Mercurio l'inquieto

Mercurio o Hermes è Dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. La sua bacchetta, il Caduceo, un bastone alato su cui si attorcigliano due serpenti, è simbolo della medicina. Mercurio essendo il messaggero degli Dei viene spesso raffigurato con le ali ai piedi e nel copricapo. Questi gli permettono di adempire al suo compito di salire e scendere «da un mondo all’altro».





Era colui che metteva in comunicazione i mondi del cielo, della Terra, dell’oltretomba, portava le direttive provenienti dal re degli Dei (Giove) e conduceva le anime nel loro percorso. Al tempo stesso è stato raffigurato come ermafrodita, cioè come maschio e femmina contemporaneamente.

De Chirico, nelle sue opere è fortemente influenzato dal mito di Mercurio.

Nel dipinto «Meditazione di Mercurio» il Dio è rappresentato come un busto classico, sul modello di una nota scultura di Prassitele. È assorto in meditazione e sembra contemplare gli oggetti collocati di fronte a lui. Oggetti che, come è caratteristica dell’artista, sembrano sospesi nel tempo, in un perpetuo stato di stasi metafisica. In fondo anche Mercurio è sospeso nei suoi mondi che attraversa portando notizie.

Nell’«Autoritratto con busto di Mercurio», De Chirico si rappresenta in primo piano, seguito da un busto in pietra, raffigurante Mercurio di profilo. Lo stesso tema è ripreso nell’opera «Il sogno di Tobia» dove è singolare la presenza di una sorta di vincastro stilizzato, posto in secondo piano che sbuca dal fondo della stanza, entrambi attribuiti a Mercurio. Il caduceo compare anche nella raffigurazione de «L’angelo ebreo», rimandando allo strumento del divino Mercurio, riconduce alla funzione di ponte tra l’al-di-qua e l’aldilà dello stesso, funzione che ben si ricollega ad un angelo. È fuor di dubbio che per Giorgio de Chirico, Mercurio, dopo essere stato associato, dissociato, ipotizzato nelle sue funzioni, scostato anche da quelle che lo hanno più caratterizzato e accompagnato nei secoli, questa divinità è sicuramente una delle predilette dall’artista metafisico per eccellenza. Perché Mercurio affascina così tanto il mondo dell’arte? C’è da pensare che il fascino sfuggente, irresistibile, avvolgente di questo Dio entri all’interno dell’immaginario conducendo in mondi possibili, dove la visione si amplia in qualcosa di metafisico. Lo spazio e il tempo acquistano una declinazione ermeneutica tanto da coinvolgere in un’unica essenza vitale.

La letteratura antica ha dedicato a questo Dio eclettico e al tempo stesso affascinante pagine bellissime. Nell’«Iliade» Ermes è scarsamente presente, la guerra non fa per lui. In fondo chi meglio di lui spazia nel mondo e nell’ultraterreno senza confine?

Mercurio all’inizio dell’«Odissea» appare nel suo ruolo di messaggero presso la ninfa Calipso perché nell’Olimpo hanno stabilito che Odisseo debba riprendere il suo viaggio verso Itaca. Omero ne canta le sue doti con un sonetto che ha attraversato i secoli: «Dio dalle molte risorse, gentilmente astuto, predone, guida di mandrie, apportatore di sogni, osservatore notturno, ladro ai cancelli». Il messaggio apre la porta all’incontro e di là del mitologico c’è da ritenere che Mercurio sia il Dio anche dell’incontro esistenziale, della conoscenza di sé con l’altro da sé fuori dalla consuetudine banale della società o polis che sia.

L’«Odissea» ha come protagonista l’eroe che è sicuramente più simile a Ermes, Odisseo-Ulisse, l’uomo dalla «mente dai mille colori, multiforme, variegata, caleidoscopica (Citati)».

Hermes ci insegna che c’è un viatico nascosto in ogni cosa per interpretare il significato profondo. L’ermeneutica ne racchiude l’essenza e dobbiamo a questo impavido Dio la capacità di intuire, comprendere e cogliere l’essenza nascosta di ogni significato. «Attraversa i confini e si sposta facilmente da un livello all’altro (Jean S. Bolen)».

Da sempre Hermes (Mercurio) è il Dio dalla mente agile, dell’inganno acuto, della parola e della comunicazione. Con la sua natura irrequieta, tipica dei giovani Dei, coglieva e poi lasciava andare qualunque cosa incontrasse lungo il cammino. In lui il sentire è palpito vitale. Essendo il messaggero degli Dei, Mercurio li informava sugli avvenimenti del mondo, e ne trasmetteva il responso. La sua natura lo porta ad essere in un continuo andare alla ricerca dell’amore che l’ha condotto tra le braccia di mille avventure ma mai ha incontrato l’amore vero, profondo. Hermes consuma innumerevoli e superficiali relazioni amorose, un po' come si ritrova nella natura umana dove spesso il tutto è rincorso ma nessuno si ferma a cogliere l’essenza.

È il Dio della curiosità, messaggero luminoso dell’astuzia e dell’irresponsabilità.

Senza dubbio Hermes è colui che ci permette di conoscere il mondo, di incontrare l’ignoto. Ha in sé mille caratteristiche che richiamano l’umana natura per la sua apertura creativa alla conoscenza, la sua curiosità estrosa e avvolgente. Dal carattere intelligente, intellettuale, capace di intuizioni originali grazie alla sua logica vivace, ha in sé la capacità di esplorare, studiare, apprendere, ordinare, valutare l’intelligenza, e ciò implica curiosità, abilità, calcolo.

Mercurio è movimento, vivacità, ingegnosità, perspicacia, intuito, astuzia, scaltrezza, senso critico, disinvoltura nella gestione delle risorse economiche. «È il dio dell’imprevisto, della fortuna, delle coincidenze, della sincronicità (…). Ogni volta che le cose appaiono fisse, rigide, “bloccate”, Ermes introduce la fluidità, il moto, nuovi inizi, con la confusione che quasi inevitabilmente li precede (Arianna Stassinopoulos)».

La duplice natura di Mercurio lo rende signore di un segno doppio, i gemelli, ma, anzi, Mercurio governa due segni: gemelli e vergine, segno di aria il primo e di terra il secondo, ma entrambi segni doppi. L’età di Mercurio non può essere che l’adolescenza, età di transizione, di passaggio tra l’infanzia e l’epoca adulta, durante la quale l’individuo non è più un bambino, ma non è ancora pienamente un adulto, un'età di apertura al mondo e alla conoscenza, di cambiamenti di idee e di instabilità. L’adolescenza è quella stagione della vita dove tutto e il contrario di tutto accade, dove si scende nelle profondità della propria anima, si lasciano cadere i falsi eroi per poi trovare l’essenza e la natura nascosta affinché il percorso della vita si incida in un viatico nutritivo di crescita e consapevolezza. L’adolescenza accade ma con Mercurio padrino l’uscita dall’impasse dello smarrimento si fa certezza.

Tuttavia, la perseveranza non è il suo forte. Mercurio, ben si sa, è un itinerario introspettivo della conoscenza di sé che incarna la voglia di incontrare le variegate e infinite strade del mondo della vita. La sua particolare forza sta nella sua capacità di non fermarsi ma di sperimentare spazi ulteriori e mondi diversi pur di incontrare il sapere e la conoscenza in fondo «non da qualunque legno si può levare un Mercurio (Pitagora)».



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