Non sparate sulla movida (on Visto)

La movida è tornata! 

Finalmente, anche se tutto ha preso il via con le dovute “misure di sicurezza” anti Covid-19. Non dimenticatele mai, è importante ed essenziale per non ricadere all’interno del tunnel già vissuto. Riprendere la vita interrotta con il lockdown è assolutamente fondamentale tuttavia, la distanza di un metro da rispettare è un confine labile tra buon senso dei singoli e oggettiva difficoltà nello stare lontani. 




Solo tre mesi fa il mondo della movida era tutta un’altra storia. Poi la chiusura improvvisa. Settimane di silenzio nelle città, nel cuore della vita che ogni sera si animava con aperitivi, chiacchiere e sorrisi. 

La voglia di riprendersi quello spazio esistenziale di leggerezza con gli amici, sorrisi, risate, un calice di rosso e mille sogni da realizzare dà uno stimolo significativo alla vita di ciascuno di noi.

Ammettiamolo in questi mesi, la chiusura ci ha fatto sognare ogni attimo di libertà che spesso davamo per scontata. Pur di uscire dieci minuti portavamo fuori il cane più e più volte. Siamo diventati tutti runner esperti nella speranza di respirare un po' di aria. Il tutto però è stato sotto stretto controllo. Ci siamo impauriti, abbiamo pianto, siamo rimasti sgomenti nel vedere immagini crude che mai avremmo pensato di osservare. Eppure, è andata così. Ci siamo comportati bene nonostante tutto. Adesso arriva il sabato della libera uscita. Un sabato italiano come siamo abituati a vivere. 

La vita è fatta di algoritmi variegati, dove tutto si colloca nella giusta dimensione offrendo la leggerezza dell’esserci. 

Seppur lo stravolgimento della socialità crea qualche difficoltà il bisogno di incontrarsi è significativo anche se dobbiamo ben gestire la mascherina, il distanziamento, il non assembramento. 

L’incontro con l’altro, da sempre, è parte essenziale della nostra vita. Non possiamo esistere se non con l’altro che permette il riconoscimento di noi, stimola motivando le nostre aspirazioni. 

La chiusura ha costretto in uno spazio ristretto, privandoci della linfa vitale che sta alla base della vita. Adesso, riaprendo lo spazio dell’incontro, le persone tirano un sospiro di sollievo e camminano con una nuova consapevolezza nello spazio della propria città. Ogni angolo si rianima come se tornasse a vedere la luce. Le città si schiudono alla vita così come i suoi abitanti.

Il bisogno di riaprirsi al mondo è essenziale per non crollare definitivamente nella sindrome della capanna. 

La nuova normalità appare troppo fragile seppur ogni città italiana, da Nord a Sud, ha vissuto il suo primo sabato post lockdown all’insegna della ritrovata libertà. 

Tanti i commenti taglienti sui Social contro i giovani, e non solo, che hanno vissuto fuori casa questo primo fine settimana senza lockdown. C’è chi ha osato dire che manca il rispetto per le tante vittime di questi ultimi mesi. Che si rischia di ricadere in una seconda ondata epidemica e così via… 

Vivere, continuare a camminare nel mondo della vita, giorno dopo giorno, seppur con il fardello di un’esperienza disarmante e agghiacciante, non significa mancare di rispetto. Riprendere le abitudini interrotte è solo una maniera per esorcizzare il grande dolore vissuto, senza farsi avvolgere dalla rete della nullificazione dell’esistere. Il rispetto sta nel continuare a vivere non nell’arrendersi all’evento senza reagire.

Il primo sabato italiano dopo il lockdown è stato questo: una reazione di vita per la vita. 

Vivere significa sapersi rialzare al meglio dopo ogni caduta non restare intrappolati nella fossa. La gioia mista a sregolatezza che si è respirato il primo sabato dopo il lockdown sta a significare che nonostante tutto la vita ha le sue ragioni che spesso la mente non riesce a cogliere tanto da sferzare giudizi troppo taglienti.

Non c’è bisogno di essere crudi, il virus ci ha già pensato. In questo momento se ascoltiamo i nostri bisogni ognuno di noi ha la necessità di tornare fuori dal guscio e vivere! 

Quindi navigatori più o meno solitari dei social non accanitevi con chi sta tentando di far rinascere dalle tenebre le proprie città, questo è il mondo della vita non della morte, già ne abbiamo avuta abbastanza. Non credete?   

0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti