Umberto Smaila: da nonno sono più apprensivo che da padre

I fiorellini lo seguono ogni giorno nelle sue dirette IG. Attento alle mode che attraversano i decenni, capace di coinvolgere e far divertire generazioni lontane tra di loro: Umberto Smaila una firma indelebile nel grande palcoscenico dell’arte. Barbara Fabbroni l’ha intervistato.





Parliamo di Edoardo, il tuo nipotino, raccontaci qualcosa e soprattutto rivelaci come si vive l’esperienza di essere nonni?

È un’esperienza nuova, la prima volta che mi capitava, è arrivato in una età mia avanzata. Mi ha sorpreso molto lo stato di ansietà che mi ha promosso, nemmeno per i miei figli ero così preoccupato di cosa gli poteva succedere, se andava tutto bene, se mangia, se beve, se ha fatto i vaccini.

Che cosa hai scoperto con questa esperienza?

La figura del nonno è molto più apprensiva di quella del padre, anche per alcuni aspetti più attenta.

Lo incontri spesso?

Insomma, loro vengono con il passeggino. La pandemia ha reso tutto più difficile. Però mi tengono informato su tutto, pochi minuti fa mi hanno mandato una foto con lui che mangia la sua prima pappa. Ha mangiato di gusto, è un po' più paffutello, è un bambino molto simpatico e ci fa molto sorridere. In questo periodo c’era bisogno di una gioia così grande.

È arrivato in un momento perfetto?

Si! Anche per mio figlio, lui fa il mio stesso lavoro e come me è disoccupato nonostante con sua moglie abbia aperto un forno qui a Milano, dove almeno due volte a settimana lavora vendendo pane, focacce … nonostante questo anche lui era un po' spiazzato. L’arrivo di Edoardo gli ha riempito la vita.

Avrà un tempo maggiore da dedicargli?

Mio figlio trascorre molto tempo a casa, ha questa opportunità, un piccolo vantaggio in questo momento così crudo.

Tu ti sei vaccinato?

Si! Adesso però ci sono tutti questi enigmi: la copertura inizia … ognuno dice la sua, non si capisce niente. Non si giunge a capo di nulla, mi sono vaccinato ma, ma …

Che vaccino hai fatto?

Ho fatto AstraZeneca ed è andata benissimo, non ho avuto alcun problema. Il richiamo sarà il 2 luglio ma AstraZeneca non firma più il contratto, ma … insomma una serie di ma che fanno tanta confusione.

Come hai vissuto l’attesa del vaccino?

Con la giusta preoccupazione perché se ne avessero parlato in termini diversi gli organi di stampa e le televisioni sarebbe stato meglio. Hanno fanno di tutto per spaventarci. Io mi rendo conto che devono fare ascolti, debbano vendere i giornali ma fare queste cose sulla pelle di noi italiani non è il massimo, diciamo che sono stati bravi a creare disagio. Questo a fatto si che in molti si sono tirati indietro. Io la notte prima ho dormito male ma poi una volta fatto non ci ho pensato più.

Il problema è serio?

Rendiamoci conto che ci sono persone che non vogliono vaccinarsi. Questa pandemia ha degli aspetti multietici che richiede a volte un po' di fatalismo senno non si va avanti.

E il lavoro? Coprifuoco fino dalle 22 fino al 31 luglio un disastro per il tuo settore?

Ogni giorno, già da un anno, faccio un video per i miei follower con cui mantengo un costante contatto offrendo la mia prospettiva. Oggi ne ho fatto uno particolarmente crudo e poco simpatico perché di solito cerco sempre di guarnirlo con delle notiziole carine o comunque con degli aspetti divertenti della mia personalità. Oggi non ne avevo voglia.


Cosa ti ha fatto cambiare direzione?

L’idea che ci siano delle persone ignoranti e stupide che fanno il coprifuoco alle 22 mi ha messo di malumore poiché queste persone sono anche cattive, mettono milioni di persone alla deriva che non potranno più fare il loro lavoro. Dire che ci sarà il coprifuoco fino al 31 luglio è tremendamente proibitivo. Ti proibiscono la passeggiata con il gelato, la birra nel lungomare, inoltre impediscono a me e ai miei colleghi di andare in giro a cantare. Il lavoro dell’intrattenimento è stato raso al suolo, una cattiveria assoluta.

E Draghi?

Draghi ha sempre vissuto in una torre d’avorio cosa vuoi che ne capisca delle persone normali? È stato sempre a Bruxelles a parlare di conti, di numeri, di banche, di quotazioni, di flussi di denaro, cosa vuoi che ne capisca. È logico che lui non possa essere vicino al popolo in questo momento.

Cosa ne sarà di te e del tuo lavoro?

Me lo chiedo costantemente. Avevo già definito di fare il 26 giugno allo Smaila’s di Tropea adesso non so cosa accadrà. Quello che sta accadendo è un sequestro di persona, già la parola coprifuoco è un termine terrificante, ci riporta alla guerra, a momenti di dittatura politica. Una cosa brutale che non tiene conto del lavoro delle persone. Non so davvero cosa succederà. Ci sono paesi europei tipo la Grecia che hanno tutto prenotato e noi cosa facciamo? Il coprifuoco alle 22, chi verrà mai a trascorrere le vacanze in Italia? Io l’ho detto oggi nella mia diretta: prendo la chitarra e vado sotto casa di Draghi! Poi che mi arrestino pure.

Per cui?

Prepariamoci al peggio. È una situazione che non si sopporta più. Ci fanno sempre vedere le stesse cose e ci terrorizzano. Siamo ammanettati, è una cosa che non si sopporta più. Tu pensa l’Arena di Verona cosa fa il coprifuoco alle 22? A metà dell’Aida la gente si alza e va a casa? Milioni e milioni di persone che non troveranno più cosa fare. Spero che cambino qualcosa.

I progetti sono tutti congelati?

Fa ridere perché si va verso il caldo e i progetti sono congelati! Io continuo a fare comunque il mio lavoro, scrivo canzoni e musica. Ho fatto le musiche per il film di Vanzina “Lockdown all’italiana” è uscito lo scorso autunno, adesso uscirà “Troppa famiglia” con Richy Menphis e Antonello Fassari per la regia di Pierluigi Di Lallo, ho scritto e cantato una canzone nel film e mi si vedrà tra gli interpreti in un cameo. Soprattutto aspetto di mettere fuori il naso e fare il mio lavoro.

Passando a zona gialla cosa farai?

Finalmente, dopo tanto tempo, potrò andare da mia madre, ha 95 anni, fortunatamente sta bene, ha avuto la seconda dose di Pfizer. Come ho detto altre volte ho ancora i regali di Natale che dovevo portare dai miei suoceri a Bolzano ma ancora non siamo potuti andare.

Salutiamoci con un po' di leggerezza?

Con una speranza di ottimismo che ci porti fuori da questo incubo.


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