Salta ogni ostacolo - intervista esclusiva a Gessica Notaro (on Novella2000)

Gessica Notaro, addestratrice di delfini, cantante, modella, ballerina. Star di Ballando con le Stelle (2018), giunta alle cronache per la brutale aggressione subita nel 2017 dall’ex fidanzato Edson Tavares che l’ha sfregiata gettandole in viso dell’acido. È cresciuta a Rimini da madre Argentina e padre Calabrese. Oggi la troviamo alle prese con una nuova sfida. La sua vita è costellata di prove, di nuove avventure, di orizzonti diversi soprattutto dopo il doloroso evento vissuto che se da un lato ha inciso un segno indelebile dall’altro le ha offerto un viatico avvincente e denso di soddisfazioni.





La passione per i cavalli, nata sin da quando era bambina, l’ha portata a realizzare il sogno di diventare Amazzone. Da poco ha iniziato a frequentare le Arene più prestigiose del Jumping Nazionale, dove sta ottenendo ottimi risultati. Leggiamo cosa ci racconta in un’intervista a cuore aperto.

Chi è Gessica Notaro?

È una pazza scatenata che nonostante gli eventi drammatici della vita ha sempre avuto o molta fortuna o ha saputo prendere il lato positivo da ogni esperienza. È un atteggiamento che mi ha insegnato mio padre, oggi purtroppo non c’è più, la vita anche nei momenti più duri va affrontata.

Sei felice?

Mi sento perfettamente realizzata, felice, con qualche tassello da sistemare come ognuno di noi ma assolutamente realizzata.

Quanto è importante per te la famiglia?

Ah! È assolutamente tutto. Mia madre Gabriella è la cosa più importante che ho, lei sta sul piedistallo da sempre, viene prima di ogni altra cosa.

La perdita di tuo fratello quanto ha segnato la tua vita?

È abbastanza perché ho altri tre fratelli, due sorelle (Silvia e Noemi) e un fratello (Massimo) che erano figli della prima moglie di mio padre come Bruno, quello che non c’è più (è mancato nel 2011). Con loro ho un legame molto forte. La sua perdita ha scioccato tutti noi perché è avvenuta otto mesi dopo la morte di nostro padre, quindi non puoi fermarti un attimo per respirare dall’ultimo lutto che ti arriva un nuovo dolore. Non ti nego che mi ha creato degli scombussolamenti nella mia vita.

Secondo te tutto questo dolore ha un senso?

Ad oggi sono riuscita a trovare un senso a tutte quelle cose dolorose che mi sono successe. Sono riuscita a collocarle seppure con fatica e sofferenza.

Dai delfini all’equitazione, perché questo cambiamento?

In realtà c’è sempre stata prima l’equitazione dei delfini nella mia vita. Monto a cavallo da quando avevo otto anni, dopo sono arrivati i delfini perché gli amici miei che mi hanno insegnato ad addestrare i cavalli nella loro scuola di monta spagnola lavoravano con i delfini. Così si è creato il gancio. Ho iniziato a curiosare in quel mondo, poi da solo informazioni è diventato un mestiere.

Ami le sfide?

Certo! La mia vita è tutta una sfida.

Come arriva la difficile disciplina del salto ostacoli?

È nata durante la quarantena. Sentivo l’esigenza di fare un cambiamento, dovevo solo comprendere qual era questo cambio. Volevo qualcosa che mi desse l’adrenalina. Il salto ostacoli è un sogno nel cassetto che avevo sin da bambina, non mi era stato concesso di praticare. Mio padre diceva che era una spesa ma in realtà mia mamma aveva tantissima paura.

Adesso non ha più paura?

Me ne ha viste succedere così tante che si è dovuta rassegnare. Ecco la mia passione è nata così con la voglia di realizzare questo sogno nel cassetto, voglia di adrenalina e di sfida.

Dove ti alleni?

Da questo inverno mi alleno al International Horse Center, con l’istruttrice Federale Annabella Pezzoli. Sono gente del mestiere molto preparati e capaci. Poi ho fatto amicizia con Filippo Bologni che durante tutta la quarantena - sai io stavo a casa a guardare i video - ci siamo scritti e abbiamo parlato un po'. Lo conoscevo perché l’ho premiato in Fiera cavalli Verona a novembre 2019. Allora gli ho detto: “sai mi piacerebbe ma con il mio limite”, lui mi ha risposto scrivendomi: “i limiti sono solamente nella nostra testa, se vuoi puoi”. Allora ho deciso. Sai quando mi metto in testa una cosa in giro di poco devo vederla realizzata, faccio in modo che tutto il mondo giri in maniera che possa vedere il mio desiderio realizzato.

Il tuo cavallo da dove arriva? Hai uno sponsor?

Ho un caro amico Svizzero, Adam Hafid, l’ho sentito per altre cose, sapevo che ha dei cavalli così gli ho chiesto se poteva mandarmene uno per fare delle gare. Lui non ci ha pensato molto dicendomi che potevo scegliere in Italia quello che faceva al caso mio e lui me l’avrebbe comprato. Così è stato. È arrivato Boomber. Lo ringrazierò sempre perché mi ha permesso di dare anima e corpo al mio sogno.

Quanto tempo ti alleni durante la settimana?

Tutti i giorni, chiaramente il lavoro cambia di volta in volta, non sempre saltiamo, facciamo anche molto lavoro in piano. Dobbiamo cercare di costruire il binomio.

Il binomio Amazzone-Cavallo cosa ti sta insegnando?

Mi sta insegnando che dove non arrivo io arriva lui! È comunque una sensazione intensa che non si può esprimere a parole. Il cavallo deve essere il mio occhio mancante.

Le prossime gare?

Tra qualche settimana torniamo a Cattolica. Per adesso abbiamo fatto un Nazionale Cinque Stelle. Abbiamo vinto tutte e tre le competizioni.

Credi nell’amore?

Certo!

Che cos’è l’amore per te?

Quando tu sei felice e innamorato non hai paura di nulla, nemmeno della morte.

Sei innamorata?

Si, si. Io sto da due anni con il mio fidanzato (Marco, un ragazzo italiano che non fa parte del mondo dello spettacolo, nato a Rimini, vive a Milano per lavoro). Viviamo una relazione molto felice, serena, sono molto contenta, assolutamente in piano anche da quel punto di vista.

3 curiosità su di te

Sono ipocondriaca. Ho due rituali prima di andare sul palcoscenico o in gara. Faccio il segno della croce, io sono molto religiosa e poi mi tocco la benda. Poi sono un maschiaccio. Ho la capacità di mascherare quando vado in TV ma sono un vero maschiaccio, una cavallara perfetta.

Un consiglio alle donne che vivono relazioni difficili …

Ce ne sarebbero mille di consigli. Mi occupo delle donne in difficoltà, anche se non ho una mia associazione, ma cerco di dare consigli per affrontare il problema che stanno vivendo. Mi contattano tramite Social, ho una e-mail cui possono scrivere (labellabrillante@gmail.com), dopo di che le invio ai vari professionisti. Questo mi aiuta a dare un senso a tutto quello che è successo.

È uno stimolo per te?

Certo, è difficile perché mi sento coinvolta. Ho acquisito una capacità intuitiva su quello che può succedere quando una persona mi scrive, quindi so già cosa può aspettarsi, questo mi aiuta a indirizzarla verso l’ente, il professionista o la pubblica sicurezza che può offrire un supporto importante. In queste situazioni le tempistiche sono fondamentali. Arrivare tardi può essere irreparabile.

Sta funzionando?

Noi ce la mettiamo tutta, per adesso, unendo tutte le forze ce la facciamo. Il nostro intento è placare un po' questo disastro.

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