Traditrici e Traditori

Aggiornamento: 15 ott 2020

La relazione attraversa un momento di stanchezza. Qualcosa sta cambiando. L’intimità ha una cadenza stanca. Senza emozione.


Un mese fa, ha fatto una cosa imperdonabile. Ha avuto bisogno di sentirsi importante per qualcuno. Solo due ore giocate tra lenzuola calde. Passionali. Si è sentita viva. Finalmente desiderata. Non più scontata. Qualcuno l’ha voluta. L’ha presa. L’ha cercata con intensità. È accaduto. L’ha tradito. Si! L’ha tradito! E adesso? Cosa fa? Glielo dice? Fa finta di nulla? Se, poi, accadrà ancora? Se è una passionalità coinvolgente? Lei è ancora attratta da quel modo passionale con cui lui l’ha presa, voluta, desiderata. L’ha fatta sentire donna. L’ha fatta eccitare così tanto che tra di loro basta solo un sguardo per far scattare la scintilla della seduzione. Dopo mesi, anni, adesso c’è qualcuno che l’ha voluta. La sera del tradimento suo marito era al lavoro. È sempre stata messa all’ultimo posto. Prima di lei c’è tutto il resto. Si è sempre accontentata delle briciole. Quando si è innamorati può accadere. Sognava e sogna di sentirsi dire: “ti voglio bene”, “ti amo”, “sei mia”, “ti voglio”. Parole che non arrivano mai. La loro intimità è legata solo al suo soddisfacimento, poi il vuoto. Per lei non c’è un tempo per le coccole. Deve sempre essere pronta a farle. A lei resta solo il nulla. Freddo. Inafferrabile. Sfuggente. Gelido. Silenzioso. Quella sera l’ha tradito. L’ha tradito consapevole di farlo. L’ha proprio desiderato quell’uomo. Non sa cosa fare. Se dirlo o far finta di nulla. Comprenderà? Che reazione avrà? Come dovrà dirglielo se deciderà di farlo? Cosa accadrà del loro matrimonio? È pronta a tutto oppure non riuscirà a gestire la situazione? Far finta di nulla potrebbe essere una buona scelta? È passato tempo dall’accaduto. Lei sta sempre più male. Si sforza di entrare nel suo mondo. Lui la rifiuta. Il suo posto è solo a casa. Vorrebbe riuscire a fargli capire che ha fatto uno sbaglio enorme. Purtroppo, non ha il coraggio di provarci per paura che lui l’allontani per sempre. Ha scritto quaderni interi di cose da dirgli. Lettere su lettere. Ogni giorno ne scrive una. Non le ha mai spedite. Lui continua a vivere la sua vita come sempre. Sembra non essersi accorto di nulla. I suoi tempi. I suoi spazi. Le sue priorità sono sempre le stesse. Lei resta lì in attesa di uno sguardo. Di un sorriso. Di una carezza. Non arriva nulla. Una notte, tra le più faticose, quando le lacrime non si fermavano, prende la sua decisione. Gli confesserà tutto. Affronterà la situazione. Accadrà ciò che sarà giusto. È stanca di non essere vista. “Forse”, si dice, “cambierà qualcosa”. La mattina decide di parlargli. È domenica. Fuori piove. Lui si alza con comodo. Come ogni domenica legge tutti i quotidiani online. Fa colazione a letto. Doccia. Tuta. Scarpette. Ipod. Scende nel salotto. Lei è seduta. Il suo volto è tirato. Lo guarda. Lui accenna un sorriso. Non si accorge di nulla. Si avvia per andare in giardino. Lei con la voce rotta gli dice: «ti ho tradito!». Lui si ferma. Resta immobile. Si schiarisce la voce. Aspetta qualche secondo prima di girarsi verso di lei. La guarda. Nessuna parola. Prende le chiavi dell’auto. Esce. Rientra a tarda notte.

Il consiglio: siamo arrivati e poi? La tecnica dell’escursionista Il copione Filemone e Bauci. Una volta arrivato/a ad un certo punto, non so più cosa fare dopo... Pensa cosa fa un escursionista quando si accinge a percorre un territorio nuovo. Osserva il mondo che incontra nel viaggio. Ha una carta geografica per poter segnare il sentiero. Pianifica il percorso. Non esita a cambiare sentiero se trova una soluzione migliore. Ha con sé strumenti necessari al viaggio. La stessa cosa dovrai fare anche tu. Pianifica il percorso (le mete da raggiungere). Decidi chi e se vuoi portare degli attrezzi con te. Avviarti, passo dopo passo, lungo il sentiero (viaggio immaginato) da fare. Avrai la consapevolezza del cammino da compiere. Stimola verso l’autonomia.

Accade di tradire in situazioni come questa e non solo. Il tradimento può avere un’implodenza enorme dentro l’individuo. Non solo verso chi è tradito ma anche per chi tradisce. Il primo passo, prima di affrontare qualsiasi decisione, è perdo- narsi comprendendo cosa ha condotto sino a quell’esperienza. Il perdono è un processo lungo. Si attraversano diverse fasi. Perdonarsi e perdonare significa riuscire a vedere i propri limiti e quelli di chi ci ha ferito. Ricollocando il tutto in una dimensione più reale, di persona con pregi e difetti, comprendere senza giustificare. Il perdono serve alla persona che ha tradito per trovare se stessa. È utile anche per chi è vittima. Aiuta a fare consapevolezza sugli errori commessi. Sulle abitudini divenute quotidianità che hanno condotto ad allontanarsi l’uno dall’altra. Le fasi da attraversare:

La scoperta di sé come colei/lui che può tradire: quando giungiamo a tradire non è facile perdonarsi. In un primo tempo si sperimenta la confusione. Il senso di colpa. La persona che ha tradito ha la necessità di lavorare su se stessa per fare chiarezza dentro di sé decidendo quale strada percorrere.

Spiegare: chi tradisce vorrebbe trovare subito delle spiega- zioni razionali al proprio gesto. Ha bisogno di definirlo in un processo mentale razionale con spiegazioni soddisfacenti e protettive per non vivere il suo senso di colpa. Ciò porta ad amplificare dolore e rabbia della vittima. Quando si attenua la fase emotiva, è possibile comunicare nella coppia e chiedersi perché sia successo.

Consapevolezza: alla fase emotiva segue la consapevolezza dell’accaduto. Non basta confessare il tradimento per supe- rarlo, sentirsi liberati da un peso e dal senso di colpa. Solo alla fine di questa fase è possibile veramente perdonarsi. La ferita rimane. Ha bisogno di tempo per cicatrizzarsi. Il perdonarsi è un processo lungo e doloroso.

Riflessione: può essere di aiuto per comprendere cosa si vuole dal rapporto. Il partner tradito avrà bisogno dei suoi tempi, del suo spazio per elaborare il tradimento subito e provare a superarlo. Il tempo non va soffocato con l’impazienza.

Sicurezza: è essenziale riportare fiducia, sicurezza nella coppia. Essere presenti. Affrontate con coraggio le difficoltà di questo momento di transizione. Far capire all’Altro che c’è stato un cambiamento importante. Una rinnovata consapevolezza dell’errore.

Romanticismo: il romanticismo di un tempo va recuperato. Reso vitale. Premure e attenzioni sono necessarie, per ricreare un ambiente relazionale sicuro. Bisogna imparare a conquistare l’Altro un’altra volta dall’inizio. Chiudersi nello sconforto o nell’idea di dover tradirlo a sua volta per essere allo stesso livello è la soluzione peggiore da scegliere. Un tradimento da parte della vittima non certo porta l’equilibrio ma innesca un circolo vizioso senza fine.

Fiducia: è l’aspetto più difficile da risanare. Nonostante tutti gli sforzi c’è chi non è capace di perdonare. Chi ha sbagliato deve essere pronta ad assumersi pienamente la responsabilità della fine della relazione. Sono convinta che prima di giungere a tradire sia importante confrontarsi con la persona cui siamo legati. Il tradimento sia per chi lo subisce sia per chi l’agisce non è mai un’esperienza facile a meno che la persona che tradisce non abbia bisogno solo di facili situazioni e non abbia un’organizzazione di personalità incline al tradimento.

Il consiglio: le piccole felicità Ogni giorno scrivere le più piccole felicità che vivi durante tutta la giornata. Deve essere la più piccola felicità. Una grande felicità è l’insieme di tante piccole felicità. Nelle piccole cose stanno le emozioni profonde.

Lettura consigliata: L’amore, forse, Barbara Fabbroni. Aiuta a fare consapevolezza sul significato del perdono nelle relazioni affettive significative.

Film consigliato: Attrazione fatale di Adrian Lyne


Motto: Vivi e lascia vivere.

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