Lo sfigato piace di più (on Novella2000)

Meno male che, in questo momento di quarantena, c’è Netflix! Nei Social gira un post, ormai diventato virale che recita: “ai nostri nonni è stato dato un fucile e sono stati mandati in guerra, a noi viene detto di stare sul divano ad annoiarci!”. C’è una bella differenza. Non credete? Tanto più abbiamo la possibilità di stare comodamente seduti nel nostro salotto in posizione relax, possiamo guardare la TV, giocare ai videogiochi, leggere, scrivere, prendersi cura di sé stessi, riscoprire i rapporti familiari interrotti dalla frenesia della vita.





Tutto sommato non è poi così male! Allora tuffiamoci nella maratona delle serie Tv, dei film che ci appassionano. Rilassiamoci tra le mura domestiche che ci creano un’importante protezione.

Per gli appassionati delle serie TV, il 3 aprile esce, su Netflix, la quarta stagione de “La casa di carta”.

La cosa simpatica è leggere sul trailer la frase: Che il caos abbia inizio”, nulla di più azzeccato al tempo del Covid-19. 

I protagonisti danno vita a situazioni appassionanti anche se il produttore esecutivo Jesús Colmenar, nonché regista di alcune puntate de “La casa di carta”, annuncia che i nuovi episodi saranno “più duri per lo spettatore”. Quindi non resta che attendere la programmazione per valutare cosa ha in serbo la quarta serie.

La trama pare avvincente. Il Professore (Álvaro Morte) ritiene che Lisbona (Itziar Ituño) sia stata giustiziata, Rio (Miguel Herrán) e Tokio (Úrsula Corberó) hanno distrutto un carro armato e Nairobi (Alba Flores) lotta tra la vita e la morte. Insomma, una situazione difficile per la banda capitanata dal Professore, tanto più la presenza di un nemico, tra i suoi stessi ranghi, ostacola seriamente la riuscita del colpo. Che dire sembra una situazione simile a quella che in questo momento gran parte del mondo sta vivendo.

Qual è il segreto del successo di questa serie spagnola? Che cosa ha reso questo telefilm spagnolo un fenomeno di costume?

Il Professore è la mente del gruppo, un uomo geniale, che mostra in maniera evidente la sua impreparazione alla vita.

Con la sua arguta intelligenza riesce a manipolare le situazioni a proprio vantaggio. Nonostante tutto cela all’interno di sé un animo gentile, a tratti fragile. Ciò che lo rende profondamente debole sono i sentimenti, con cui deve fare i conti nonostante la maschera da uomo determinato e vincente.

Il Professore è una sorta di criminale-filantropo tanto da affermare: “Noi non ruberemo i soldi di nessuno. Diventeremo gli eroi di queste persone”.

Cerchiamo di comprendere cosa rende il Professore così affascinante, nonché tutta la serie tanto da catturare uno stuolo infinito di pubblico in più nazioni.

Una caratteristica spiccata è la sua capacità di mantenere un distacco emotivo, tanto che i componenti della banda hanno un nome in codice, devono distaccarsi dalla loro vita e vivere in una villa isolati. Niente nome, niente passato. Cancellare il vissuto e riprendere un nuovo cammino come se rinascessero a nuova vita.

L’ossessione del Professore è quella di catalogare ogni cosa per non dimenticare nulla. Una precisione così ben costruita che non gli permette nessuna scivolata nell’ignoto.

L’unica regola che ha, è quella di lasciare i problemi fuori dalla porta. Tutto deve essere pianificato nei minimi dettagli, deve essere svolto con la stessa precisione di un orologio svizzero. Non è concepibile anteporre i propri bisogni al benessere della squadra. Una sorta di setta dove l’unico a gestire il gruppo è il leader.

Il comportamento del Professore è rigidamente controllato, vittima della sua stessa routine, nulla deve sfuggire al controllo, tutto deve essere assolutamente rigoroso.

Con la sua capacità di distaccarsi dal mondo, dagli affetti, diventa un osservatore esterno capace di meglio osservare il tutto. Ha una spiccata ritrosia al cambiamento, poiché cambiare presuppone una certa variabile di incertezza. Tiene gli stessi comportamenti come se fossero una scaletta rituale ben definita, così da avere tutto sotto stretto controllo. Conosce benissimo ogni mossa, ogni percorso, ogni decisione, ha schemi definiti e precisi. “Il caso non esiste è l’alibi dello sciocco”, sembra la direzione che ognuno deve mantenere. L’imprevisto deve essere anticipato e contenuto, elaborato e gestito.

Questa sua caratteristica perfetta di porsi nel mondo, gli crea un alone di seduttività che se da una parte può far nascere un impeto di rabbia dall’altro cattura nella sua rete avvolgendo lo spettatore in un alone di fascino. Il Professore diventa un eroe possibile cui potersi ispirare e per le giovani donne un sogno erotico.

E gli origami di carta tanto amati dal Professore?

Un passatempo che fa quando è particolarmente sotto stress, denotano un comportamento rituale per esorcizzare la pesantezza del momento. Per lui sono una sorta di scaccia pensieri.

Il Professore mette in evidenza la sua parte bambina, quella parte interna a ognuno di noi che immagina la perfezione portandola nel gioco affinché possa diventare reale. Questo aspetto è come una calamita che cattura l’altro facendo sì che diventi una sorta di eroe da imitare e su cui è possibile proiettare le proprie aspirazioni.

Non è bello, non è tartarugato, non ha lo sguardo seduttivo, veste in maniera anonima eppure piace a molte. Perché? Come è possibile spiegarlo?

Semplicemente cattura quella parte più nascosta di ogni donna che richiama l’aspetto infantile così da stimolare nell’immaginario femminile una sorta di “avrò cura di te”.

Non resta che aspettare il 3 Aprile e godersi la nuova serie TV.

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