Lifting salvavita - intervista esclusiva a Gemma Galgani (on Novella2000)

Gemma Galgani indiscussa protagonista, fin dalla prima edizione, di Uomini e Donne Over di Maria de Filippi dove approda grazie alle «sue sorelle», che adora, tant’è che l’hanno «iscritta al programma che stava per iniziare perché stava attraversando un momento particolare». È stata direttrice del teatro Alfieri di Torino, si occupa ancora oggi di Teatro, la sua grande passione.




È «una donna che si sente ancora molto giovane», infatti «non ho ancora deciso di stare nella sedia a dondolo», invece ha deciso di affrontare un lifting dicendosi: «bene, voglio mettere da parte tutte le paure, mettere a tacere tutte le mie insicurezze dal non sentirmi bene con me stessa, e affrontare questa cosa».

Crede nell’amore, è parte significativa della sua vita. Il suo sogno nel cassetto è «quello di trovare ancora una persona con la quale condividere una strada ricca d’amore, di romanticismo con cui poter assaporare insieme albe e tramonti». Gemma è un concentrato di infinito, la sua intervista ci fa entrare nel suo mondo incredibilmente coinvolgente.

Chi è Gemma Galgani?

«Una donna che si sente ancora molto giovane. La mattina apro le braccia al nuovo giorno con la consapevolezza che è un gran regalo per me».

Come sei arrivata da Maria de Filippi?

«Era un momento particolare della mia vita, così le mie due sorelle, che adoro, mi hanno iscritta al programma che stava per iniziare. Sono stata una delle prime a partecipare a Uomini e Donne, lo dico con una grandissima emozione».

Fuori dagli studi televisivi come si svolge la tua vita?

«Ho tantissima energia ed entusiasmo. La mia giornata si suddivide tra il programma e i miei impegni teatrali. La mattina mi faccio un giro in bicicletta, ho un meraviglioso parco davanti a casa, poi vado in teatro. Quando sono a casa la maggior parte del tempo lo dedico al mio lavoro. A volte, porto da mangiare agli animali che vivono randagi nel parco della Tesoriera. Ho il motore dell’entusiasmo sempre acceso. Alla mia età non ho ancora deciso di stare nella sedia a dondolo».

Sei molto attiva nei Social, cosa condividi con i tuoi followers?

«Condivido anche se non sono tecnologica. Condivido il mio quotidiano, i momenti belli, frenetici, tristi, il momento che vivo. Mi seguono con molto affetto, soprattutto i giovani, loro mi danno energia e mi fanno sentire viva con la loro freschezza e il loro entusiasmo».

Secondo te perché hai tanti seguaci giovani?

«Metto il cuore nelle cose che faccio, condividono le mie esperienze, i miei valori, questo ai giovani piace, interessa, coinvolge».

Ci sono dei post, dei commenti che apprezzi e ricordi?

«I post più belli li ho ricevuto da alcune ragazze che mi hanno detto: Gemma condividiamo i tuoi valori, il tuo credere assoluto nell’amore. La sera mi mandano sempre tanti saluti, la buona notte, mi riempiono di coccole virtuali anche se sono degli sconosciuti».

Hai mai ricevuto attacchi dagli haters?

«Assolutamente si! Trovo che offendere senza conoscere sia una cosa poco piacevole. C’è tanta aggressività in questo comportamento che si manifestata con cattiveria come se fosse una proiezione freudiana. Così non potendo dare un aspetto di sé stessi stanno lì a evidenziare la parte peggiore di loro stessi proiettandola su di me … come li chiamano, leoni da tastiera? Sono più leonesse da tastiera, hanno un astio profondo perché non hanno entusiasmo. Sono persone insoddisfatte, mi dispiace per loro».

Ti sei sposata a 20 anni, con un uomo più giovane di te, perché questa scelta?

«Tesoro ma non era tanto più giovane … eravamo tutti e due piccolini. Lui aveva 19 anni, io 20. Mi sono sposata nel ’70, era un periodo diverso da oggi, i 20 anni di allora avevano un valore diverso».

Dove vi siete incontrati?

«È stato un colpo di fulmine in un’estate birichina. Ero a Moneglia in vacanza con la famiglia. Ho conosciuto mio marito Francesco, Dedo, lo stesso soprannome di mio padre Alfredo. Al tramonto, la sera, è stata una cosa incredibile, un colpo di fulmine. È stata un incontro romantico, vicino a una chiesetta su una collinetta. Uno sguardo interminabile con cui ci siamo detti tutto. È stato un vocabolario d’amore. Ha avuto così tante parole che poi si sono tradotte nel matrimonio. Ci siamo conosciuti ad agosto sposati a dicembre, scombinando il Natale di tutti!».

Un incontro d’amore vero?

«Una bellissima storia d’amore, Francesco è stato il grande amore della mia vita».

I genitori come hanno preso il matrimonio?

«Non erano favorevoli. Ci hanno lasciato fuori casa, abbiamo vissuto in macchina assieme a un gattino. È stata un’avventura incredibile, bellissima».

Cosa ti aspetti ancora dall’amore?

«Mi aspetto di emozionarmi. L’amore è il significato dell’esistenza. Vado avanti per la mia strada che è sempre ricca d’amore. Mi aspetto una crescita di vita a due, romantica, magari potendo condividere un nuovo tramonto – ma non i tramonti dell’età – un tramonto come già vissuto. Ogni volta che ho delle delusioni cerco sempre di ricominciare, non mi rassegno mai. Per me amare è tutto, è in tutto. La vita è meravigliosa se condita dall’amore e con l’amore».

Come affronti la vita e l’amore?

«Affronto la vita come se fosse sempre una sorpresa, questo aiuta a mantenerti giovane. Sei giovane non solo perché stai con i giovani ma perché hai stimoli e motivazioni che ti rendono giovane».

Quindi ci si può ancora innamorare a 70 anni?

«Siii, assolutamente! Non importa l’età anagrafica, bisogna vivere con la convinzione che l’amore arrivi. L’amore arriva così: senza bussare alla porta. Questo è il messaggio per le mie coetanee».

Ti sei innamorata tante volte?

«Ho avuto tante storie, per me il cuore non conosce ragione. Scelgo sempre la via del cuore. Quando l’amore arriva e c’è feeling, complicità, è impossibile contenere le emozioni. In questi momenti è importante lasciarle esprimere. Condividere l’irrefrenabile istinto dell’amore è un insieme di comunione di anime, di cuore. L’amore mi commuove e mi emoziona sempre».

Cosa ha motivato la scelta di fare un lifting?

«Non mi sentivo più a mio agio, pensavo che le rughe fossero la mappa della mia vita, del mio patrimonio genetico, non era più così. La mia età anagrafica non corrispondeva più a quella del mio temperamento. Mi sentivo giovane, piena d’entusiasmo, di energie poi mi scontravo con il fisico. Negli ultimi tempi questa situazione mi stava creando un po' d’incertezze, di disagi, così in un attimo ho preso il coraggio e mi sono detta: voglio ritrovare quell’armonia che ho nell’animo, nel temperamento, così ho deciso. Non ho detto nulla a nessuno, nemmeno alle mie sorelle».

Quando ti sei vista per la prima volta in trasmissione cosa hai provato?

«È stato doppiamente emozionante, non ho voluto vedermi prima, durante la convalescenza».

Con gli specchi in casa come hai fatto?

«Ho coperto tutti gli specchi in casa con i cartoncini, non volevo assolutamente vedermi!».

Perché non volevi vederti? Non eri curiosa?

«Avevo timore che il post-operatorio potesse demoralizzarmi. Allora ho detto: no, voglio stare in compagnia della mia fantasia fino a che non ritorno in trasmissione. Così è stato».

Consiglieresti il lifting?

«Si! Si! Assolutamente. Un lifting come il mio che non cambi nulla della morfologia del viso, della espressione. Il viso, si dice, che è il primo biglietto da visita.

Una curiosità: hai un sogno nel cassetto?

«Trovare una persona con la quale condividere una strada ricca d’amore, di romanticismo con cui assaporare insieme albe e tramonti. L’amore è, per me, il significato della mia esistenza».

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