Tornerà il Red Carpet (on Novella2000)

Arriva a Venezia 2020 un film che porta la firma di Emma Dante, una delle più interessanti e discutibili registe italiane. Nata a Palermo, Emma Dante ha al suo attivo riconoscimenti e premi importanti che fanno di lei un nome di spicco nel panorama cinematografico e non solo. È anche scrittrice, le sue opere sono pezzi significativi su cui riflettere.




Le sorelle Macaluso, la sua ultima fatica dietro la macchina da presa, da giovedì 10 settembre sarà in programmazione nelle sale cinematografiche grazie alla distribuzione di Teodora Film, dopo la proiezione alla Mostra del Cinema di Venezia 2020.

È la storia di una famiglia fuori dal comune che entra ed esce dal buio con la facilità con cui si alternano giorno e notte. Cinque sorelle, e la loro vita che si trama in un racconto dove si respira un’assoluta cultura matriarcale.

Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella sono loro le protagoniste di questa storia familiare. L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle palermitane vissute tra le mura di un appartamento all’ultimo piano. È un andare e venire, è un fermarsi e resistere all’accadere della vita, dove i sogni si sono, a uno a uno, spezzati, incrinati, interrotti.

Emergono dirompenti i ricordi intrisi di sospesi, la disperazione di ognuna di loro per i sogni infranti, le delusioni accumulate nel corso del tempo che complicano il loro coesistere.

Il trailer si apre con loro bambine che giocano in spiaggia, iniziano a ballare e trascinano grandi e piccini in un ballo lungo la spiaggia. C’è spensieratezza, allegria, voglia di vivere ma non resta a lungo così. Loro crescono, fanno esperienze diverse, si allontanano per poi tornare e nella loro casa d’infanzia i ricordi affiorano incessanti portando a galla antichi dolori, sospesi, drammi, insoddisfazioni.

La storia potrebbe appartenere a migliaia di storie familiari, forse un po' scontata ma non è scontato il sapore e i colori che la regista sa portare all’interno della pellicola. Il bianco e il nero della vita si amalgamano in un omogenizzato dal sapore del nulla dove non c’è notte che non faccia intravedere il nuovo giorno ancor più contornato di insoddisfazione.

Tutto si tesse in una narrazione intensa, dolorosa, scottante, nostalgica e tagliente. La sceneggiatura ricama vissuti che si intrecciano l’uno all’altro in una corale e al tempo stesso disarmonica voglia di riscatto.

Per Emma Dante è un ritorno al Lido dopo sette anni, approdò all’epoca con il film, opera prima, Via Castellana Bandiera (Venezia 2013). Anche la sua prima pellicola narra il femminile in tutte le sue sfaccettature. Per la regista il mondo delle donne, piccole o grandi che siano, è un mondo tutto da conoscere ed esplorare. Le sue pellicole sono intense vicende familiari che conducono all’interno dell’anima umana dove non ci sono né filtri né maschere. È la vita nella sua essenza assoluta.

Nella pellicola in programma a Venezia 2020, il mondo femminile è l’ispirazione più grande contornata dalla quotidianità di un mondo che spezza i sogni di bambine piene di energia, così che diventano donne segnate dal rimpianto con gli sguardi che rubano baci sulle note di Meravigliosa creatura di Gianna Nannini.

Emma Dante dice del film in programmazione a Venezia 2020: «Tutto si ispira al racconto che mi fece un amico. Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando.  La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: “in definitiva io sugnu viva o morta?” La figlia rispose: “viva! Sei viva mamma!”. E la madre beffarda rispose: “see viva! Avi ca sugnu morta e un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri”. (sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi)».

Il cast è senza dubbio eccellente, troviamo Alissa Maria Orlando, Susanna Piraino, Anita Pomario, Eleonora de Luca, Viola Pusatieri, Donatella Finocchiaro, Serena Barone, Simona Malato, Laura Giordani, Maria Rosaria Alati, Rosalba Bologna, Ileana Rigano.

Emma DanteGiorgio VastaElena Stancanelli, sono riuscite a costruire una sceneggiatura avvincente per il cinema traendo spunto dallo spettacolo omonimo della Dante acclamato in tutto il mondo. Il testo teatrale e la sua rappresentazione sono stati premiati nel 2014 con 2 premi UBU (miglior regia, spettacolo dell'anno), chissà se anche Venezia 2020 aggiungerà un premio a questo lavoro.

Tuttavia, la storia di queste cinque donne, di questa famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste potrà stimolare nello spettatore una sorta di proiezione che come si auspica la regista: «spero che questa famiglia di donne di tre generazioni possa far affiorare i ricordi di noi bambine dentro le stanze dell'infanzia dove strette da un legame fortissimo siamo state sorelle». Certamente un’aspettativa significativa per una pellicola ancora tutta da scoprire.

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