Un lato oscuro: Judy (on Novella2000)

Straordinaria Renée! Migliore attrice per “Judy”, ai Bafta 2020 di Londra, gli “Oscar britannici”, nel film che la vede protagonista, nei tormentati panni dell’icona Judy Garland. Arriva il 16 gennaio nelle sale cinematografiche italiane. Il film è già protagonista indiscusso nella notte degli Oscar, con la candidatura, a furor di stampa, di Renée Zellweger come miglior attrice, già vincitrice del Golden Globe per la sua interpretazione in “Judy”.



La versatile e indimenticabile Bridjet Jones sorprende per l’interpretazione magistrale, la grande capacità canora, il calarsi nei panni della Garland in maniera intensa, aderente, profonda, tanto che c’è chi sostiene che, oltre all’Oscar, meriterebbe un Grammy per le eccezionali prestazioni vocali.

I fan di Judy conoscono bene il calvario della sua vita stritolata dallo show business, piagata dalla dipendenza da alcool e farmaci, rinnegata dagli Studios che aveva arricchito mollandola dalla sera alla mattina, perché considerata “inaffidabile”. Lei, stritolata da una vita ambivalente, tra riflettori e solitudine, muore ancora giovane per un mix di farmaci. Con lei si spenge non solo una vita ma anche una diva a tutto tondo che sapeva scuotere gli animi regalando emozioni forti e intense.

In questa pellicola l’emozione si coglie attimo dopo attimo. Con “Over the Raimbow”, la voce rotta di Renée-Judy trasforma il canto di speranza di un’epoca, lo carica di disincanto e dolore, diventa voce collettiva. È un grido al tempo stesso intriso di struggevole malinconia e voglia di rivincita. Un grido non solo di una società ma anche personale che si arresta nella solitudine tipica di molte star di Hollywood. Come la bella Marilyn Monroe anche Judy Garland ha interrotto prematuramente la sua vita. Due dive, due sogni americani che si spengono nonostante per loro ci sia ancora spazio per il successo, anche se Judy stava attraversando un momento di buio professionale.

Renée Zellweger ha appena compiuto 50 anni, quest’interpretazione arriva in un momento particolare della sua vita tanto da coinvolgerla catapultandola nel mondo arido, crudo, spietato, anaffettivo, fatto di luci e brillantini, della grande Judy.

Uscita dai panni della stravagante e impacciata Bridjet, Renée dà un’immagine di sé completamente diversa, appare come una creatura fragile, delicata e minuta, una figurina di vetro che potrebbe di colpo andare in frantumi. Molto dimagrita dal personaggio che le ha dato fama e successo adesso la troviamo vestita in maniera sofisticata, è composta, raccolta nel suo personaggio da diva molto distante dalla pasticciona Bridjet che ha fatto impazzire il mondo per la sua simpatia. È innegabile tutti ci si sono un po' riconosciuti in quella figura rotondetta, poco capace di vestirsi, goffa e pasticciona. Eppure, Bridjet ha fatto innamorare, ha catturato il pubblico con la sua natura assolutamente genuina.

Renée ha saputo regalare al suo pubblico una varietà di personaggi avvincenti che catturano l’immaginario e fanno innamorare di lei. Di pellicole al suo attivo ne ha molte, tutte recitate con il suo garbo e la sua natura delicata.

In una recente intervista ha dichiarato che suo padre era solito dirle: “Renée, non c’è nulla che tu non possa fare: se ne hai davvero il desiderio e la volontà troverai sempre il modo di riuscire ad affermarti”. Lo stesso stimolo che si ritrova nella Bridjet che finalmente arriva a conquistare il suo amato avvocato, figli di amici della sua famiglia, il bel Colin Firth. Renée in fondo è così, una donna cui piacciono le sfide, che non si arrende, che guarda al futuro con ironia e determinazione, che ama mettersi alla prova. Questo è il suo stile di vita, il suo scrigno di stimoli, la sua forza nell’affrontare nuove sfide.

Ha in sé la capacità tutta personale di un humour vivace. Questo di certo non stupisce cogliendo le sfumature essenziali dai personaggi che ha interpretato.

Dopo il ruolo della spietata Anne Montgomery nella serie tv Netflix What/If, si è trasformata per il grande schermo in Judy Garland.

Girare Judy”, dice in un’intervista l’attrice, “è stato formativo, una sorta di profonda avventura interiore”. Per lei, rappresentare la tragedia umana che ha travolto la Garland, è diventato uno studio quasi ossessivo, una prepotente ragione di auto-analisi, dove a tratti ha toccato aspetti legati alla sua vita, come se vivesse in proiezioni esperienze e vissuti assolutamente suoi.

Lei, che desiderava diventare giornalista, ha finito per incamminarsi nel difficile mondo del cinema.

Hai Bafta 2020, il clima che si è creato, ha riacceso nei fan il sogno di rivederla nei panni della pasticciona Jones, quando ha ricevuto l’abbraccio di Hugh Grant. Un incontro non passato inosservato, tanto che quell’abbraccio ha fatto pronunciare a Hugh Grant la frase di Daniel Cleaver: “Ben fatto, Jones!”.

Bridjet Jones si è incastonata nel ricordo di tutti gli attori che hanno partecipato al cast del primo e del secondo film. È fuor di dubbio che sia stato un successo planetario che l’ha proiettata nell’Olimpo dei grandi.

Renée Zellweger è un’attrice straordinaria che farà ancora molto parlare di sé.

0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti