Sono Conte di tre contee

La nobiltà entra con impertinente forza nel mondo dello spettacolo. Costantino della Gherardesca, un lignaggio da far invidia anche ai più blasonati, discende da quel Conte Ugolino incastonato all’Inferno da Dante perché si è mangiato i figli, giunto a noi dopo un lungo percorso fatto di avi più o meno famosi. Senza dubbio un personaggio trasversale della televisione, conduttore televisivo pop-snob - lavora su tutte le reti Rai, su Canale 5 e Sky – dal carattere fortemente urticante ma assolutamente affascinante, uomo dall’intelligenza intuitiva, arguto, coinvolgente, simpatico, non può che essere amato.




Lo abbiamo visto a «Ballando con le Stelle» nelle variopinte performance, tanto che nell’ottava puntata si presenta in scena con un costume da mozzarella mentre balla un charleston con la sua partner. È in uscita un podcast e come ci dice: “Mi raccomando, scaricatelo quando esce!!!”. Costantino ha per noi tantissime sorprese scopriamole.

Grazie Costantino per averci concesso questa intervista, vengo subito alla prima domanda chi è davvero Costantino?

Un uomo solitario, immerso nel proprio mondo. Una persona che lavora molto più di quello che sembra, ma che non vede l’ora di andare in pensione in un luogo caldo.

Quanto è difficile gestire un lignaggio nobile come il tuo con il faticoso mondo dello spettacolo?

Non ho alcun vantaggio, perché dalla rivoluzione industriale della fine dell’800 ad oggi i veri nobili sono gli industriali, i ricchi. Non ho neanche “conoscenze” che mi aiutano, perchè come dicevo non sono una persona mondana. Detesto le cene, l’alta società.

Perché la scelta di entrare nello spettacolo?

Già al liceo facevo degli spettacoli insieme a pochi altri studenti, per tutta la scuola. A 18 anni abbiamo messo in scena il Rocky Horror Show subito dopo gli esami di maturità, ed io ovviamente ho recitato Frank-N-Furter. Ero più giovane e magro quindi riuscivo a camminare con i tacchi a spillo.

Come nasce la tua carriera?

Scrivevo e collaboravo con varie riviste inglesi, tra cui una che era anarchica, e mi chiamarono in Rai da Chiambretti per parlare delle manifestazioni dei Black Bloc.

Qual è l’esperienza che resterà sempre messaggera di insegnamento nella tua vita professionale?

Una frase di Maurizio Costanzo: “fare televisione vuol dire prendere badilate di merda in faccia tutti i giorni.” Mai sentito verità più grande.

Pechino Express ti manca?

Moltissimo, è il mio programma del cuore. Mi mancano anche i viaggi culturali, come quello che ho fatto in Algeria e a Calcutta, e quelli di piacere, non penso solo alla televisione eh.

Avete già un progetto per la prossima stagione di Pechino Espress?

Ovviamente i sopralluoghi e le registrazioni del programma sono posticipati per via della pandemia mondiale. Detto questo, dopo che si potranno fare facilmente i vaccini, quando la situazione sarà migliorata, lo rifaremo sicuramente.

Un radical chic come te perché ha partecipato a Ballando con le Stelle?

Volevo divertirmi, fare un salto nel vuoto, fregandomene della mia immagine radical chic. Non penso di avere molte qualità, se non una: il coraggio. Non mi tiro mai indietro davanti ad una sfida.

Come ti trovi a lavorare con Milly Carlucci?

Ho scoperto una persona straordinaria, non solo una grande professionista ma una donna sia intelligente che solare. Come me Milly è una persona cosmopolita, che ha girato il mondo. E tra tutti i conduttori televisivi Milly è la più grande psicanalista, la più brava a decodificare pensieri ed emozioni dei suoi collaboratori e del pubblico.

Io ho amato follemente la “mozzarella” (e non solo) in Ballando con le Stelle, ti vedremo ancora una volta in televisione nel programma Il Cantante Mascherato, che cosa farai?

Grazie! Farò il giurato, insieme a Francesco Facchinetti, Patty Pravo, Flavio Insinna e Caterina Balivo. Io e gli altri giudici, con cui non vedo l’ora di lavorare, dovremo indovinare dalle performance quale VIP si cela dietro ogni maschera.

È stata Milly Carlucci a sceglierti per Il Cantante Mascherato?

Mentre stavo lavorando con Milly a Ballando con le Stelle (e lei stava già lavorando alla pre-produzione di Il Cantante Mascherato) il Governo sudcoreano mi ha fatto Ambasciatore per la Cultura Coreana in Italia. Il Cantante Mascherato è un format sudcoreano: una buffa coincidenza. Forse Milly è scaramantica e mi ha scelto come giudice per il programma proprio per via di quella coincidenza.

E la D’Urso dove la mettiamo? Ti diverti nel suo salotto?

Barbara viene spesso criticata dai colleghi della tv e da tanti giornalisti, io la difendo sempre. Non vedo programmi televisivi dove intervistano premi Nobel e spiegano l’astrofisica, quindi non capisco lo snobismo verso la televisione camp, almodovariana. Il Prati-Gate è stata una delle cose che mi ha divertito di più nella storia della TV.

Da poco è uscito un tuo libro: «La religione del lusso» edito da Rizzoli, di cosa parla?

Racconta la mia visione del lusso, che è completamente diversa da quella dei vari Flavio Briatore. Per me il lusso è avere tempo, soprattutto per conoscere la storia. Nel libro racconto le storie delle vite variopinte e straordinarie di svariati personaggi: da Michael Jackson a Farah Diba, l’imperatrice di Persia.

Qual è il messaggio che vuoi dare ai tuoi lettori?

Che bisogna avere una mentalità cosmopolita, aprirsi al mondo e all’informazione. Viviamo in un mondo con delle diversità culturali ed artistiche meravigliose, che dobbiamo celebrare.

Tu ami il lusso?

Non gli yacht e le macchine costose, ma amo moltissimo la comodità ed il buon cibo.

Chi sono i litrosessuali?

Le persone che si eccitano se amano qualcuno ed il loro amore non è corrisposto.

Tu in quale categoria di genere ti riconosci?

Sono un banale uomo, nato tale che si identifica come tale. Omosessuale, non praticante.

Sei innamorato?

No, di persone fisiche no. Sono innamorato dell’arte, quello sì.

Da amante dei viaggi come stai vivendo questo momento?

Non benissimo a dire il vero, viaggiare e vivere il mondo è una parte importantissima della vita per me. Fa parte della natura dell’uomo, spostarsi in ricerca di luoghi nuovi. Tutti gli animali si spostano attraverso i confini, noi abbiamo bisogno del passaporto.

Hai ancora dei sogni nel cassetto?

Andare in pensione, non vedo l’ora di poter vivere in un luogo caldo ed occuparmi del mio giardino.

Dacci tre parole che ti descrivono?

Coraggioso, egoista, generoso.

Progetti futuri?

Sto facendo un podcast con il critico d’arte e curatore Francesco Bonami, si chiama Artefatti. Mi raccomando, scaricatelo quando esce!!!

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