Non è bello ciò che è bello (on Visto)

Vi siete mai chiesti che cos’è la bellezza? 

Non quella statuaria che alla vista fa sognare per la sua perfezione, dove nulla è lasciato al caso, bensì la bellezza quella vera che si distingue dall’altro(a) rendendo la persona assolutamente unica. 




Perché una persona è bella e affascinante e un’altra assolutamente normale? Quale particolare declinazione serve per essere considerata bella? Troppe sono le domande che affollano la mente quando si affronta il difficile tema della bellezza. 

Nel Rinascimento il canone del bello era legato all’immagine inafferrabile della Venere del Botticelli. Un corpo, il suo, non certo emaciato ma generoso, tanto che le sue forme lasciavano intravedere qualche piccola imperfezione. 

La Venere da sempre canone di bellezza nasconde nel suo insieme delle imperfezioni che l’hanno resa, nel corso del tempo, assolutamente perfetta. 

Il segreto, la ricetta essenziale della bellezza sta proprio qui: nell’imperfezione che da limite diventa meravigliosa risorsa.

In questo periodo il visionario AD di Gucci, Alessandro Michele, sceglie come testimonial Armine Harutyunyan per le sue sfilate e non solo. 

Armine Harutyunyan ha 23 anni, vittima di body shaming e foto taroccate, ha collezionato una serie di critiche e insulti per i sui suoi lineamenti tipicamente armeni che di certo non sono stati piacevoli.  È notizia recente che la modella sia considerata «una delle 100 modelle più sexy del mondo». 

Il che la dice lunga sul canone di bellezza e su come il fascino, la seduzione, lo stile risiedano su aspetti molto differenti dalla bellezza statuaria. 

Lo stilista Alessandro Michele vuole insegnarci qualcosa portando in passerella modelle che hanno caratteristiche così particolari che rompono l’idea consueta di bellezza oppure è solo una provocazione? 

Prima di Armine ha messo come testimonial una modella affetta dalla sindrome di down, rompendo i rigidi protocolli dove la passerella è solo per le icone indiscusse di bellezza dalla perfezione disarmante.

È certo che un messaggio arriva forte e chiaro, ovvero la bellezza è qualcosa che appartiene all’imperfezione che se rovesciata su sé stessa diventa risorsa. Pertanto, c’è solo da dire grazie ad Alessandro Michele che ha rotto tutti gli schemi rigidi delle iconiche strutture del fashion. 

Se ci pensiamo bene la stessa pittrice messicana Frida Khalo è riuscita a trasformare il dolore in bellezza, tanto da rendere i suoi autoritratti qualcosa di perfetto pur nel racconto della sua imperfezione intrisa di sofferenza. 

Per non parlare dell’iconica Coco Chanel, certamente una donna non bella, che ha saputo rivoluzionare lo stile di tutte le donne del dopoguerra, creando qualcosa di unico che le rendesse assolutamente perfette. 

È fuor di dubbio che bellezze di questo genere non corrispondono ai canoni che i più si aspettano. Sono donne, queste, che costituiscano un elemento inconsueto sia sulle passerelle sia nel quotidiano, così che riescono a sparigliare le carte, far discutere, promuovere un nuovo tipo di bellezza. 

È chiaro che ogni bellezza nasconde qualche piccolo difetto che la rende unica e diversa dalle altre.  

La lista delle bellezze particolari è lunga, pensiamo a Iris Apfel che da poco ha compiuto 99 anni, sempre in trincea a creare, lavorare, progettare come se il tempo si fosse fermato. Più volte ha ricordato che, ai tempi in cui lavorava come commessa per il negozio Loehmann’s a Brooklyn un giorno la signora Loehmann in persona, dopo averla osservata a lungo, la chiamò e le disse:  «Signorina, ti ho osservata. Non sei bella, e non lo sarai mai; ma non ha importanza. Hai qualcosa di molto più importante. Tu hai stile». Di strada la signora Apfel ne ha fatta diventano un’icona indiscussa di stile e bellezza! Chi non riconosce la sua particolare bellezza densa di fascino e seduzione? La popolazione del fashion è assolutamente concorde nel ritenerla l’esempio indiscusso di come la bellezza si amalgama al fascino, alla creatività, alla stravaganza, allo stile.

Se guardiamo bene nel panorama delle celebrity di tutto il mondo, osserviamo che molte icone di bellezza non sono fatte di sola perfezione. La cosa che sorprende ancora di più che hanno deciso di non nascondere più quelli che, secondo i canoni di bellezza della nostra cultura, sono considerati “difetti”. 

La cosa si fa davvero interessante. Non credete? 

Eppure, tutto ruotava intorno alla perfezione e alla linea inattaccabile. Cosa sta accadendo? Perché questo cambiamento di rotta?  

È strano ma sono proprio le imperfezioni a rendere uniche, indimenticabili e a caratterizzare le persone in tutto e per tutto.

Che cosa dovrebbe dire Winnie Harlow? La sua vitiligine l’ha portata a essere vittima di bullismo fino a tentare il suicidio, fintantoché non arriva la svolta. Lei è l’esempio lampante che i difetti non devono e non possono fermare nessuno. È riuscita ad arrivare sulle passerelle di tutto il mondo diventando una delle top model più richieste durante le fashion week.

La modella francese Maeva Giani Marshall, 23 anni, un volto che sembra dipinto. 

Lunghi capelli corvini incorniciano un volto perfettamente decorato, così il caso di dire, da tantissime lentiggini ed efelidi. 

Fin troppe verrebbe da dire, eppure lei ha fatto di questo limite una risorsa di cui andare fiera. 

Lo stesso vale per la modella africana Thando Hopa affetta da albinismo. Lei avvocato e modella ha deciso di sfruttare la sua popolarità per portare l’attenzione su quello che succede nel continente natìo battendosi per i diritti degli albini, ritenuti figli del diavolo.

Una donna che ha trasformato una condizione genetica invalidante in un punto di forza per una bellezza unica.

C’è chi ha anche tratti marcati e atipici come Rossy de Palma, esempio di come i difetti fisici possono essere, in realtà, sinonimo di unicità. Lei in quanto a unicità ha molto da insegnare!

L’attrice, musa di Pedro Almodóvar, è stata protagonista di diverse campagne pubblicitarie delle più grandi maison di moda: da Louis Vuitton a Jean-Paul Gaultier fino a Missoni. La dimostrazione che i punti di forza non sono solo nella bellezza.

La lista sarebbe ancora molto lunga a dimostrazione che la vera bellezza non risiede affatto nella perfezione, c’è una bellezza unica che appartiene solo alle creature che hanno caratteristiche particolari e fanno di ciò la loro risorsa.

Ciò che è importante sottolineare che la bellezza ha caratteristiche che appartengono a parametri non consueti, attraversano quegli altipiani dove tutto può accadere solo se si è capaci di prendersi per mano, volersi bene, tirare fuori le risorse nascoste all’interno di sé stesse, accettarsi per quello che si è.

La bellezza è un percorso, una scoperta, un ricamo lieve nella trama della propria vita. Scoprite la bellezza nascosta dentro di voi, gettate al vento i pregiudizi che vi incarcerano nelle insoddisfazioni e nell’invidia dell’altra poiché con il giusto algoritmo ogni persona può diventare affascinante e seduttiva, carica di sensualità e fluidamente bella. 

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