un po' tutti.

Brunella Gasperini è per entrambe una Maestra?

(Francesca) Brunella Gasperini ha cambiato la mia vita nel momento in cui mia madre me la presentò sotto forma di romanzo.

(Monica) Con Francesca abbiamo voluto omaggiare Brunella Gasperini, per noi è un idolo, un punto di riferimento importante, ci siamo trovate molto affini in questo. È la mia fonte di ispirazione.

Gli anni ’60 possono essere di ispirazione in questo periodo storico?

(Monica) Certo! “Il paradiso delle signore” durante il lookdown è andato molto bene, era un potente ansiolitico. L’armonia, la leggerezza, l’affetto che si respira nella serie è stata una carezza per il momento difficile della pandemia a questo si aggiunge la positività dell’epoca.

(Francesca) Infatti, in questo periodo storico abbiamo riscoperto tanti valori, e il piacere di stare tutti vicino a casa.

C’è un messaggio nel libro?

(Monica) Non ci abbiamo pensato. È un libro che affronta moltissimo la solidarietà femminile, la complicità, l’essere l’un per l’altra. L’amicizia che si esprime tra le quattro protagoniste è profonda, è il filo conduttore del romanzo, questo è un tema caro a Brunella Gasperini che abbiamo fatto nostro.

(Francesca) Il filo conduttore è l’amore e l’amore è amore in tutte le stagioni della vita, in tutti i periodi storici.

Diventerà una sceneggiatura?

(Monica) Sarebbe strepitoso chiuderebbe un cerchio. In parte è già sceneggiatura, quando a scrivere sono gli sceneggiatori è chiaro che emerge qualcosa.

Ci sarà un sequel?

(Francesca) Abbiamo l’inverno per pensarci anche se l’idea di Raicom è farne una collana. Tutto dipende dal pubblico, noi siamo pronte.

Francesca da grande cosa farà?

Il mio lavoro.

E Monica?

Si riposa! Seppur mi piacerebbe continuare a fare narrativa popolare.


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