Parlarne è la prima cura (on Visto)

Accade, nella vita, che un’emozione, una mancanza, tolga ogni possibile orizzonte così che tutto si colora di grigio, si appiattisce in un’atmosfera senza emozioni. Nella testa solo un mantra che si ripete costante come se fosse un ritmo tribale: «sei grassa, devi dimagrire! Smetti di mangiare, adesso vai in bagno vomita. Ora basta! Elimina ogni carboidrato possibile».




C’è solo quel pensiero lì a dare forma alla giornata, non ci sono alternative è l’unico progetto possibile in un’esistenza che si sta costruendo a fatica.

Siamo abituati ai famosi coming out dei Vip che dichiarano la loro omosessualità, bisessualità o anche transessualità. È diventata una modalità abbastanza consolidata nell’immaginario collettivo così che, quello che un tempo faceva gridare allo scandalo, oggi viene visto – giustamente – come l’affermazione della propria esistenza, del proprio esserci nel mondo, della propria collocazione esistenziale. Tuttavia, non c’è solo questo, nella variegata gamma della persona ci sono un’infinità di altre atmosfere emotive che segnano percorsi decisamente intensi e dolorosi.

Adua Del Vesco al GFVip offre la sua esperienza a tutti. Parla con profonda emozione della sua caduta nell’anoressia.

«Quella voce mi martella ancora. Ero pure carbofobica» - dice Adua a Dayane Mello con gli occhi lucidi in un momento tutto loro dentro alla casa.

Il disturbo alimentare è ancora lì, in attesa, come se quel pezzo di vita passato sia ancora in agguato. Lei che era arrivata a pesare 34 chilogrammi, ha passato momenti assolutamente bui, anche se è riuscita a ritrovare la luce percorrendo una nuova avvincente strada, così da farsi spazio nel difficile mondo dello spettacolo.

La vediamo nella casa più spiata d’Italia bella, radiosa, con un fisico perfetto, innamorata, con una carriera in piena ascesa e un amico vero – con cui ha avuto una storia - che si è dichiarato in diretta TV, dicendole con il cuore in mano: «Adua continua a mangiare».

Gabriel Garko l’ha stretta in un abbraccio che narra tutta la dolorosità che entrambi hanno attraversato per poter sbocciare a nuova vita.

Chi conosce bene la dinamica dei disturbi alimentari sa bene che uscirne è una sfida durissima, che mette a difficile prova travolgendo ogni spiraglio di serenità. Da qualsiasi angolazione lo guardiamo, il disturbo alimentare pur avendo un terreno differente, accoglie lo stesso seme: la mancanza d’amore e di riconoscimento, il trauma impercettibile della ferita di chi non si sente veramente amato e riconosciuto, di chi si sente negato come individuo, come persona.

La trappola sta propria lì nella trama invisibile della fame di riconoscimento che conduce nei territori ghiacciati del nulla, dove il nulla sta nell’assenza di cibo o nel suo contrario. Entrambi i comportamenti hanno nel nucleo più intimo la stessa ferita.

La lotta per uscirne: «è stata durissima, alternavo momenti che mi vergognavo anche a uscire. È stata una lotta con me stessa continua, però adesso mi accetto, ne sono uscita. Gli altri non capiscono che il disturbo alimentare è di testa, esternamente puoi stare bene ma di testa no» - continua Adua nel suo racconto a cuore aperto a Dayane.

Come Adua altri Vip hanno dovuto attraversare la difficile esperienza dei disturbi alimentari che ha profondamente segnato la loro vita. Non solo il rifiuto totale del cibo con l’ossessione per alcuni alimenti che vengono totalmente eliminati ma anche l’abbuffata fuori controllo che conduce poi all’eliminazione di quanto ingerito. Comunque, la si osservi è una trappola dove nulla sembra poter aprire la porta per uscirne fuori.

Demi Lovato, cantante e attrice, ha condiviso i dettagli della sua lotta contro la bulimia e l’anoressia. Una storia ricca di emozioni forti, dove i disturbi alimentari hanno avuto la meglio per un lungo periodo.

Demi è diventata famosa in giovanissima età quando era ancora adolescente. Le pressioni del settore, ma anche ai parametri di bellezza che la società impone hanno fortemente inciso nella sua personalità così che il passo verso la strutturazione di un disturbo della sfera alimentare è stata la risposta più semplice per poter sostenere tutto.

«Ho iniziato ad abbuffarmi in modo compulsivo. Potevo preparare dei biscotti e mangiarli tutti. Sono arrivata a farlo per potermi sentire infelice col mio corpo, poi ho iniziato a morire di fame, innescando una battaglia tra vomito e il quasi digiuno» - racconta Demi in un’intervista.

La tragedia di questa malattia è proprio lì, giocata tra il pieno e il vuoto dove l’equilibrio si perde ed è difficile ritrovarlo.

Toccare il fondo è l’unica via per uscire fuori dalla gabbia dorata di questa esperienza di dolore, ci vuole forza, coraggio, determinazione e l’aiuto di persone esperte che prendano per mano la persona sofferente fintantoché la strada non si fa lineare e morbida.

È un viatico faticoso ma si può assolutamente percorrere. In fondo al tunnel c’è una nuova vita ad attendere, una rinascita meritata, un crepuscolo che fa intuire l’arrivo di una nuova alba rassicurante e nutritiva.

Il cibo tanto odiato si trasformerà in un nuovo nutrimento, qualcosa che non farà più male anzi aiuterà la vita stessa nutrendola di buono.

Molte attrici, modelle e cantanti hanno ceduto alla tentazione di ottenere il corpo perfetto a discapito della propria salute e, in alcuni casi, della propria vita.

Pensiamo a Victoria Beckham, Angelina Jolie, Jane Fonda, Calista Flockhart, Lady Gaga, a loro si aggiunge anche un nutrito numero di uomini che si sono trovati a vivere questa esperienza di malattia: Elton John e Russell Brand – solo per citarne alcuni.

Tutte queste celebrità sanno bene che la lotta, per uscire fuori dal tunnel, non è ancora finita, poiché ogni giorno è una battaglia, è una prova, una sfida.

Il cibo, lo specchio, la bilancia sono i veri nemici della loro vita nonostante tanta strada percorsa. L’unica cosa che può aiutare, in questo difficile percorso di rinascita, è essere consapevoli della propria situazione, guardare in faccia la realtà senza nascondersi dietro a false narrazioni e tirare fuori determinazione, volontà, coraggio per superare il canto incarcerante che ha condotto a sviluppare, un tempo passato, la dipendenza ossessiva dal troppo cibo o dal poco cibo.

L’unico segreto è riscoprire l’amore dentro di sé affinché il riconoscimento di sé stessi conduca al riconoscimento dell’altro da sé in un rimando continuo di amore e accoglienza.

Perché la ferita di tutti coloro che vivono l’esperienza dei disturbi alimentari è: una ferita d’amore. Le ferite d’amore si curano solo con tanto, tantissimo amore.

Ricordatevi sempre che ogni cosa, ogni emozione, ogni esperienza può acquistare una nuova declinazione se si cambia il punto di osservazione.

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