Volare nel rosa dipinto di rosa

“Eppure sentire a un passo da te …” canta Elisa. Sentire quella sensazione che si schiude dentro l’anima, scorre nelle vene, penetra negli organi, arriva dritta al cuore ed è emozione, brivido, follia e sorpresa. Sono più o meno 50 le donne che appartengono al gruppo delle Fly Pink. Il volo a vela sta coinvolgendo le donne, per praticarlo non serve né forza né potenza, solo tanta concentrazione e determinazione.





Margherita Acquaderni si è aggiudicata il primo gradino del podio del Campionato Nazionale Assoluto della classe 18 metri a Varese. Un traguardo importante soprattutto perché il mondo dell’aeronautica è ancora tutto al maschile, tant’è che dice: «In Italia mi sono sempre confrontata con uomini (…) nel resto del mondo ci sono molte pilote, sono i mariti ad accudire i figli quando loro volano. Ho pensato che, dovevo creare una realtà in rosa anche da noi. Purtroppo, in Italia abbiamo una cultura aeronautica molto maschilista e donne che ancora sono convinte di non poter fare cose straordinarie. Vorrei poter cambiare questi paradigmi, li trovo retrogradi e non attinenti al mondo in cui viviamo (fonte web)».

Le donne in questi ultimi anni hanno messo l’accento e stanno dimostrando di non avere nulla di inferiore alla professionalità tutta al maschile. Il capitolo che si potrebbe aprire è nutrito ma ci preme sottolineare quanto questo sport appassioni e faccia sentire liberi. È un incontro tra l’adrenalina che scorre nelle vene, il vento che accarezza il volto e permette di volteggiare e la determinazione a farcela.

Che cos’è il volo a vela?

Il Volo a Vela è una disciplina sportiva dove si vola con un aliante veleggiatore senza l'uso di apparati propulsivi meccanici. L’aria è il serbatoio energetico da cui prendere carburante. Le forze della natura sono a disposizione, bisogna imparare a non temerle, bensì a rispettarle, ad ascoltarle e a coglierne i minimi segni con la più totale attenzione. La natura in sé permette questo volo.

Come ricorda Acquaderni: «L’aspetto più bello di questo sport è che quando stacchi la ruota da terra, hai chiuso con i pensieri terreni». Niente male! Un tuffo nel vento e nella forza della natura per prendere contatto con sé stesse, con l’ambiente cogliendone l’essenza.

L’abilità del volare da dove arriva? «(…) L’abilità del pilota sta nel riuscire a cavalcare quest’onda, esattamente come si fa con il surf, ma a 5/6000 metri di altezza», dice Acquaderni.

È certo che bisogna avere sangue freddo per volteggiare nel vento gestendo la forza della natura anche se c’è sempre un paracadute ben allacciato sulle spalle, ma nel momento in cui l’aliante viene sganciato tutto quello che accade è nelle mani del pilota.

La sensazione è inimitabile, assoluta. Il rumore è solo quello del vento, dell’attrezzatura di bordo e l’idea che ne nasce è che si potrebbe davvero arrivare a toccare le nuvole. Un po' come il Gabbiano Jonathan Livingston che voleva esplorare luoghi sconosciuto. Lo stesso si può dire per il Conte Saint Exupéry che con il suo aereo ha esplorato luoghi e territori, ma qui non solo c’è l’ebrezza della libertà ma anche la sensazione forte di essere un corpo unico con le forze della natura per poterle gestire al meglio. Insomma, per il mondo femminile è una scoperta assoluta questa disciplina.

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