Vi svelo il vero Corona - intervista esclusiva a Elisabetta Sgarbi (on Novella2000)

Lui, erede di una famiglia di giornalisti. Si dedica al gossip sin da giovane, apre l’agenzia Corona’s. Il carcere sembra essere il filo conduttore della sua vita, la prima volta nel 2007, poi seguita da altre carcerazioni: «oggi, dopo un’ennesima detenzione, quel muro è ancora più alto. Invalicabile».




Una vita al limite intrecciata in una tela dove la droga, la trasgressione, la sfida, il senso di potere, la voglia di sovvertire le regole a qualunque costo sono state il fil rouge dei suoi primi 40 anni, eppure lui non è né un martire né un sopravvissuto ma un uomo «determinato». Ha avuto relazioni con donne bellissime, un figlio che ha appena compiuto 18 anni, un ex moglie (Nina Moric) e come ci ricorda quando parla della sua famiglia «la storia siamo noi». Adesso ha in sé il desiderio di riscrivere daccapo la sua vita perché «qualsiasi cosa mi hanno fatto, qualsiasi cosa mi faranno: no pasa nada». Tanto che si ritrova con suo figlio «mano per mano insieme per la vita. Quello che ci hanno tolto? Non ci ha tolto nulla. È stata la vita anche quella». Come in tutte le vite intense e dense di significato arriva un momento dove bisogna arrivare a «conoscere e capire. Sempre se volete pienamente farlo. Sempre e solo la verità», grazie a Elisabetta Sgarbi la sua intensa vita sarà raccolta in un libro che si preannuncia avvincente, intenso, ricco e appassionante.

Elisabetta Sgarbi è la sua editrice, nonché quella donna che ha saputo con maestria cogliere l’essenza del suo bisogno di raccontare la sua vita intrecciata con la storia dell’Italia in un particolare momento storico, culturale, artistico e non solo. Abbiamo raggiunto la dottoressa Sgarbi che ci regala un’intervista esclusiva del lavoro di Fabrizio Corona che presto arriverà nelle librerie.

Dottoressa Sgarbi, “Come ho inventato l'Italia” di Fabrizio Corona è in uscita per La nave di Teseo, come nasce questa collaborazione?

«Mi chiamò lui. Ci vedemmo a casa mia, e mi raccontò il progetto di cui il libro è il primo passo».

La prima cosa che ha pensato quando le è stato proposto questo progetto editoriale?

«La prima cosa che gli ho detto è stata: mi interessa se ci metti tutto te stesso, se questo libro lo fai sentire al lettore come qualcosa di veramente tuo e nuovo. E soprattutto devi essere in grado di raccontare l’Italia che hai visto da quando c’era tuo padre Vittorio al tunnel giudiziario. Deve essere un punto di vista sugli ultimi quarant’anni che hai visto. Punto di vista discutibile, certo, ma mi interessa leggere dell’Italia che hai visto tu».

Lei è una donna intellettuale di grande spessore, cosa le ha fatto accettare questa sfida importante di pubblicare il lavoro di un uomo così fuori dagli schemi?

«Non sono un intellettuale, in senso elitario. Dirigo un gruppo di case editrici ampio, con diverse anime, e che ama le sfide. Fabrizio ha visto il marcio di un paese, magari ha pure contribuito a crearlo, ma a me interessa che uno provi a raccontarlo dal di dentro».  

Secondo lei, qual è stata la motivazione che ha spinto Fabrizio Corona a scrivere il libro?

«Anzitutto ha pagato con il carcere quanto gli è stato addebitato dalla giustizia. Non entro nel merito della sentenza, anche perché ne so poco. Ma forse doveva fare i conti con sé stesso e con quello che ha visto e fatto»

L’ex re dei paparazzi nell’annunciare la pubblicazione dichiara “la mia vita ogni giorno è un film, raccontarla è stata la cosa più importante che ho fatto fino ad oggi”, è d’accordo su questa affermazione?

«Dice il vero. Penso che Fabrizio abbia sempre avuto in mente un grande film su sé stesso. Ma io gli ho detto che prima doveva pensare a scrivere un gran libro, selvaggio e audace. Il film, semmai, sarebbe venuto dopo. Il libro che ha scritto è molto cinematografico. Però servirebbe un grande regista che mantenesse quel senso di spaccato dell’Italia che Fabrizio racconta nel libro. Non penso sia interessante per nessuno l’ennesimo autoritratto di Fabrizio Corona».

Secondo lei chi è davvero Fabrizio Corona?

«Non lo so, non lo conosco così bene. Però sono rimasta colpita dalla serietà con cui ha lavorato al libro. E il libro che ha scritto è potente».

È un libro autobiografico?

«Non potrebbe non esserlo. Però è riuscito a raccontare un pezzo del nostro paese. Questo mi sembra importante»

Il libro di Corona può essere considerato un’esperienza catartica di trasformazione?

«Questo bisognerà chiederlo a lui, quando lo avrà finito».

Quindi, può ripartire da qui la storia di Fabrizio Corona?

«Non so se abbia voglia di ripartire. Penso non si sia mai fermato. Non lo conoscevo prima, ma penso che la detenzione cambi chiunque. E per questo penso che il libro sia diverso dagli altri che ha scritto. Poi, certo, rimane lui, sfrontato e esibizionista e senza filtri. Ma dentro le pagine si vedono cose nuove»

Ogni nuovo inizio ha in sé esperienze profonde, che cosa l’ha colpita della vita di quest’uomo per certi aspetti inafferrabile nella sua trasgressività?

«A me sono piaciute molto le pagine su suo padre Vittorio. Lì secondo me c’è qualcosa di profondo e rivelatorio».

Siamo tutti curiosi, qualcosa sulla trama? Ciò che più l’ha colpita?

«Bisogna aspettare che esca il libro. Magari quanto c’è ora e mi ha colpito, non ci sarà nella stesura finale. Fabrizio ci lavorerà fino all’ultimo momento».

Chiediamo troppo se ci regala una frase del libro?

«Mi tengo questa risposta per quando andremo in stampa e sarò sicura di quello che dico».

È stato difficile lavorare con Fabrizio Corona?

«Per nulla. Sul lavoro è molto serio. E lavora in continuazione»

Crede che il pubblico apprezzerà questo lavoro?

«Penso di sì. A me è piaciuto molto».

Perché?

«Perché non è l’ombelico di Fabrizio Corona, è una testimonianza, un racconto di trent’anni circa d’Italia. Certo Fabrizio ribadisce con orgoglio il suo punto di vista, e ci mancherebbe, sin dal titolo e dalla copertina che sono proprio opera sua. Ma questo mi sembra l’aspetto onesto e forte del libro. Fabrizio racconta l’Italia che ha visto lui, con cui lui ha avuto commercio. Io gli avevo proposto una copertina, lui mi ha detto: ci penso io. E si è inventato un Corona - David con la banconota invece che i braghettoni. A me è parso molto riuscita».

Può essere considerato un libro per riflettere? Un libro dove cogliere spunti per cambiare la propria vita?

«Ogni libro fa riflettere. Ogni lettore reagirà come può e come deve. Già dalle reazioni sui social all’annuncio della pubblicazione del libro si vede quanto sia amato e quanto sia odiato»

C’è un messaggio all’interno del testo?

«C’è una storia che ciascuno potrà valutare. Nessuno mi sembra più lontano di Fabrizio dai messaggi morali.  Però una cosa traspare evidente: ha condotto una vita ad altissima velocità, al limite delle regole (per la giustizia oltre le regole), ha pagato con il carcere, e continua a lavorare. Non ne farei un messaggio morale. Però è una vicenda che va raccontata».

C’è un secondo libro in cantiere per Fabrizio Corona?

«Che io sappia no. Anche perché dovrà promuovere questo che è il libro della sua vita, e abbiamo molti progetti»

Lo aspettiamo con ansia, data ufficiale per l’uscita e per la presentazione?

«Sarà ottobre. Fabrizio vi terrà aggiornati. Non mi sembra difetti di capacità di comunicare».

0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti