Una madre deve sapersi tirare indietro (on Visto)

«Sei la mamma più bella del mondo», una frase che molte donne si sono sentite sussurrare dai propri bambini, soprattutto dai maschi. Ecco che parlare del rapporto madre-figlio maschio apre un orizzonte di osservazione molto particolare.




Come tutte le relazioni anche questa nasce da un incontro speciale. Quello che accade durante i primi nove mesi di gestazione sarà un’esperienza importante non solo per la diade genitoriale, soprattutto per la madre e il bambino che porta in grembo. In questi nove mesi si definisce il terreno che accoglierà la relazione figlio-madre nel mondo della vita.

Si dice che il rapporto di una madre con il figlio maschio sia unico e speciale, tuttavia come tutti i rapporti, potrebbe nascondere insidie, se mal gestito può diventare morboso con conseguenze non solo negative per il figlio ma anche per la madre.

Dalla psicologia e non solo, si sa che la madre per il bambino è il suo primo oggetto d’amore, la base sicura cui ricorrere in un momento di difficoltà, il luogo di ristoro nelle situazioni di forte stress emotivo. Questo amore, che nasce sin da subito, può, nel corso dello sviluppo, avere spine, vivere situazioni di difficoltà, sperimentare separazioni significative che s’incidono fortemente nell’organizzazione di personalità di quel bambino.

Ciò che il bambino metterà in atto nella sua età adulta dipende in maniera significativa da due fattore principali: l’ambiente di sviluppo, soprattutto il gruppo famiglia, e le relazioni in particolare quella con la madre.

Se guardiamo in giro tra i personaggi Vip internazionali e nostrani possiamo osservare come questo primordiale rapporto sia fondamentale per l’individuo e come certe relazioni difficili con il materno posso condurre la persona a sviluppare più tipologie comportamentali. Una madre sufficientemente buona - scomodando un grande della psicologia: Winnicott – porta a relazioni e rapporti futuri di buon livello oltre che nutritivi e soddisfacenti.

Vi sono però tipologie di attaccamento madre-figlio (insicuro evitante, ansioso ambivalente, disorientato/disorganizzato) che organizzeranno nel bambino una risposta particolare portandolo in età adulta ad avere un comportamento particolare basato sul tipo di attaccamento ricevuto e sperimentato.

Quali sono le caratteristiche delle varie tipologie di madri?

Le caratteristiche sono molteplici, possiamo avere madri ansiose, iperprotettive, ipervigilanti, inibenti, perennemente preoccupate per tutto e per tutti, pericolosamente simbiotica, come giungere a situazioni gravi di abuso e maltrattamento.

Pensiamo al rapporto che il grandissimo attore Alberto Sordi aveva con la madre, come è noto non si è mai sposato, ha sempre avuto un rapporto molto forte e speciale con Maria Righetti, se non addirittura morboso. La madre, per il grande Alberto, era il suo punto fermo, il suo cardine dove tutto ruotava. Un amore il loro assolutamente di natura simbiotica che poi, alla morte della madre, si è spostato verso le sorelle.

Joaquin Phoenix e mamma Arlyn, lei eccentrica, lui un’infanzia in una comunità molto discussa, la povertà, una famiglia di quattro fratelli con i quali misurarsi. Eppure, lui deve molto alla madre con cui ha un legame molto particolare legato ad un attaccamento – così sembra dalla sua biografia – disorientato/disorganizzato.

Leonardo di Caprio ha verso la madre un senso di assoluta ammirazione tanto che per lui, lei è «un miracolo vivente». Di Caprio vive con la madre Irmelin un rapporto privilegiato. È questo il motivo per cui a 45 anni è ancora scapolo? Anche lui come il nostro Alberto Sordi preferisce riservare il suo totale amore alla madre? La tipologia del suo attaccamento richiama quello di una madre ambivalente e ansiosa, dove la morbosità della relazione vince su tutto senza lasciare vie ulteriori.

Che dire del rapporto odio amore di Tommaso Zorzi, concorrente del GFVip 2020, con la madre?

«Una volta» - racconta a un noto settimanale - «non ci siamo parlati per un mese ma poi abbiamo fatto la pace ed era come se non fosse successo nulla». Eppure, sta solo a 350 metri di distanza dalla casa della mamma! Che dire forse sotto sotto c’è un attaccamento ambivalente, sembra proprio così!

Amal Clooney, né Elisabetta Canalis sono riuscite a conquistare completamente il cuore del bel George Clooney. Lui, come la maggior parte delle Star internazionali e nostrane, è rimasto fedele, per lunghissimo tempo, a una sola donna: mamma Nina Bruce Warren. 

«Mia madre me lo diceva sempre prima di morire» - scrive Silvio Muccino nel suo libro edito da La nave di Teseo - «bisogna sapersi alzare dal tavolo prima che l’amore venga sparecchiato» - poi continua dicendo - «E così ho fatto. Lasciandole un vago biglietto che non offriva spiegazioni. Ma da quel giorno non mi sono mai più sentito a casa come su quella stella». Lui aveva un rapporto particolare con la madre, da cui ha raccolto l’amore per l’arte. L’intreccio relazionale e le vicende familiari depongono per un attaccamento ansioso ambivalente. Ovvero ti amo ma anche ti odio, ti accolgo ma posso allontanarti. Beh, in fondo è il risultato di quello che è accaduto nella famiglia Muccino, soprattutto tra i due fratelli, l’attore e il regista.

Una domanda sorge spontanea: cosa rende speciale il rapporto madre-figlio maschio?

Gran parte di questo speciale rapporto nasce dall’essere di due generi sessuali differenti. Spesso può organizzarsi da parte della madre un comportamento seduttivo, accolto con piacere dal figlio che lo legge come una presenza costante. Questa modalità relazionale può essere una trappola in età adulta, che non permette di costruire soddisfacenti relazioni con altre donne, perché inconsapevolmente un altro rapporto viene vissuto come un tradimento verso l’oggetto d’amore arcaico. Alberto Sordi, George Clooney, Di Caprio sembrano rispecchiare questa modalità relazionale con la madre.

Come si può evitare?

Il tutto si gioca durante l’arco dello sviluppo del figlio, una madre adeguata e nutritiva non impedirà mai al figlio di fare le sue esperienze nel mondo della vita seguendo la normale fase evolutiva, il problema nasce quando la madre nega la libertà di uscire dal raggio genitoriale per trovare all’esterno altre figure di riferimento.

Un rapporto non adeguatamente sano a cosa può portare?

Può far sviluppare rabbia, legata al bisogno del distacco emotivo ed affettivo mostrando grande insofferenza verso la madre. Oppure può verificarsi la situazione inversa: una prolungata dipendenza verso la madre e la situazione peggiora se lei lo asseconda.

Tuttavia, da qualunque angolazione si guardi il rapporto madre-figlio maschio è molto delicato e necessita di una sapiente capacità di equilibrio, accoglienza e nutrimento dei bisogni senza cadere nell’eccesso e nella relazione soffocante, perché altrimenti non resta che soccombere o scappare.

Sappiamo che: «Il problema dell’amore è una delle grandi sofferenze dell’umanità e nessuno dovrebbe vergognarsi di pagare il suo tributo» (Carl Gustav Jung).

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