Riccardo Scamarcio - Alta infedeltà (on Novella2000)

In quest’epoca, dove le sale cinematografiche sono off, le piattaforme digitali fanno il pieno di film con cast eccellenti. Il 15 luglio approda su Netflix un altro film, tutto italiano, per la regia di Stefano Mordini: Gli infedeli.




Nel cast un nutrito numero di attori celebri come: Valerio Mastrandrea, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Valentina Cervi, Marina Fois, Euridice Axen, Massimiliano Gallo e Alessi Giuliani.

La pellicola è il remake del fortunato e omonimo film francese. ​Un film, questo, ispirato alla tradizione della commedia all'italiana, suddiviso in cinque storie brevi, a differenza della pellicola originale che vede sette episodi ispirati a sette situazioni differenti, con sette registi diversi.

Le peripezie amorose di cinque uomini, ognuno alle prese con mogli, fidanzate, amanti vengono raccontate in maniera divertente, sagace, tagliente, a volte sopra le righe mettendo in evidenza le incrinature della quotidianità. Non manca l’amarezza per le cose perdute, l’amore tanto desiderato ma spesso insoddisfacente. Le relazioni che nonostante l’impegno sono sempre molto conflittuali e dense di faticose dinamiche. Uno sguardo sulla vita che stiamo vivendo, dove nulla può essere lasciato al caso, dove resistere è possibile solo se ci sono boccate di evasione.

Così tutto viene intrecciato in impegni lavorativi che permettono la fuga dalla propria realtà, una bugia lavorativa che offre una ventata di leggerezza. Poi, quando si torna a casa come si gestisce quella folata di aria fresca? Il rischio di rovinare tutto è lì a portata di mano oppure si può costruire una vita da infedele?

Scamarcio ci regala una nuova avvincente interpretazione, al traguardo dei suoi primi 40 anni, non solo come attore ma anche (in questo film) in veste di coproduttore e cosceneggiatore. Un percorso, il suo, denso di successo, avvolto dall’amore per il suo lavoro, protetto dal suo personaggio costruito, film dopo film, con perfetta maestria, dove la voglia di imparare e scoprire percorsi artistici nuovi lo incastona in un esserci a tutto tondo.

Nel film emergono i cliché della vita, quelli che spesso spezzano in due le relazioni, che fanno naufragare nell’ignoto, solo per un momento di evasione dal quotidiano. Il tema del tradimento, nel film Gli Infedeli, è il fil rouge che coniuga in un discorso unico i cinque episodi. Tutti sono alle prese con l’infedeltà come se fosse l’unica via per distrarsi dalla noia del quotidiano, come se desse una scossa energizzante per procedere nel viatico dell’esistenza tramata in mille problematiche.

Un tema ormai visto e rivisto da ogni angolazione, sviscerato in molteplici pellicole, affrontato da molti registi, tuttavia, un aspetto della relazione con l’altro(a) che da sempre cattura l’attenzione. Le persone sono curiose, vogliono sapere, vogliono vedere, vogliono immedesimarsi, cercano di proiettare la propria vita nei personaggi della pellicola per trovare una logica all’illogicità delle loro scelte.

C’è sempre qualcosa in più da aggiungere, da osservare, da mettere in evidenza, da capire. Spunti di riflessione che stimolano, arricchiscono, sviscerano situazioni anche personali.

Il tradimento è un demone che non ha rispetto di nulla, travolge e stravolge le relazioni stabili, quelle che sono incarcerate nella routine della vita. Ma la vita altro non è che una lotta continua contro la monotonia, il segreto per vivere bene è fare di quell’equilibrio stabile una risorsa e non qualcosa da combattere. Altrimenti il rischio è di distruggersi e distruggere tutto. Basta poco e il fuoco incendia l’anima così da rendere tutto cenere.

Le relazioni con il tradimento esplodono in mille frantumi come se fossero leggere bolle di sapone. Chi tradisce l’altro(a) tradisce in prima battuta sé stesso(a), non ha il coraggio di portare freschezza alla propria relazione è più semplice attingere fuori che impegnarsi a progettare e creare nella coppia.

Il bel Riccardo, terminata la relazione con Valeria Golino, sua compagna di vita per molti anni, una donna amata cui vuole ancora molto bene, pare abbia avuto un colpo di testa regalandosi un flirt con Clizia Incorvaia, allora moglie in carica di Sarcina (cantante delle Vibrazioni) e suo caro amico. Il tema del tradimento affrontato nel film appena uscito sembra appartenere alla sua vita!

C’è da chiedersi se la sceneggiatura, cui ha preso parte come coautore, non abbia risentito della sua esperienza personale? Non ci sarebbe nulla di male considerando che la vita vissuta ha percorsi e itinerari spesso inaspettati.

Il possibile flirt con Clizia rimbalzò su tutti i Magazine, i Social furono inondati di notizie in merito a questo alla loro presunta storia, poi il tutto è evaporato come se nulla fosse. Eppure, qualche conseguenza l’ha portata, se non altro la bella Clizia si è separata da Sarcina. Adesso il suo cuore batte per Paolo Ciavarro con cui ha (sembra) una relazione stabile. L’unica preoccupata pare la bella Eleonora Giorgi che ama il figlio e per lui desidera solo il meglio! Se son rose fioriranno, altrimenti avanti il prossimo.

Archiviata la presunta storia con la bella Clizia non sembra al momento ci siano, nella vita di Riccardo, situazioni interessanti che possano dar vita a una vera e propria storia d’amore. Il meglio, si sa, arriva sempre quando meno ce lo aspettiamo!

Riccardo Scamarcio è fermamente convinto che la famiglia sia il valore su cui poggia la società, è il suo desiderio più intimo, la vuole, la cerca, anche se la contesta, non vuole ingabbiarsi nelle dinamiche scontate di una famiglia incatenante per cui non resta che attendere il momento migliore per dar vita a un nucleo nutritivo e soddisfacente.

Per il momento il lavoro, la sua vita “contadina” nella proprietà in campagna, riempiono il vuoto dell’assenza familiare. Lui che da piccolo voleva fare il contadino ha reso vivo questo suo sogno comprandosi un’azienda agricola. Il lockdown gli ha permesso di riprendere in mano alcuni aspetti della sua vita che il correre dell’esistenza con tutte le sue scadenze non permette di afferrare, vivere e nutrirsi.

Lo stesso nel film Gli Infedeli ha avuto l’opportunità di incontrare i suoi amici con cui ha iniziato il cammino nel mondo del cinema.

Laura Chiatti, amica da sempre, con cui ha cominciato il suo percorso grazie a Moccia. Valerio Mastandrea con cui ha una straordinaria relazione d’amicizia. Poi, gli altri interpreti, con cui ha qualcosa d’importante da scambiare, da condividere e da cui può attingere qualcosa di significativo.

Riccardo, a differenza di tanti suoi coetanei, è riuscito sin da subito a catturare l’attenzione non solo del pubblico ma anche dei registi che l’hanno coinvolto in importanti lavori.

La sua carriera, lontana da essere stata semplice, gli ha però offerto l’opportunità di “recitare in altre lingue, confrontarsi con altri mondi, accettare le sconfitte e le offese personali, perché alla fine sei quel nome lì”, come lui stesso dice in una recente intervista.

Non resta che vederlo in questa sua nuova fatica e sognare facendosi coinvolgere dalla sua capacità di attore poliedrico e intenso.

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